DI ELODIE VUILLERMIN
“È stato praticamente un miracolo. Proprio così. Il miracolo da sette minuti che rimarrà nella storia di Marte. Questa è la storia delle due ragazze che l’hanno reso possibile”.
(Carole & Tuesday – Intro della serie)
Gli umani hanno colonizzato Marte. Il digitale ha invaso le vite di tutti. Molte tecnologie sono automatizzate: esistono trolley capaci di muoversi da soli, gufi meccanici che fungono da sveglie, bracci robotici che ti servono la birra al bar e così via. Nell’industria musicale i brani sono creati da intelligenze artificiali. Eppure c’è ancora qualcuno che vuole fare musica da umano, cantare con la propria voce in nome della Vera Arte.

Tuesday Simmons proviene da una famiglia ricca ma esigente, con una madre che non ha mai tempo da dedicarle eppure pretende di decidere il suo futuro per lei. Una notte fugge con l’intenzione di seguire il suo vero sogno: la musica. Ad Alba City, metropoli di Marte, incontra quella che sarà la sua partner e amica: Carole, ragazza originaria della Terra, abbandonata da neonata in una chiesa e vissuta in un campo profughi prima di farsi una vita da sola. Si ritrova sempre con pochi soldi in tasca, poiché si fa licenziare da ogni posto di lavoro che trova, ma non rinuncia mai a suonare il piano e cantare per strada, anche se nessuno le presta attenzione. Finché, un giorno, qualcuno si ferma ad ascoltarla, ed è Tuesday.
Il contrasto tra le due è notevole, non solo nell’aspetto ma anche nei caratteri. Tuesday è una ragazza agiata, con abiti carini ed eleganti, timida e gentile, un po’ imbranata nei lavori domestici. Carole è più schietta, sfacciata, veste con la salopette e gli scarponi o con pantaloncini e giubbotto di pelle, è abituata a vivere con poco in una casa disordinata. Sono opposte ma complementari. Ognuna ha un talento e qualcosa che le manca: Carole ha la capacità di comporre ma le manca un testo, mentre Tuesday possiede una chitarra e tante parole da cantare eppure le manca il coraggio di esibirsi davanti agli altri.
Sono ragazze che partono da niente e si conquistano pian piano la fama. Prima di raggiungere il cielo, dopotutto, si parte sempre da terra. Non esiste un alto, una vetta da toccare, se non c’è un basso da cui cominciare la scalata.
Agli inizi ogni cosa in cui le due si lanciavano era un epic fail assicurato. Si esibivano per strada, salvo poi fuggire inseguite dai poliziotti. Hanno dovuto intrufolarsi di nascosto in un teatro, facendosi cacciare pure da lì, per avere un po’ di visibilità. Hanno provato un video musicale di dubbio gusto sotto le direttive di un robot che… beve birra? (sì, avete capito bene), salvo poi scoprire che era una truffa.
Poi hanno cercato degli agganci, ma non tutti erano disposti ad aiutarle. Perché pensavano: “Cantare? Suonare? Perché mai voi due lo fate? Perché dovrei ascoltarvi?”. Consideravano Carole e Tuesday gli ennesimi nomi nel panorama musicale, due stelle come tante in un firmamento già di per sé splendente: due luci in più non fanno certo la differenza, giusto? In fondo tutto è già stato cantato o suonato.

Be’, si sbagliavano. Non conta tanto cosa canti, ma come lo canti. È un po’ come quando andiamo al cinema o leggiamo libri: anche se ci propongono le stesse trame di base, oppure trame di una semplicità al limite del ridicolo, comunque continuiamo a guardare film o a leggere romanzi, perché ogni autore o regista ha il suo diverso modo di raccontare la stessa storia. Sulla medesima trama esistono più sguardi, così come della stessa musica esistono più interpretazioni. Carole e Tuesday hanno seguito esattamente questo pensiero, nello scrivere i brani: così in questo modo sono diventati unici, speciali, solo loro e di nessun altro. Hanno dimostrato che la Vera Arte esiste ancora e continua a vivere, che la musica non è solamente un’industria, che i sogni hanno ancora la loro importanza rispetto al vile guadagno materiale.
Anche nelle situazioni più banali sono riuscite a trovare un’occasione per comporre qualcosa di nuovo. Che si trattasse di un pomeriggio in lavanderia, un quaderno scarabocchiato, una sessione di “yoga dello spazio”, un blackout o un pomeriggio in uno studio di registrazione polveroso e fatiscente, tutto è stato tesoro. Hanno imparato a sfruttare ogni cosa come un’esperienza, un’occasione per crescere.
Tanti sono i personaggi secondari che arricchiscono la storia. Innanzitutto Gus Goldman, un ex musicista e manager ormai dimenticato, burbero ma dal cuore tenero, che ci viene presentato per la prima volta come un ubriacone. La sua occasione di riscatto avviene quando scopre Carole e Tuesday, e decide di rappresentarle. È la principale fonte di comicità della serie, sia per il suo essere un imbranato, sia perché non è per nulla al passo con i tempi. In un mondo avanzato tecnologicamente, dove ci si sponsorizza tramite i dj o i video sui social, lui pensa ancora al passaparola e ha agganci piuttosto discutibili. Di testa è rimasto agli anni d’oro dei Beatles e agli artisti di un’altra generazione, che ovviamente le giovani protagoniste non conoscono.
Vuole che le ragazze raggiungano davvero il successo, che non debbano passare le stesse delusioni che sono capitate a lui, e per questo si atteggia con fare quasi paterno nei loro confronti. Si scoprono lati di lui che non avremmo mai potuto immaginare. Alcune puntate ci rivelano che in fin dei conti anche lui è un sognatore che ci ha creduto fino in fondo nelle sue capacità e che la società ha masticato e sputato via come si può fare con un chewing-gum.
Poi c’è Roddie, un giovane che per primo ha scoperto Carole e Tuesday. Ha contribuito a fare in modo che qualcuno cominciasse a conoscerle, filmando una loro esibizione di nascosto e caricandola sui social. Al contrario di Gus, è molto più aggiornato sulle moderne tecnologie e svolge il ruolo di tecnico del suono per conto di un dj celebre, Ertegun.
Sul binario parallelo alla vicenda di Carole e Tuesday c’è Angela Carpenter, ex modella e ora aspirante cantante, desiderosa di avere un posto di successo nel mondo dello spettacolo. Non si accontenta di una canzone qualsiasi: lei vuole la migliore in assoluto, quella fatta apposta per lei. Al suo fianco c’è Dahlia, sua madre e anche sua agente, diventata un donnone ermafrodita a seguito dell’esposizione alle radiazioni marziane che hanno alterato i suoi ormoni.

Angela è un personaggio malinconico, che cerca di mantenere in equilibrio un doloroso compromesso. Fa continui sacrifici per sua madre: di fatto non sta portando avanti il proprio sogno, ma le ceneri di quello della genitrice, fallito anni prima. Appare come spocchiosa e altezzosa, quando in realtà è molto insicura e impaurita. Cerca di farsi accettare da tutti per quello che è, finendo solo per essere la maschera che tutti si aspettano che lei sia. Ha un bisogno disperato di essere riconosciuta da qualcuno, anche se quel qualcuno potrebbe sfruttarla. Necessita così tanto dell’approvazione altrui che, quando non ha più nessuno che crede in lei e si prende cura della sua persona, cade preda di un’ansia isterica. Finché, a un certo punto, non ce la fa più a essere trattata da imperfetta, mentre le IA sono la perfezione da inseguire a tutti i costi.
Angela comincia una cooperazione con Tao, famoso produttore musicale dai metodi poco ortodossi e un po’ bizzarri. Egli è quel lato dell’industria musicale cinico e materialista, che si cura più delle macchine che delle persone. Per lui le canzoni sono perfette per il semplice fatto di essere create da algoritmi. Non vanno modificate per adattarsi alle persone, sono le persone che devono cambiare e adattarsi alle canzoni. Non ha senso che un umano si metta a cantare una canzone, tanto il calore e l’emozione che ci mette si possono replicare tramite le IA, secondo lui. Ma si sbaglia. La passione non si può replicare. Una canzone artificiale resta comunque asettica, fredda, commerciale. Non è Arte, è un prodotto. In tal senso, non ho potuto fare a meno di trovare una somiglianza con We Will Rock You e la dittatura di Killer Queen.
Tao è ambiguo come personaggio, distante e mai sorridente, tanto che molti lo hanno definito più una IA che un essere umano. C’è però da dire che la forza del suo operato è spaventosamente affascinante: tramite sensori celati che monitorano ogni cosa delle persone, riesce a creare canzoni che riflettono i pensieri subconsci dei suoi cantanti senza che questi se ne accorgano; le IA sembrano quasi avere la facoltà di leggere dentro l’anima umana. Inoltre, sebbene non lo dimostri apertamente, a modo suo ha cominciato ad affezionarsi ad Angela.
La strada di Carole e Tuesday finisce per incrociarsi presto con quella di Angela, e quest’ultima dichiara subito di detestare il loro modo di fare musica. Questo perché le due ragazze, al contrario suo, sono sincere, appassionate, piene di speranze. Incarnano quello spirito e quella voglia di vivere che Angela aveva un tempo, quell’innocenza da bambina a cui ha dovuto rinunciare troppo presto, quella parte di sé che ha rigettato per non apparire debole in un mondo feroce come lo è quello dello spettacolo. Ma sotto sotto Angela, pur non ammettendolo ad alta voce, sente che Carole e Tuesday potrebbero essere migliori di lei. Le riconosce come valide rivali, si annoia a non avere qualcuno con cui competere, e proprio per questo le vuole affrontare lealmente, senza ricorrere a mezzi sporchi. Allo stesso modo le due ragazze, pur essendo intimorite dalla bravura di Angela, la rispettano, la considerano un modello a cui ispirarsi per fare del loro meglio e arrivano persino a preoccuparsi per lei quando passa un momento difficile. La rivalità tra queste tre ragazze è stato uno dei punti di forza di quest’anime.

Altro personaggio di spicco nella serie è Valerie, la madre di Tuesday. Ella crede di conoscere sua figlia, ma non è affatto così. Bolla il sogno di Tuesday come uno sciocco capriccio ed è certa che la figlia tornerà a casa quando si sarà stancata e non avrà raggiunto ciò che voleva. La sparizione di Tuesday altro non è che un fastidio, un contrattempo, una complicazione. Si stizzisce giusto qualche secondo al riguardo, poi sbologna ad altri il compito di risolvere la questione. Tutto ciò che conta, per lei, è mantenere intatta la sua immagine pubblica in vista delle future elezioni. Senza contare che la campagna in cui si sta lanciando è dannosa nei confronti dei rifugiati terrestri e che sta venendo manipolata a piacimento senza nemmeno accorgersene. Per questo entra in contrasto non solo con la carriera di Carole e Tuesday, ma anche con l’altro suo figlio, Spencer, molto più comprensivo verso la sorella.
Ci sono poi comparse di personaggi minori, ma comunque memorabili, nonché quei personaggi così odiosi che vorresti dimenticarli subito, tipo Cybelle (vi lascio scoprire il perché).
Carole e Tuesday evolvono insieme. Il loro legame si intensifica al punto che nessuna delle due può fare a meno dell’altra. Superano i progetti falliti, l’ansia da prestazione, il pubblico che le bersaglia di lattine e rifiuti, i sabotaggi da parte di rivali invidiosi o pazzi, la situazione familiare di Tuesday, le reciproche incomprensioni e la repressione della libertà espressiva causata dalla politica di Valerie.
Nel corso della storia incontrano vari cantanti, produttori e altre persone del mondo della musica che offrono loro preziosi consigli su cosa significhi, esattamente, fare Vera Musica. Come Toby, un vecchio texano con l’ascia in mano, rude e senza peli sulla lingua, che diventa il loro produttore per farle diventare delle star, o meglio, per fare della loro “robaccia” una “robaccia leggendaria”; ogni cosa per lui è schifo, anche quando è buona, eppure non c’è nessuno migliore di lui nel lanciare un artista verso il successo. Come Desmond, un artista in sedia a rotelle sempre circondato da un florido giardino, perché convinto che il contatto con la natura rafforzi lo spirito. O come Flora, la quale ha cominciato a cantare con tanti sogni e speranze, ma alla fine ha sempre provato un vuoto dentro nonostante il successo raggiunto.
Le due ragazze imparano che il mondo della musica può essere anche spietato. Che spesso i tuoi “amici” ti stanno accanto solo per i soldi o per convenienza, e ti abbandonano non appena la tua carriera fallisce. Che non importa cosa accada, non devono mai dimenticare le loro origini e il loro stile musicale. Che a volte l’amore per i propri idoli porta i fan a compiere atti estremi.

Tuesday prima era nervosa anche solo all’idea di cantare davanti a poche persone e di fronte agli imprevisti diventava ansiosa come me in vista di un qualsiasi esame. Invidiava Carole per la sicurezza in sé stessa che lei non aveva e per questo ha cominciato a odiarsi. Tuttavia, al tempo stesso, ammirava l’amica, perché con lei non si doveva vergognare del suo sogno. Con il tempo comprende che non può avere paura dell’ombra di sua madre per sempre, che deve affrontarla se vuole smettere di farsi influenzare da lei.
Carole, che appariva come la più decisa del duo, a partire dalla seconda parte della storia inizia a mostrare le sue fragilità. A un certo punto si lascia assorbire dalla voglia di vincere e basta, ma capisce in fretta il suo errore. Smette di tenersi tutto dentro e impara a esternare maggiormente ciò che pensa, perché proprio dando le cose per scontato rischia di perdere Tuesday. Inoltre viene approfondita la parentesi sulla sua famiglia. Per quanto dica che non le importa conoscere i suoi genitori, che sono acqua passata, sta mentendo a sé stessa. Lei vuole davvero capire chi sono le persone che l’hanno abbandonata e perché l’hanno fatto, ma teme di rimanere delusa dalla risposta che riceverà. Come se ciò non bastasse, si ritrova di colpo al centro delle mire arriviste di persone che si fingono i suoi genitori solo nella speranza di guadagnare i soldi che la sua carriera da cantante frutterà. Con l’ingresso in scena di Dan, un maestro di aikido originario della Terra, e un suo vecchio amico di infanzia, le carte in tavola cambiano. Senza contare la politica di Valerie che la coinvolge direttamente.
La serie comincia con un’atmosfera divertente e scherzosa, per poi farsi più seria e profonda mano a mano che si va avanti con gli episodi, come capita di sovente nelle narrazioni ben fatte. La prima parte è concentrata sui primi passi delle protagoniste nel mondo della musica, con un focus sul conflitto di Tuesday con la madre. Nella seconda parte lei e Carole cominciano a diventare delle vere celebrità. A questo percorso di maturazione si aggiungono la campagna elettorale di Valerie e le spiacevoli conseguenze che ne derivano, la comparsa di nuovi personaggi e nuovi misteri da svelare. E mentre la carriera di Carole e Tuesday è in ascesa, quella di Angela comincia a crollare, per poi rinascere sul finale.
Ho apprezzato molto la chicca di intitolare ogni episodio con il nome di un brano musicale, con i disegni dei vinili ad accompagnare i titoli. Ottime anche la soundtrack e la grafica. Un meritato applauso va anche ai doppiatori italiani, tra i quali mi sento in dovere di citare Margherita De Risi, Emanuela Ionica, Elena Perino e il grande Renato Novara. Mi è piaciuto anche il finale, con un’esibizione canora che mi ha ricordato per certi versi We Are The World (il perché lo capirete solo guardando l’ultimo episodio) e la scritta “Continuerà… nella tua mente”. Perché un sogno in fin dei conti nasce, cresce e continua a vivere lì dentro, nei cuori e nelle menti di tutti.


Tuttavia, nonostante l’anime sia molto godibile, non è esente da difetti. Alcune sottotrame le ho trovate poco approfondite e ci sono personaggi dalla caratterizzazione un po’ debole, primo su tutti Ronnie: pur essendo colui che ha scoperto per primo Carole e Tuesday, viene spesso relegato a un ruolo marginale o di spalla comica, quando invece sarebbe stato più interessante un episodio (o anche di più) dedicato al suo passato, alla famiglia, o magari al perché sia finito a lavorare per Ertegun. Certi personaggi sono stati introdotti nel momento sbagliato o il loro arco narrativo è stato risolto frettolosamente: una delle più grandi occasioni sprecate è la parentesi su Carole e Dan, che meritava molto più spazio e molta più considerazione di quanta ne ha ricevuta, soprattutto visto il legame che unisce questi due personaggi. Anche tra i colpi di scena ce ne sono stati alcuni parecchio scontati, mentre altri sono stati molto più vincenti e inaspettati.
La serie è sì divertente e ricca di tante scene comiche. Basti pensare a quando Carole perde un lavoro perché si mette a ridere a un funerale dove era stata incaricata di piangere, o quando Roddie prova a fare colpo sulle ragazze fallendo miseramente. Ma al tempo stesso ho trovato questo anime molto profondo e riflessivo. Carole e Tuesday ci piacciono perché ci rappresentano. Noi siamo come loro, grandi sognatori in un mondo caotico, cinico, troppo realista e spesso indifferente ai novellini.
Capita spesso che qualcuno rifiuti le ragazze in malo modo, che le tratti come bambine alle prese con dei “giochetti”. Per molti produttori musicali Carole e Tuesday stanno perdendo tempo a rincorrere sciocchi idealismi, poiché ormai sono le intelligenze artificiali a dominare il business della musica. Non si scomodano nemmeno ad ascoltare le loro canzoni, poiché convinti a prescindere che saranno terribili, per il semplice fatto che a comporle sono due ragazze in carne e ossa, senza le IA. Ma le due non smettono di credere in sé stesse e nei loro obiettivi, e continuano ad andare avanti. Saranno ingenue e un po’ troppo fantasiose? Forse. “Tuttavia”, come sottolinea Ertegun, “chi non porta avanti i propri ideali è destinato a essere uno schiavo”.
La perseveranza alla fine ripaga. Carole e Tuesday ottengono una maggiore visibilità, l’occasione di debuttare, il rispetto di chi le aveva giudicate con superficialità. E alla fine compiono il miracolo che consacra il loro successo, unendo tanti rappresentanti della Vera Arte musicale nello stesso luogo dove si erano esibite per la prima volta insieme (è la ciclicità pregna di potenza narrativa che piace a me).
La loro storia ci insegna che, quando abbiamo un sogno dentro di noi e questo preme per uscire, dobbiamo dargli vita, nutrirlo con tutti gli sforzi possibili, avere fiducia in noi stessi, saper accettare i rifiuti e andare avanti a testa alta. Ci sprona a non arrenderci mai di fronte alle difficoltà: ogni sogno, anche il più folle, vale la pena di realizzarsi se continuiamo a crederci. E non è vero che tutto è già stato preso. Se riesci a dare la tua visione unica e personale alle cose, anche alla musica, riuscirai comunque a distinguerti, a non essere soltanto “uno tra i tanti” ma “quello là tra i tanti”; quello speciale, insomma.
Per questo il sogno di Carole e Tuesday vale. E anche i sogni di voi tutti, giovani lettori con un desiderio segreto in fondo al cuore.


Se sei appassionato di anime, clicca qua!!!
Vuoi sentir parlare di un manga tutto incentrato sulla realizzazione di sogni? Premi qua!!!





