Cammin facendo: Che spasso… IL PASSO!

DI FEDERICA CANNATA

Camminare. Un’esperienza apparentemente banale, un gesto che facciamo quotidianamente, senza neanche pensarci. È un’abitudine che resta sullo sfondo, cornice di altre azioni: ascoltare la musica, leggere un libro, chiacchierare con chi ci accompagna. Eppure, il camminare racchiude in sé l’enorme potenzialità di riconnetterci con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda. Esiste un’intera corrente artistica/filosofica che pone al centro del proprio pensiero il cammino: Richard Long e Hamish Fulton, per citare alcuni artisti che ne fanno parte.

Essi si interrogano, tramite il cammino, su quale sia l’interazione tra uomo e natura, e individuano nell’atto del camminare una forma d’arte che permette di avvicinarsi alla natura e incontrare sé stessi. 

(Kailash Kora di Hamish Fulton, risultato di giorni di cammino 
compiuti dall’artista sulla via dei pellegrini intorno all’omonimo monte tibetano.
Credit: www.castellodirivoli.org)

Da poco ho avuto la fortuna di poter sperimentare cosa significhi veramente camminare. Sono partita per il Cammino Inglese di Santiago, un percorso di 120 km che si snoda tra paesaggi rurali e piccole cittadine della Galizia. Un’esperienza che pone il camminare nel ruolo di protagonista, tutto il resto sullo sfondo. Sì, qualche volta ci si distrae, ci si perde nei propri pensieri, si rimane attratti dalle chiacchiere di qualcuno, ma posso assicurarvi che il camminare si sente, in ogni fibra del proprio corpo, metaforicamente e non (quelle muscolari lo sentono parecchio!). Si inizia a prestare attenzione a ciò che normalmente rimane ai margini: i fasci d’erba che spuntano dal terreno, i dettagli curiosi dell’architettura locale, il proprio corpo, le emozioni che si covano nel profondo. Cose che troppo spesso ignoriamo, perché troppo presi dalla freneticità della vita o perché troppo in balìa di facili distrazioni. 

Il cammino Piemonte Sud

Per fare qualche passo non serve andare lontano, le nostre città e i loro dintorni sono ricche di parchi in cui staccare un po’ la spina e dedicare un po’ di tempo a sé stessi.

Vale lo stesso per chi volesse cimentarsi in un vero e proprio cammino, un’esperienza sicuramente più impegnativa ma che regala delle memorie che difficilmente si dimenticheranno. Per chi vive in Piemonte e nei dintorni esiste un cammino, di recente istituzione, e sicuramente più comodo di un viaggio in Galizia. Sto parlando del Cammino del Piemonte Sud, un itinerario di 19 tappe che si snoda per 240 km lungo l’Appennino piemontese.

Ce ne hanno parlato meglio al Salone del Libro, dove è stata presentata la pubblicazione “Il Cammino Piemonte Sud, un libro aperto sull’Appennino”, un piccolo libricino edito da Piemonte Parchi, rivista di informazione e divulgazione naturalistica pubblicata dalla Regione Piemonte. All’incontro hanno partecipato Lorenzo Vay e Daniela Roveda, rispettivamente addetto stampa e guardiaparco delle Aree protette dell’Appennino piemontese, ed Emanuela Celona, direttrice di Piemonte Parchi.

(Il numero speciale di Piemonte Parchi sul Cammino Piemonte Sud)

Il cammino è stato fortemente voluto dalla Regione Piemonte e fa parte di un progetto più ampio, quello del “Sentiero verde dei parchi piemontesi” che mira a valorizzare i sentieri escursionistici e le aree protette del territorio piemontese.

Di aree di rilevante interesse naturalistico in Piemonte ce ne sono tante ed effettivamente il solo cammino del Piemonte Sud ne attraversa 11, tra parchi e riserve naturali, siti della rete Natura 2000 (aree protette a livello europeo) e corridoi ecologici. 

Un po’ come avviene per il cammino di Santiago i camminatori potranno richiedere i timbrini, i cuños in spagnolo, che dimostreranno il percorso svolto e permetteranno di completare il “Passaporto del Cammino Piemonte Sud”, un ricordo che probabilmente farà gongolare ogni volta che lo si riprenderà in mano. 

Un po’ di informazioni tecniche

Ma se io sono un pigro incorreggibile, che si dispiega in pose che sfidano l’anatomia umana anche solo per non dovermi alzare a prendere il telecomando? Posso tentare il cammino?              

Allora, partiamo dal presupposto che ci troviamo sull’Appennino, quindi incontriamo delle montagne e di conseguenza dei dislivelli, anche importanti. Però le informazioni messe a disposizione per ogni tappa sono molto chiare, troviamo sempre l’indicazione del dislivello, oltre che dei km che si dovranno percorrere e, per chi non ha idea di come interpretare questi dati, il livello di difficoltà (T, turistico ed E, escursionistico). Piccolo spoiler: solo una tappa ha il livello T, Miogliola-Pareto per la precisione; quindi, se siete dei pantofolai incalliti magari fatevi un giro di perlustrazione e iniziate a vedere come ne uscite da questi 7,8 km. 

Per chi invece non è completamente fuori forma il Cammino si fa con molta tranquillità, soprattutto se si decide di mantenere la suddivisione nelle 19 tappe previste. Queste, infatti, hanno una lunghezza media di 14 km, con le più corte che partono dagli 8 km alle più lunghe che sfiorano i 23 km. Ovviamente per i più allenati alcune tappe possono essere accorpate in modo da ridurre i giorni totali di percorrenza. 

(Credit:pixabay.com)

Se siete nuovi ai cammini e vi steste chiedendo come fare a non perdervi in mezzo ai monti piemontesi, non preoccupatevi, una soluzione c’è! Sul sito del cammino sono infatti presenti le tracce gpx del percorso. Scaricando una delle tante applicazioni per escursionisti che si trovano negli app store (io, per esempio, uso Komoot) è possibile caricare le tracce e avere sempre sottomano la vostra posizione e il sentiero da seguire, così da non perdervi.

Un’esperienza gastronomica

Il cammino Piemonte Sud è un’esperienza che ci permette anche di riscoprire le tradizioni del nostro territorio, in particolare quelle gastronomiche. Il cammino, infatti, non è solo fatica e introspezione, ma anche convivialità e tanto buon cibo. Lungo le varie tappe potremo gustare tanti prodotti tipici del territorio come la patata quarantina, varietà adatta alla coltivazione di montagna; il salame nobile del Giarolo (nobile perché fatto anche con le parti considerate più “nobili” del maiale); la carne all’erba (all’erba perché prodotta da animali cresciuti nel territorio e allevati esclusivamente al pascolo, con alimenti locali) e il formaggio Montébore, uno tra i formaggi più rari al mondo!

(Formaggio Montébore. Credit: Consorzio di Tutela Formaggio Montébore)

Alcuni prodotti locali ci restituiscono anche la storia del territorio, un esempio è la torta di riso, tipica di queste zone. Ogni paese in cui passerete ne possiede una ricetta diversa, ognuna con il proprio ingrediente segreto, ognuna considerata la migliore fra tutte. Eppure, se riflettiamo sulle coltivazioni montane certamente non ritroviamo il riso, che viene coltivato soprattutto nelle risaie del vercellese. Allora perché questo piatto è così famoso in queste valli?

Qui il collegamento alla storia locale: un tempo le donne facevano la stagione lavorativa in pianura, nelle risaie, e venivano pagate, non in denaro, ma, appunto, in… riso!

(Torta di riso. Credit: lospicchidaglio.it)

Un nuovo turismo sostenibile

Il grande vantaggio di dedicare il proprio tempo libero ad un’esperienza qual è quella dei Cammini non è solo legato alla possibilità di crescita personale ma anche all’apprendimento di un turismo più sostenibile. Sostenibile dal punto di vista, ovviamente, ambientale, perché è un percorso che viene fruito a piedi o in bicicletta che costringe a ridursi all’essenziale (perché tutto grava sulla propria schiena), e perché meno cose si portano, meno rifiuti si producono. Una sensibilizzazione sull’eccessivo consumismo, enorme piaga della nostra società, che ci spinge continuamente a desiderare cose di cui in realtà non abbiamo realmente bisogno. 

Sostenibile, poi, dal punto di vista economico, sia perché non ci richiede grandi risparmi per affrontarlo, sia perché promuove l’economia di piccole realtà locali, alcune di queste quasi totalmente disabitate.

E, ricollegandomi a quest’ultimo punto, sostenibile dal punto di vista sociale, perché la fruizione delle strutture presenti in questi piccoli paesini permette di rendere più coese le comunità locali, contrastando la fuga dei più giovani e sostenendo chi decide di ritornare. 

Un regalo alla vostra salute

Se ancora non vi avessi convinto a cominciare a camminare proverei a riportarvi qualche informazione che ci arriva dal campo scientifico (qua la fonte). Camminare, infatti, è un toccasana per il nostro corpo. Gli studi dimostrano che aiuta a migliorare la salute delle persone con patologie cardiovascolari, diabete (perché aumenta la sensibilità all’insulina) e obesità. Camminare, inoltre, aumenta la capacità aerobica del cuore, abbassa la pressione sanguigna e riduce il grasso e l’indice di massa corporea. Se aveste difficoltà a dormire potrebbe migliorare la vostra qualità del sonno, facendovi appisolare prima e allungando la durata delle vostre dormite. Ultimo vantaggio, ma non meno importante, ha degli effetti positivi sulla salute mentale, in particolare per chi soffre di depressione.

Per concludere, provate a farvi questa domanda: da quanto tempo è che non cammino da solo, per almeno mezz’ora e senza alcuna distrazione? Se non riuscite a trovare risposta o questa va troppo lontano nel vostro passato allora è giunto il momento di dedicare a quest’attività un po’ del vostro prezioso tempo. Potreste sorprendervi del risultato, perché come dice Fulton: “Walking is magic, walking transforms”.

Per maggiori informazioni sul cammino Piemonte Sud:

http://www.piemonteparchi.it/cms/

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