DI LORIS MARTINO
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Loris Martino (www.metameblog.com)
Indice
- Introduzione
- Soggetti coinvolti
- Cause
- Rimedi
- Bibliografia
Introduzione
Con “violenza psicologica” si intendono quei tipi di comunicazione e/o comportamenti che si configurano come ripetute e continue pressioni psicologiche, ricatti affettivi, minacce, indifferenza, rifiuto, denigrazione (Save the Children, 2023). Solitamente può concretizzarsi anche in umiliazioni e degradazioni, mancanze di rispetto, richieste di isolamento, gaslighting, richieste contraddittorie, dimostrazioni di onnipotenza e ricompense occasionali (Wikipedia, 2024).
Rappresenta una devianza, in quanto condotta deviante dalle norme istituzionali relative alla nostra società, e, in particolare, una marginalità nello schema proposto dal sociologo Robert K. Merton. Infatti può derivare sia dal rifiuto di una regola condivisa, anche giuridica, sia di un valore predominante, ovvero quello liberal-democratico relativo a libertà di esprimersi e diritti individuali (Scamuzzi & Borgna, 2021; Merton, 1949). Ad esempio, un padre che minaccia il figlio di ritorsioni punitive se non otterrà un determinato risultato a scuola agisce contro il suo diritto di imparare serenamente dagli errori.

La violenza psicologica è correlata ad altre forme di abuso, soprattutto su donne e minori: stalking; violenza economica, fisica e sessuale; stupro o tentato stupro; alcolismo; bullismo e cyberbullismo (Istituto Nazionale di Statistica [ISTAT], n.d.; Istituto Nazionale di Statistica [ISTAT], 2020).
Chi la subisce va incontro a conseguenze negative riguardanti le emozioni provate, fra cui ansia, colpa e vergogna, che possono evolvere fino a patologie quali disturbo depressivo maggiore, disturbi del sonno, disturbo da stress post-traumatico. Oltre a ciò, porta ad un conseguente abbassamento dell’autostima (Istituto di Psicologia e Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva [IPSICO], n.d.).
Soggetti coinvolti
La violenza psicologica è un tipo di abuso che può manifestarsi in diverse relazioni interpersonali. Come in ogni forma di devianza, i soggetti coinvolti sono generalmente suddivisi in due categorie principali. La prima è la vittima, la persona che subisce un danno a causa di un altro, in questo caso di tipo morale. Vittima può anche essere considerato, in senso generico, l’intero contesto sociale in cui la devianza accade (Scamuzzi & Borgna, 2021).
Prendendo in considerazione la definizione più specifica, è lecito affermare che qualsiasi persona, indipendentemente dalle proprie condizioni, sia a rischio di violenza psicologica. Alcune però risultano essere più vulnerabili di altre, a causa di squilibri di potere, differenze di status socioeconomico e culturale, presenza di disabilità mentali o fisiche. Per questo tra i soggetti che sono maggiormente vittime possiamo citare le bambine e i bambini, le persone con disabilità, le donne e gli anziani. Secondo i dati ricavati da Terre des Hommes, nel mondo ne sono vittima il 36,3% dei bambini, mentre il 50,4% delle donne e il 71% degli adolescenti l’ha sperimentata (Terre des Hommes, 2024). In particolar modo questi soggetti rappresentano le “vittime ideali”, poiché occupano una posizione subalterna all’interno delle dinamiche di potere nella società, influenzate da sovrastrutture quali il patriarcato e la famiglia tradizionale (Scamuzzi & Borgna, 2021).

L’altra categoria è rappresentata dall’aggressore. Chi causa violenza psicologica è spesso il partner della vittima in un contesto domestico, oppure datori di lavoro e colleghi in una dimensione lavorativa, o ancora compagni di scuola e docenti in situazioni educative (Lavoro Diritti Europa, n.d.; Organizzazione Mondiale della Sanità [OMS], 2013).
Al di là di queste due figure, spesso ci sono anche dei testimoni che assistono alla violenza. Sebbene non siano direttamente coinvolti, la loro presenza può influire sull’esito della situazione, aggravando la sofferenza della vittima o fornendo supporto. Inoltre, spesso si aggiungono degli interventi esterni: psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine, e altre figure professionali possono entrare in gioco quando la violenza psicologica viene identificata e segnalata (Istituto Superiore di Sanità [ISS], n.d.). Una donna che subisce pressioni psicologiche dal marito lo racconta ad un’amica, la quale le consiglia uno psicologo specializzato in risoluzione di conflitti nella coppia; per ricostruire un caso esemplificativo.
Cause
Le cause della violenza psicologica sono complesse e multifattoriali, vengono riportate le principali.
Le persone che hanno vissuto abusi fisici, psicologici o emotivi da bambini possono essere più propense a perpetuare la violenza psicologica in età adulta. Spesso sviluppano stili di attaccamento insicuri e una comunicazione aggressiva, passiva o passivo-aggressiva dovuta ai traumi subiti (Formazione Continua in Psicologia, n.d.). Anche da adulti, i traumi irrisolti possono portare a tendenze simili, alimentando emozioni quali rabbia e frustrazione, un senso di intorpidimento o allerta, evitamento ed isolamento (Centro Interapia, 2023). Queste prime cause riportate evidenziano l’importanza, per costruire relazioni sane, di una socializzazione efficace. Sia primaria, relativa all’interazione con i genitori e la famiglia, che secondaria, attraverso la scuola, il lavoro, il gruppo dei pari, e altre istituzioni (Berger & Luckmann, 1966).
Gli aggressori psicologici cercano spesso di controllare e dominare la vittima per sentirsi superiori o mantenere il potere nella relazione. Il bisogno di controllo può derivare da insicurezze personali, paura del rifiuto o difficoltà a gestire il proprio senso di impotenza. Una persona con bassa autostima può tentare di abbattere o manipolare gli altri psicologicamente per sentirsi meglio o per compensare le proprie fragilità (Ser.D ASL AL, n.d.). Situazioni simili si verificano quando uno dei membri della relazione ha un potere sproporzionato sull’altro, come nel caso del (cyber)bullismo (Gallina, 2019).
Alcuni aggressori psicologici possono presentare disturbi della personalità, e le vittime che ne soffrono sono più esposte alla violenza. Fra questi ultimi troviamo la depressione e i disturbi d’ansia, mentre tra quelli che la causano troviamo il disturbo antisociale e borderline (State of Mind, 2013; Altalex, 2011).
A livello relazionale, una condizione pericolosa in tal senso è la dipendenza affettiva. Accade che uno o entrambi i partner mettono in atto comportamenti di controllo o manipolativi e la relazione è fonte di dolore per almeno uno di loro. Tuttavia, si sentono incapaci di porre fine alla relazione o accettare che uno dei partner possa scegliere di separarsi. In caso di separazione o rifiuto, si sentono estremamente ansiosi e stressati e prevengono con tutte le loro forze il verificarsi di questo scenario. Possono anche sentirsi disperati e/o arrabbiati e cercare di far fronte al disagio rimuginando continuamente su possibili soluzioni per riconnettersi con il partner, costringendosi alla sottomissione (State of Mind, 2023).

Altre dinamiche del genere scaturiscono dall’incapacità di vivere il conflitto in modo non-violento. Infatti, una relazione per essere buona non deve necessariamente essere caratterizzata da un totale accordo ma necessita dello sviluppo di capacità relazionali, sociali e comunicative in grado di gestire situazioni di disaccordo (Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, 2022).
In molte culture, le aspettative legate ai ruoli sociali possono influenzare le dinamiche relazionali. L’idea che una categoria di persone debba essere sottomessa può favorire il verificarsi di violenze psicologiche. Il rapporto fra stereotipi di genere e violenza di genere costituisce un caso emblematico, che coinvolge il dominio maschile. Conseguenza è la diffusione di credenze sessiste, creando un contesto in cui la violenza psicologica diventa accettabile o normalizzata (Farinella, 2019).
I mass media ricoprono un ruolo catalizzatore nel perpetuarsi di tale processo, minimizzando i suoi effetti attraverso la narrazione. Possono spingersi fino alla romanticizzazione, figurandolo come naturale conseguenza dell’amore provato (CADIAI, n.d).
Fra le teorie sociologiche che spiegano la violenza dovuta alla sua banalizzazione, la più calzante riguarda l’anomia, introdotta da E. Durkheim a fine Ottocento. Con questo termine si intende l’indebolimento dell’efficacia delle norme, che favoriscono una scelta deviante per un gruppo sociale specifico (Durkheim, 1897). Un film la cui trama ruota attorno al protagonista che manipola il partner perché ne è innamorato e non vuole perderlo è un esempio, soprattutto se tende a giustificarlo per via delle emozioni provate.
La devianza in questione è quindi soggetta a un atteggiamento di tolleranza e invisibilizzazione, e non viene trattata con la stessa serietà di altre forme di abuso. La mancanza di consapevolezza e di formazione specifica tra gli operatori del settore legale e sanitario può ostacolarne il riconoscimento, lasciando le vittime senza il supporto necessario. Questo amplifica gli effetti deleteri (Ordine degli Avvocati di Torino, n.d.).
Condizioni di povertà economica generano dinamiche di stress, insicurezza e dipendenza che spesso si traducono in relazioni disfunzionali, dove una parte esercita controllo sull’altra. Nello specifico, la mancanza di autonomia finanziaria aumenta il rischio di subire violenza psicologica, poiché il controllo delle risorse può diventare uno strumento di potere. La conseguente esclusione dal sistema economico e sociale amplifica il senso di isolamento, che può portare a vittimizzazione psicologica (Caritas Italiana, 2023).
Il paradigma sociologico che si rifà maggiormente al modo in cui il contesto di povertà agisce sulle condizioni di vita è quello sociale delle carenze. Esso spiega la devianza sulla base di assenze di tipo strutturale o valoriale, che inficiano la persona deviante. In questo caso, il deficit riguarda il fattore strutturale della precarietà economica (Prina, 2019).
Rimedi
Una volta chiarite le cause, è possibile analizzare i rimedi atti a contrastare la violenza psicologica. Agire direttamente sui fattori scatenanti per prevenirla, o intervenire a posteriori per attenuarne gli effetti ed impedire ulteriori casi, sono i modi con cui farlo.
Garantire la sicurezza della vittima è la priorità. In alcuni casi, è necessario allontanarsi dall’ambiente violento, come quello di casa, o da una relazione. In Italia, la Legge 154/2001 introduce gli ordini di protezione in ambito civile, volti a tutelare le vittime di violenza domestica. Questi provvedimenti possono includere l’allontanamento del soggetto violento dall’abitazione familiare e il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. L’obiettivo è interrompere la convivenza forzata con l’aggressore, garantendole un ambiente sicuro (Tribunale di Milano, 2021).
In secondo luogo, la vittima dovrebbe intraprendere un percorso terapeutico, per affrontare i traumi psicologici causati dalla violenza. La terapia aiuta la persona a comprendere e a gestire il trauma, migliorando l’autostima e la resilienza emotiva. Una rete di supporto, che può includere amici, familiari e professionisti, deve essere affiancata. Fondamentali sono i gruppi di supporto, dove le vittime di violenza psicologica possono condividere esperienze e ricevere sostegno. Aiutare la persona a comprendere e gestire le emozioni e a costruire un’identità sana, che non dipenda dal giudizio altrui, è fondamentale per la guarigione. Gli esperti devono riconoscere le radici culturali del fenomeno, promuovendo una cultura basata sul rispetto, sulla pari dignità e sulla civile convivenza. Non si può prescindere quindi dall’attuare strategie nazionali volte a formare insegnanti e operatori socio-sanitari, a tutti i livelli scolastici e aziendali. Fra queste, l’educazione alla parità e al rispetto è uno strumento efficace (Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, 2022).
Gli autori della violenza possono beneficiare di trattamenti psicologici, per affrontare le cause sottostanti del loro comportamento. Difatti, programmi educativi e di riabilitazione che insegnano a riconoscere e modificare i comportamenti abusivi sono essenziali per fermare il ciclo di violenza. La terapia cognitivo-comportamentale per la gestione della rabbia viene utilizzata in programmi di trattamento per autori di violenza, evidenziando l’importanza di interventi strutturati per affrontare comportamenti aggressivi (Riabilitazione Psicosociale, 2020).
Un rafforzamento delle leggi contro la violenza psicologica è d’obbligo, specificando le modalità di abuso e prevedendo pene adeguate. Un cambiamento messo già in atto è la Legge n. 168/2023. Essa ha apportato modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per rendere più efficaci le misure di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Aspetti di violenza psicologica sono stati inclusi (Camera dei Deputati, 2024). Le vittime di violenza psicologica spesso incontrano difficoltà nel navigare il sistema legale. È invece fondamentale offrire loro assistenza gratuita o a basso costo per garantire l’accesso alla giustizia. Organizzazioni come l’Osservatorio Vittime del Dovere offrono supporto legale alle vittime di violenza, fornendo consulenze per affrontare gli aspetti penali dei procedimenti (Osservatorio Vittime del Dovere, n.d.).
A conclusione di quest’ultima parte, è opportuno sottolineare che, per rimediare alla violenza psicologica, bisogna compensare la socializzazione carente o differenziale degli aggressori. Oltre ad un approccio rieducativo e riparativo, risulta altresì importante la funzione deterrente e punitiva della legge. Tale differenziazione fra atti restitutivi e atti punitivi del diritto era già presente nell’opera La divisione del lavoro sociale di Durkheim (Durkheim, 1893). Il sociologo descrive come una norma entri a far parte della legge di uno Stato per combattere la devianza associata. Il caso della violenza psicologica è affine, non trattandosi solo di una devianza da una norma sociale ma sempre più anche da una giuridica. Auspicabilmente, il processo di legiferazione in atto porterà a contenere meglio il fenomeno, a beneficio delle vittime e di tutta la società.

Bibliografia
Altalex. (2011). Violenza in famiglia e disturbi psichici. https://www.altalex.com/documents/news/2011/11/24/violenza-in-famiglia-e-disturbi-psichici/
Berger, P. L., & Luckmann, T. (1966). The social construction of reality: A treatise in the sociology of knowledge. Anchor Books. https://share.google/2YQkyQXXT0oJLfTpv
CADIAI. (n.d.). La narrazione della violenza nei prodotti di intrattenimento: Cosa succede quando il maltrattante è l’eroe? https://www.cadiai.it/la-narrazione-della-violenza-nei-prodotti-di-intrattenimento-cosa-succede-quando-il-maltrattante-e-leroe/
Camera dei Deputati. (2024). Violenza contro le donne. https://temi.camera.it/leg19/temi/violenza-contro-le-donne.html
Caritas Italiana. (2023). Tutto da perdere. Rapporto sulla povertà 2023. https://archivio.caritas.it/materiali/Rapporti_poverta/2023/rapportopoverta2023_tuttodaperdere.pdf
Centro Interapia. (2023). Come il trauma può influenzare la tua relazione di coppia. https://www.centrointerapia.it/come-il-trauma-puo-influenzare-la-tua-relazione-di-coppia/
Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. (2022). Le violenze psicologiche. https://www.consiglio.provincia.tn.it/presso-il-consiglio/pari_opportunita/Documents/Le_violenze_psicologiche.pdf
Durkheim, É. (1893). La divisione del lavoro sociale. Parigi: Félix Alcan.
Durkheim, É. (1897). Il suicidio: studio di sociologia. Parigi: Félix Alcan.
Farinella, D. (2019). Genere, stereotipi e violenza sulle donne. Università degli Studi di Messina. https://archivio.unime.it/sites/default/files/Domenica%20Farinella%5B1incontro%20modulo%20Conoscere%2021%20marzo%202019%29.pdf
Formazione Continua in Psicologia. (n.d.). In che modo il trauma infantile può influenzare le relazioni adulte? https://formazionecontinuainpsicologia.it/in-che-modo-il-trauma-infantile-puo-influenzare-le-relazioni-adulte/
Gallina, M. A. (2019). Dal bullismo al cyberbullismo: Strategie socio-educative. Milano: Franco Angeli. https://share.google/OSQEEMVnLS4LmtDwC
Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). (n.d.). Il numero delle vittime e le forme di violenza. https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/il-numero-delle-vittime-e-le-forme-di-violenza/
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Istituto di Psicologia e Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva (IPSICO). (n.d.). Violenza psicologica: Quando le parole lasciano i lividi. IPSICO. https://www.ipsico.it/news/violenza-psicologica-quando-le-parole-lasciano-i-lividi/
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Lavoro Diritti Europa. (n.d.). Violenza sul lavoro. https://www.lavorodirittieuropa.it
Merton, R.K. (1949). Teoria e struttura sociale. Bologna: Il Mulino.
Ordine degli Avvocati di Torino (n.d.). La vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza e dei loro figli. https://www.ordineavvocatitorino.it/sites/default/files/documents/CPO/CORSO%20DVV%20-%2015%20FEBBRAIO%20-%20La%20vittimizzazione%20secondaria%20delle%20donne%20che%20subiscono%20violenza%20e%20dei%20loro%20figli%20-%20Assunta%20Confente_0.pdf
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). (2013). Risposta sanitaria agli abusi sui minori: riconoscere e intervenire. Roma: Sinnos Editrice. https://iris.who.int/bitstream/handle/10665/85240/9788895930978-ita.pdf
Osservatorio Vittime del Dovere (n.d.). Violenza di genere: Assistenza legale e psicologica.
Prina, F. (2019). Devianza e criminalità. Concetti, metodi di ricerca, cause, politiche. Roma: Carocci editore. https://share.google/1uB1EC6krWV2msAQ9
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Save the Children. (2023). Maltrattamento infantile: quali sono le forme di violenza. https://www.savethechildren.it/blog-notizie/maltrattamento-infantile-quali-sono-le-forme-di-violenza
Scamuzzi, S., & Borgna, P. (2021). Approfondimenti online su Le vittime della devianza. In Sociologia, nuove questioni sociali del mondo globale. Milano: EGEA. https://hdl.handle.net/2318/1801247
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https://share.google/r4UwkemVbCMsTgjef
SERD ASL AL. (n.d.). Violenza e dipendenza patologica: Riflessioni conclusive e linee d’intervento. https://www.aslal.it/allegati/Violenza%20e%20dipendenza%20patologica_SERD%20ASL%20AL.pdf
State of Mind. (2023). Dipendenza affettiva patologica: Cos’è e come uscirne.
https://www.stateofmind.it/2023/04/dipendenza-affettiva-patologica/
State of Mind. (2013). Violenza domestica e disturbi mentali: Esiste una correlazione? https://www.stateofmind.it/2013/01/violenza-domestica-disturbi-mentali/
Terre des Hommes. (2024). Esempi concreti di violenza psicologica. Terre des Hommes Italia. https://terredeshommes.it/news/esempi-concreti-di-violenza-psicologica
Tribunale di Milano. (2021). Formazione magistrati: Ordini di protezione in ambito civile. https://www.ca.milano.giustizia.it/formazione_magistrati.aspx?file_allegato=3788
Wikipedia. (2024). Violenza psicologica. In Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_psicologica
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