Batman – Quando il Pipistrello prese il volo

DI ALBERTO GROMETTO

IO SONO BATMAN!

Poche altre battute risultano così iconiche, come questa qua. 

Pochi altri supereroi, del resto, sono scolpiti nell’immaginario collettivo quanto l’Uomo-Pipistrello di Gotham.

Non si può certo dire che tutto partì dal film del 1989. Batman nacque, prima di ogni altra cosa, nell’universo dei FUMETTI DC COMICS, un mezzo secolo prima. Era il Maggio del 1939. Sarebbe diventato Leggenda. 

A concepirlo furono gli statunitensi BILL FINGER e BOB KANE. Dopo i fumetti, Batman spiccò il volo sia in televisione sia sullo schermo del cinema. Oltre che in dei cortometraggi cinematografici, negli anni ’60 ebbe una serie televisiva tutta sua e un film nel ’66. In entrambi i casi a vestirne i panni fu l’amato attore ADAM WEST, che sarebbe proprio per questo diventato un’icona. 

Il “Batman” di West tuttavia non presenta le atmosfere tenebrose e i toni cupi dell’originale dei fumetti: il suo Uomo-Pipistrello si cimenta in bellissime scazzottate molto comiche, è sempre accompagnato da scritte onomatopeiche fumettistiche e fa ridere assai! 

Poi arrivò questo film qua. 

Arrivò la Gotham tetra e sporca dei fumetti, piena zeppa di corruzione e tipacci poco raccomandabili. 

Arrivò TIM BURTON!!!

Questa è stata la pellicola che ha cambiato ogni cosa. Al giorno d’oggi siamo più che abituati ai film sui supereroi, tra Christopher Nolan e la sua trilogia del Cavaliere Oscuro, Sam Raimi e la sua su Spiderman, la Marvel e il suo MCU (Marvel Cinematic Universe) che vanta ad oggi quasi trenta miliardi di dollari guadagnati e oltre trenta film realizzati (il franchise più redditizio della Storia del Cinema). Quasi ne siamo drogati! 

Ma tutto partì dal «Batman» burtoniano dell’89, questo film è stato una delle prime vere pellicole supereroistiche mai realizzate, uno dei capostipiti di quello che è attualmente, nei fatti, il genere più gettonato del momento!!!

A livello di critica così come di pubblico, si trattò di un successone pazzesco, al punto da portarsi a casa il più alto incasso di sempre per una pellicola tratta da un fumetto della DC Comics! Questo record verrà battuto quasi vent’anni più tardi, nel 2008, anno di uscita de «Il Cavaliere Oscuro» di Nolan. 

Durante la sola prima settimana in sala, il film si portò a casa 49 milioni di dollari. Considerate che il budget complessivo della pellicola era di 48. In totale avrebbe guadagnato oltre 411 milioni. 

Il fenomeno collettivo globale noto come “BATMANIA”, che sempre ritorna in voga in concomitanza con l’uscita di una qualche nuova pellicola sull’Eroe di Gotham, nacque quell’estate, passata alla storia come “L’Estate del Pipistrello”: ovunque ti girassi, vedevi una sola cosa. QUEL simbolo. 

(Questo era… DAPPERTUTTO!!!)

Era il 23 Giugno 1989 quando sbarcò nelle sale. 

Nei mesi precedenti il film aveva fatto parlare di sé in lungo e in largo. Basti pensare che in origine doveva essere girato a Los Angeles, ma la produzione fu poi costretta a spostare le riprese in Inghilterra e a blindare il set. Addirittura la ripresa di due bobine, per un totale di venti minuti di girato, venne trafugata e si dovette chiamare la polizia. Furono venduti oltre 750 milioni di dollari in merchandising.

Era da tempo che la Warner Bros. aveva l’idea di girare un film oscuro sul Cavaliere Oscuro. Il giovane regista Burton poteva essere l’uomo giusto, ma i piani alti non dettero il loro via libera fino a quando Tim non venne incoronato dal pazzeschissimo successo a sorpresa del suo meraviglioso «BEETLEJUICE»

La precisa cura maniacale estetica, la fortissima e chiara impronta autoriale visiva a firma burtoniana e la sua eccentrica e visionaria direzione sono ciò che ha portato alla nascita della squallida ed enorme metropoli di Gotham City così come l’abbiamo presente oggi nell’immaginario collettivo. Tutto all’interno di questo film, dai costumi alle scenografie (premiate con l’Oscar) passando per la colonna sonora (a cura di Danny Elfman, storico collaboratore burtoniano) e per ogni singola microscopica inquadratura, ha contribuito a creare a livello visuale, concettuale, artistico e spirituale il personaggio di Batman. 

Ci si chiede talvolta come certe cose che oggi sono tanto radicate nella nostra realtà e nel nostro pensiero, siano nate. L’Uomo-Pipistrello, e tutto quello che rappresenta, nasce dai fumetti. Ma fu questo film a catapultarlo nei cieli degli schermi dei cinema e a renderlo il supereroe che tutti conosciamo. Soprattutto fu questa pellicola, insieme al «Superman» del ’78 di Richard Donner, a lanciare il filone del film-fumetto così tanto in voga al giorno d’oggi. Certo, non è un prodotto perfetto. Rispetto a tante altre opere burtoniane, in questo caso la pellicola risulta datata, risente del peso del tempo trascorso. Ma rimane comunque una pietra miliare.

E questo lo si deve anche alla scelta degli interpreti.

Innanzitutto il protagonista, che all’epoca venne accolto tra mille dubbi, feroci controversie e tanto risentimento. Non si credeva in quel nome. Non si credeva in MICHAEL KEATON. Ma Burton, che ci aveva lavorato nella sua opera precedente (Keaton è proprio il Beetlejuice di «Beetlejuice»!), sì. Burton ci credeva. E ha visto più lungo degli altri. Il nostro Michael all’epoca era conosciuto per ruoli comici e stravaganti ed eccentrici, e del resto lo stesso Beetlejuice era l’epitome di questi suoi personaggi. Eppure ad oggi è considerato tra i miglior Batman possibili, e questo perché è stato capace di donarci un cupo e freddo Bruce Wayne, inquietato e represso e assolutamente controllato. E proprio per questo tanto più affascinante e riuscito.

Poi naturalmente non possiamo non citare il fidato e lealissimo Alfred, impersonato da un impeccabile MICHAEL GOUGH, eccellente nell’interpretare il maggiordomo di Wayne, ma in realtà è molto più che un maggiordomo: è il suo unico e vero confidente, migliore amico e si potrebbe dire “padre putativo”.

E ovviamente c’è lei, la splendida e meravigliosa KIM BASINGER, che è un vero e proprio talento nell’incarnare l’affascinante fotografa Vicki Vale, la donna in grado di conquistare l’apparentemente inaccessibile e inesorabilmente distante cuore del Difensore di Gotham.

E poi… beh, poi c’è LUI. 

Il motivo per cui questo film ancora oggi, a dispetto dell’inclemente passaggio del tempo, va applaudito fragorosamente. 

La ragione, prima di ogni altra, per cui questo film ancora adesso non può non essere amato: il JOKER di JACK – LA LEGGENDA – NICHOLSON!!!

Tra i più straordinari interpreti della Storia del Cinema, Jack Nicholson è in grado di confezionarti una sontuosa prova d’attore mefistofelica dell’arci-antagonista di Batman, una sovrumana performance capace di suscitare inquietudine da una parte ed un’esilarante ilarità dall’altra! Fecero di tutto per avere quel mattacchione di Jack, che in origine non voleva salire su questa nave: acconsentirono ad un contratto che stabiliva il numero massimo di ore al giorno in cui avrebbe recitato, le sue scene dovevano essere riprese in non più di tre settimane, cambiarono il copione per lui e lo pagarono sei milioni di dollari in aggiunta ad una percentuale sul guadagno globale al botteghino. In totale si portò a casa 60 milioni. In cambio però ha consegnato ai posteri uno dei più grandi super-criminali mai portati su schermo.

Ridendo, scherzando, ammazzando quel suo Joker è ciò che più rimane impresso di questa pellicola, quello che la rende indimenticabile, al punto che Jack quasi oscura qualsiasi altro elemento. E del resto è nel faccia a faccia finale tra lui e Batman che si trova il dialogo più interessante dell’intera pellicola. Il Pagliaccio dice al Pipistrello che lui è diventato Joker a causa di Batman stesso, il quale replica che pure lui, di contro, se è diventato Batman lo si deve proprio allo stesso Joker:

«Io ho fatto Te. Tu facesti me, prima». 

Questa battuta reca in sé un grandissimo insegnamento:

Non esiste lo Yin senza lo Yang. Il Torero senza il Toro. E il Supereroe senza il suo Super-Cattivo. Da notare che ho detto: SUO. Ogni Protagonista appartiene al suo Antagonista, così come ogni Antagonista ha il suo Protagonista. Per ogni Batman, là fuori ci deve essere un Joker che lo ha creato. E viceversa. Il Bene esiste perché c’è un Male. E c’è un po’ di oscurità in entrambe le cose. Quello che fa la differenza è come decidi di usarla, quell’oscurità.

In conclusione vorrei chiudere ringraziando quel ragazzaccio pazzo di Jack, che da tempo non vediamo più sulle scene, ma che speriamo ogni giorno se ne esca fuori all’improvviso con un film in regalo. Non sono tanti gli attori capaci di pronunciare una battuta celebre quale: 

«Danzi mai col Diavolo nel pallido plenilunio?».

E che poi subito dopo ti spara una meravigliosa stronzata che non c’entra nulla come: 

«Mai rubare rabarbaro in barba a un barbaro!».

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