DI ELODIE VUILLERMIN
Questo classico fu l’ultima produzione a cui Walt Disney si dedicò, tuttavia non poté vedere l’opera ultimata: un cancro ai polmoni, causato dal suo vizio del fumo, lo stroncò nel 1966. La produzione de Il libro della Giungla terminò un anno più tardi, nel 1967.
Il film si ispira a una serie di racconti scritti da Rudyard Kipling nel 1894. Il Primo libro ha sette racconti, il Secondo ben otto. Tuttavia la Disney ha adattato solo alcuni di questi racconti, nello specifico i primi tre del Primo libro.

Entrambe le versioni cominciano con un piccolo Mowgli rimasto solo nella giungla. Nel classico Disney viene trovato dalla pantera Bagheera e portato dai lupi. Nel libro, invece, viene trovato direttamente da questi ultimi e adottato da una mamma lupa, Raksha, che lo cresce insieme ai suoi cuccioli.
A proposito di questi lupi: il loro ruolo, in originale, è molto più importante e hanno decisamente più apparizioni di quante il film gliene abbia date. Ne abbiamo una chiara dimostrazione fin dall’inizio: quando Shere Khan prova a entrare con la forza nella tana dei lupi per avere il cucciolo d’uomo (dopo avere ucciso i suoi genitori) ma finisce per rimanere con la testa incastrata, Raksha dichiara che Mowgli è suo figlio e che non lo cederà mai. A quel punto Shere Khan batte in ritirata, chiaramente intimorita dalla lupa.
Poco dopo questo evento, Mowgli viene portato alla Rupe del Consiglio al cospetto di Akela, il capobranco dei lupi, per far sì che il branco lo accetti, altrimenti Shere Khan potrà reclamare il cucciolo d’uomo e ucciderlo senza problemi. Per fortuna, l’orso Baloo e la pantera Bagheera si schierano a favore di Mowgli e decidono di educarlo personalmente al rispetto della Legge della Giungla, affinché possa vivere in armonia con gli altri animali. Questa scena non è presente nel film: infatti c’è un brusco taglio che ci fa vedere un Mowgli di dieci anni, laddove in originale seguiamo passo dopo passo tutta la crescita di Mowgli, in maniera molto più graduale, e in alcune storie possiamo anche vederlo quando è ormai un uomo.
Nel libro, il villaggio degli uomini è un’opzione che i lupi iniziano a considerare solo dopo che Shere Khan viene sconfitto da Mowgli: quindi, il focus principale è la minaccia della tigre, che cerca di governare su tutta la giungla. Al contrario, nel film Disney portare Mowgli tra la sua gente è l’obiettivo primario di Bagheera, e Shere Khan è un imprevisto su questa strada.

A cambiare non sono soltanto gli eventi, ma anche i personaggi. Baloo e Bagheera rimangono i migliori amici di Mowgli e i suoi mentori. Tuttavia, pensate un po’, nel romanzo hanno i ruoli invertiti: è infatti l’orso quello più serio, affidabile e coscienzioso, colui che insegna la Legge della Giungla a Mowgli e a tutti i cuccioli, mentre è la pantera che coccola e vizia il cucciolo d’uomo. Quindi dimenticatevi l’atmosfera giocosa e rilassata che il Baloo della Disney ci ha trasmesso, perché il suo “stretto indispensabile” nel libro non esiste.
Al contrario della sua versione disneyana, il vero Bagheera non vuole portare Mowgli tra i suoi simili fin dall’inizio: questo perché è nato e cresciuto in cattività prima di fuggire nella giungla, e quindi odia gli umani; lo dimostra un segno sul collo, lasciatogli da un collare.
Il pitone Kaa non è un antagonista e non incontra mai Shere Khan. Al contrario, è un alleato di Mowgli al punto da salvarlo quando viene rapito dalle scimmie. I poteri ipnotici, però, li ha sempre avuti ed è infatti grazie a una danza eseguita con il suo corpo che sconfigge le scimmie da solo (e in seguito, come viene lasciato intendere, le divora). Non è affatto meschino o codardo, anzi, non ha paura di nessuno ed è lui stesso a essere rispettato e temuto, ed è tanto vecchio quanto saggio. Inoltre fa la sua comparsa in altre storie, esclusive dei libri: aiuta Mowgli a trovare un raro tesoro nella tana di un cobra bianco, proteggendolo quando il suddetto cobra vuole ucciderlo; e si rivela un aiuto decisivo quando Mowgli deve sconfiggere i cani rossi, un branco di cani da caccia che minaccia la sicurezza dei lupi, portando dalla sua parte il Piccolo Popolo delle Rocce (uno sciame di api selvatiche).
Il colonnello Hathi, capo degli elefanti, nel romanzo è preso molto più sul serio dagli altri animali. Egli è infatti colui che supervisiona la Tregua dell’Acqua, un momento che avviene nel periodo della siccità, durante il quale non devono esserci spargimenti di sangue tra gli animali e tutti possono bere la stessa acqua senza che nessuno sia cacciato. È una figura così importante che perfino Shere Khan gli porta rispetto. Inoltre aiuta Mowgli ad attaccare il villaggio degli uomini, cosa che aveva già fatto in passato, come testimonia una vecchia cicatrice sulla sua zampa. E non ha un solo cucciolo, ma ben tre.
Shere Khan, la tigre che ricopre il ruolo di antagonista principale, in originale è zoppa: proprio per questa sua condizione, anziché cacciare gli animali della giungla attacca sempre e solo il bestiame degli uomini. Inoltre è meno minacciosa di come ce l’ha mostrata il classico Disney, ma ugualmente presuntuosa, poiché si crede imbattibile e importante, e pretende che tutti le debbano mostrare rispetto. In realtà, più che temuta, è semplicemente odiata, poiché con i suoi attacchi agli umani rischia di portare cacciatori nella giungla, mettendo in pericolo le vite degli altri animali. Ma la sua natura subdola e manipolatrice è rimasta, tanto che cerca di influenzare i lupi più giovani a cacciare Mowgli dalla giungla approfittando del fatto che Akela stia invecchiando. Ha persino un aiutante, Tabaqui lo sciacallo, odiato quanto lei, tanto che tutti nella giungla lo soprannominano “il Leccapiatti”.

Se nel film animato la tigre teme il fuoco, manifestazione del potere dell’uomo, e viene sconfitta quando Mowgli lega un ramo infuocato alla sua coda, nel romanzo muore travolta da una mandria di tori e bufali, che il ragazzino le aizza contro quando ha la guardia abbassata (la tigre aveva appena cacciato un cinghiale e si era fermata a riposare in attesa di digerire), per poi scuoiarla e portarsi via la sua pelliccia come trofeo. Comunque nel libro c’è un’occasione in cui Mowgli affronta effettivamente Shere Khan con il fuoco, chiamato anche “fiore rosso”: è nel momento in cui Shere Khan cerca di togliere ad Akela il ruolo di capobranco. Per dimostrare che si merita quel titolo, Akela deve cacciare un daino e sconfiggerlo, ma sta diventando vecchio e quindi i lupi più giovani, istigati da Shere Khan, gli fanno affrontare un daino più robusto del solito; questo darebbe ai lupi il pretesto per allontanare Mowgli e lasciarlo senza protezione, quindi esposto a un attacco di Shere Khan. Ma Mowgli si intrufola nel villaggio degli uomini più vicino, raccoglie un bastone infuocato e alla successiva riunione alla Rupe del Consiglio usa quell’arma per allontanare uno spaventato Shere Khan e tutti i suoi sostenitori da quelle terre.
A metà libro Mowgli si unisce al villaggio degli uomini e viene adottato da una donna di nome Messua e suo marito, i quali vedono nel ragazzino il figlio perduto da tempo. Nel frattempo si fa alcuni nemici al villaggio, tra cui il cacciatore Buldeo, che vuole uccidere Shere Khan per vendere la sua pelle e guadagnarci dei soldi. Non solo, il cacciatore si inventa un sacco di storie assurde sulla giungla e quando Mowgli lo sbugiarda e minaccia la sua autorità gli dà subito del selvaggio. Una volta uccisa la tigre, Mowgli toglie a Buldeo il suo trofeo, e per questo il cacciatore gli mette contro l’intero villaggio, facendolo passare come uno stregone e quindi come una minaccia per la comunità. Addirittura Buldeo cerca di far processare i genitori adottivi di Mowgli, ma questi riesce a farli fuggire nella città vicina con l’aiuto della sua famiglia di lupi e di Bagheera.
Nel classico animato gli unici umani a fare la loro comparsa sono Mowgli e, sul finale, Shanti. Nel sequel che la Disney ha prodotto nel 2003 appaiono altri umani, tra cui il piccolo Ranjan, ma tra di essi non c’è nessuno di quelli citati nei libri di Kipling.
Molti personaggi dei libri non sono stati inseriti oppure hanno avuto un ruolo molto più marginale di quello che possedevano in origine. Tra questi, i già citati lupi, soprattutto Akela, che verso il finale della storia muore durante la battaglia con i cani rossi: questo evento scuote il protagonista al punto da fargli prendere la decisione di rimanere al villaggio degli uomini e restarci. Poi Fratel Bigio (in originale Gray Brother), uno dei fratelli lupi di Mowgli, che viene spesso a trovarlo al villaggio per informarlo su quanto succede nella giungla in sua assenza, ma che nel film Disney non vediamo praticamente mai. C’è poi una lunga serie di personaggi animali esclusivi dei libri, tra cui Rann il nibbio, i cani rossi, il cobra bianco, Sahi il porcospino, Mang il pipistrello, Rama il toro (colui che sarà fondamentale nell’uccisione di Shere Khan) e tanti altri.
Re Luigi non esiste in originale. Le scimmie non hanno un loro re e sono molto più meschine, poiché rappresentano l’ignoranza e l’inciviltà estrema. Rapiscono Mowgli proprio per questo, perché hanno bisogno di un leader che le rappresenti e sperano di sfruttare a loro vantaggio la conoscenza umana di Mowgli. Si credono superiori agli altri animali perché vivono nelle rovine di un’antica città indiana, ma il loro comportamento lascia trasparire tutta la loro inferiorità mentale. Sono esclusivi del film Disney anche i quattro avvoltoi con le fattezze ispirate a quelle dei Beatles, così come Shanti.
Tra l’altro Mowgli è protagonista, nel Secondo libro, di una serie di avventure che né il classico Disney né il suo sequel hanno adattato. Viene a conoscenza dell’origine del manto striato delle tigri, tramite il racconto di un elefante. Salva i genitori che stavano per essere sacrificati in un rituale di magia nera. Scatena Hathi, gli elefanti e gli altri animali della giungla contro il villaggio degli uomini, per punirli di quel che hanno osato fare a lui e ai genitori, e riesce a far sì che gli umani di quella zona abbandonino per sempre le loro case. Scopre il cobra bianco e il tesoro da lui custodito, un ankus. Affronta e sconfigge i feroci cani rossi. Infine, con l’arrivo di una nuova primavera, dopo essersi consultato con i suoi amici, decide di lasciare definitivamente la giungla e vivere il resto della vita da umano.


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