Side By Side, capitolo 7: Cars – Motori ruggenti

DI SARA MORENA

Buon pomeriggio a tutti, bentornati a Side By Side. Oggi vogliamo parlarvi di un lungometraggio diretto da John Lasseter, uno dei padri della Pixar. Un film del 2006, stiamo parlando di Cars – Motori ruggenti. 

Torniamo con i piccoli spunti, tipici della Pixar, presentando una storia in cui i personaggi sono automobili viventi. Chi non ha mai giocato con le macchinine da bambino? Oggi persino le femminucce ci hanno almeno una volta giocato, e ci sono persino bambini a cui piacciono le bambole. Dunque le macchinine erano un altro valido spunto d’ispirazione per attrarre soprattutto il pubblico infantile, senza mancare di avvicinarsi sempre anche al pubblico adulto, con una trama che parla di temi di ordine attuale.

Il protagonista del film è Saetta Mcqueen, un campione di gare di corsa che sogna di vincere la Piston Cup, il Campionato degli Stati Uniti d’America. Ma mentre il suo autista personale, il camion Mack, viaggia verso la California accompagnando la star, smarrisce Saetta che, accidentalmente, entra nella Route 66, una stradina ai margini dell’autostrada, che attraversa un piccolo paese, Radiator Springs, dove il campione commette un incidente e viene trattenuto dalle autorità per riparare i danni. Questa penalizzazione viene presa da Saetta come un oltraggio alla sua persona, ma diventa anche un’occasione per prendersi una pausa dalla sua vita frenetica e riscoprire la bellezza di guardarsi intorno, comprendendo che il vero piacere non è arrivare a destinazione, non sono gli obiettivi, ma ciò che si può assaporare durante il viaggio, quello che si apprende lungo la strada che si percorre per raggiungere i propri scopi.

Come in Toy Story, anche questa volta la Pixar prende delle cose inanimate dandole vita, ma contestualizzandole nella realtà e sostituendole agli esseri umani. Nel mondo di Cars le macchine vivono come le persone normali, nell’America contemporanea, senza dover nascondere l’esistenza della loro vita.

Gli argomenti di Cars sono stati molto presi in considerazione soprattutto negli ultimi anni, durante i quali si è molto discusso sulle questioni relative alla frenesia del mondo attuale, dove veniamo talmente incitati al perseguimento dei nostri obiettivi, che rimaniamo fissi su un punto senza prestare attenzione alle cose belle che ci accadono intorno e che possiamo cogliere, provando un costante senso di ansia senza mai prenderci occasioni per stare fermi. Inoltre viene anche affrontato, nel film, il tema del narcisismo sociale, per cui tutti vogliamo primeggiare, tutti vogliamo puntare in alto. Effettivamente Saetta Mcqueen è un personaggio narcisista, che si cura soltanto della propria immagine e del proprio benessere, è sfrontatamente sicuro di sé e nel corso degli eventi impara a ricordare che esiste anche l’altro, innamorandosi di Porsche 911 Sally. La Disney insegna spesso l’importanza dell’autorealizzazione, ma la Pixar con Cars va ben al di là di essa, dimostrando che il focalizzarsi solo sui propri tornaconti induce a dimenticarsi degli altri.

L’evoluzione di Saetta trova il suo compimento nelle scene finali, quando all’ultimo momento rinuncia alla vittoria per soccorrere un avversario buttato fuori dalla pista dal rivale del campione, il quale, pur vincendo la Piston Cup, non viene acclamato. Viene invece premiato Saetta per il suo altruismo, diventando il reale vincitore.

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