DI ELODIE VUILLERMIN
Questo non è soltanto un capolavoro del genere distopico. È una storia angosciante, da farti venire i brividi, che apre molti spunti di riflessione.
NEL NOME DI FORD
L’ambientazione è uno Stato totalitario organizzato secondo il culto di Ford, un culto che organizza ogni aspetto della vita in nome della produzione in serie. Si esalta il mito del progresso. Il tutto poggia sul motto “Comunità, Identità, Stabilità.” La guerra che ha dato vita al suddetto Stato è pressoché dimenticata, solo i Governatori Mondiali ne conoscono le ragioni.
I cittadini di questa società nascono in provetta e vengono prodotti da uomini addetti a quello specifico mestiere, i Fecondatori, secondo un processo peculiare: si arresta lo sviluppo normale degli embrioni, indebolendoli fino a farli frammentare; in questo modo viene garantita la nascita di esseri umani uniformi, perfettamente identici, che assicurano la stabilità sociale. Dopodiché ogni embrione viene predestinato nei minimi particolari a un ruolo sociale preciso, prima ancora che l’umano sia effettivamente nato: Alfa, Beta, Gamma, Delta ed Epsilon. Non solo, si condiziona l’embrione in modo che l’umano futuro ami inevitabilmente la sua condizione sociale.

Ogni ruolo sociale è diverso: gli Alfa sono destinati a comandare; i Beta ricevono un’istruzione superiore per incarichi amministrativi, ma senza la responsabilità del comando; a Gamma, Delta ed Epsilon viene dato, fin da quando sono in provetta, meno ossigeno possibile in modo che non sviluppino alcuna forma di intelligenza e si occupino di lavori umili. Ognuno veste con abiti di un colore diverso: grigio (Alfa), viola (Beta), verde (Gamma), cachi (Delta), nero (Epsilon). Nonostante la divisione sociale e le evidenti disparità tra i ruoli, sono tutti indispensabili allo Stato mondiale.
I cittadini dello Stato non patiscono né la guerra né le malattie, poiché allenati a resistere ad esse sin da quando sono embrioni: le trasfusioni di sangue giovane stimolano frequentemente il loro metabolismo, le secrezioni interne sono bilanciate artificialmente per rallentare gli effetti della vecchiaia. Possono accedere a ogni piacere materiale, dal golf a ostacoli al cinema odoroso. Tutto questo, però, a scapito di emozioni e sentimenti: per mantenere l’equilibrio si deve infatti rinunciare a ogni manifestazione di individualità, all’arte, alla famiglia, alla religione, alla letteratura e all’amore.
A parte i normali cittadini, c’è un gran numero di selvaggi, ossia umani a uno stadio primitivo che vengono allevati in riserve e trattati alla stregua di animali. Conservano abitudini che per lo Stato sono ripugnanti, come il matrimonio e i culti religiosi. I loro corpi dimostrano i segni del naturale invecchiamento. Non hanno dimenticato ciò che è davvero importante per l’essere umano, ciò che lo rende unico.
AVVELENATI FIN DALLA NASCITA
Come se tutto questo non fosse abbastanza disturbante, le persone vengono condizionate fin dall’infanzia con la tecnologia e le droghe in modo da occupare il loro ruolo prestabilito.
Per esempio i bambini Gamma, Delta ed Epsilon vengono avvicinati a libri illustrati sui fiori e sottoposti a tradimento a una serie di scosse elettriche, in modo che sviluppino un odio istintivo e viscerale per i libri e la botanica, perché la loro mente li assocerà sempre a una sensazione di pericolo. E se odiano i libri e la natura, sono più propensi a lavorare in fabbrica. Non solo, anche se addestrati a ripudiare la natura vengono comunque stimolati, tramite le scosse elettriche, ad amare gli sport all’aria aperta, utili per la salute del loro corpo.
I bambini Beta, invece, alloggiano in dormitori speciali con degli altoparlanti appesi ai muri, che ripetono in loop gli stessi messaggi tramite ipnopedia. Tali messaggi mettono in chiaro che gli Alfa e i Beta sono superiori, che le altre classi sono inferiori e stupide, che i Beta devono essere fieri di quel che sono perché non devono lavorare quanto gli Alfa ma hanno comunque più intelligenza rispetto alle tre classi inferiori. I bambini assimilano questi principi durante il sonno.

Addirittura si portano i bambini in visita agli ospedali per farli entrare in contatto con i moribondi. Tutto ciò allo scopo di indurli a non avere paura della morte, a trattarla come un processo naturale e non come una tragedia.
Come ciliegina sulla torta di questo quadro angosciante, la felicità viene indotta chimicamente e a piccole dosi, tramite una droga chiamata soma. A seconda delle dosi, può generare visioni, stati di beatitudine o un’alienazione completa dalla realtà (senza alcune conseguenze sulla salute fisica o mentale). Non è un vizio, ma parte integrante della vita stessa, incoraggiata dai governatori con lo scopo segreto di annullare ogni istinto di ribellione.
CONDIZIONAMENTO PROFONDO
La società descritta nel libro è molto inquietante. Punta alla disumanizzazione delle persone, ridotte alla stregua di automi e nonostante tutto felici della loro condizione di schiavi (senza la minima coscienza di esserlo). Ripudia l’idea di famiglia, parto e focolare domestico. Si incoraggia a cambiare partner più di una volta, perché ognuno appartiene a tutti gli altri, soffocando e rivoltando come un calzino il concetto stesso di amore verso una sola persona. Le opere di Shakespeare, la Bibbia, la storia e la guerra sono trattati come cose vecchie, si rifiuta di comprenderli e studiarli. Il nuovo è la salvezza, anche se orribile. Nessuno si sogna di comportarsi in modo diverso, perché portato a credere che la vera felicità la possieda già anche se non è vero.
Eppure anche nella più perfetta delle società capita un’anomalia: Bernard Marx, un Alfa nato con un fisico diverso rispetto agli standard della sua classe sociale, per un errore durante la creazione del suo embrione. Si sente sempre fuori posto rispetto agli altri ed è perennemente invidioso degli altri Alfa, dal fisico perfetto e capaci di farsi ubbidire. Detesta il modo di pensare della società in cui vive, vorrebbe poter essere libero, provare felicità autentica e non quella imposta da altri. Ama per davvero le donne, soprattutto la sua collega di lavoro Lenina, e lo rattrista il fatto che lei non lo capisca, che sia felice di fare sesso con altri uomini come se fosse un oggetto.
LA STORIA DEL SELVAGGIO
Tragica è la parentesi su John, un giovane cresciuto in una riserva. Sua madre Linda era un’impiegata al Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale. Suo padre, il Direttore del Centro, ha mandato Linda in una riserva di selvaggi appena lei è rimasta incinta: per questo la donna ama e al tempo stesso ripudia il figlio, perché per averlo partorito è stata scartata dalla società perfetta. Cresciuto in un ambiente brutale e rifiutato dai suoi coetanei in quanto figlio “viviparo” (messo al mondo per vie naturali), John trova consolazione nella lettura delle opere di Shakespeare. Portato da Bernard nel nuovo mondo, scopre che il luogo idilliaco descritto dalla madre è meno affascinante di quanto sembri e ben presto si rende conto di essere stato usato dal suo salvatore per ottenere popolarità e prestigio sociale. Sconvolto dall’indifferenza altrui alla morte di sua madre, dal modo in cui la vera arte viene massacrata e dalla promiscuità sessuale che soffoca l’amore vero, si ribella e viene costretto a fuggire pur di non conformarsi al culto di Ford. Si ritira a vivere una vita in solitudine, fatta di autoflagellazione e attività tribali, ma la sua sofferenza diventa presto uno spettacolo, un intrattenimento, un’attrazione da zoo. L’invasione continua di turisti e giornalisti è tale da spingerlo alla pazzia e, in seguito, al suicidio.
Fa paura pensare alle parole del Governatore Mustafà Mond, rivolte a John: è vero che è necessaria una divisione sociale, che ognuno faccia il proprio lavoro e apporti a modo suo un contributo allo Stato, ma non è giusto che solo alcuni abbiano la libertà di decidere per sé stessi e al posto degli altri. La morte di John è la morte dell’individualità umana, che il culto di Ford ha soppresso in favore del bene collettivo. Ma la cosa più spaventosa è immaginare che (come ha notato lo stesso Huxley anni più tardi, quando ha scritto Ritorno al mondo nuovo) la libertà stessa rischi di sparire dalla faccia della Terra nella vita vera.


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