Notre-Dame de Paris – Il musical

DI SARA NOEMI SCATOLA

Parto premettendo che non ero mai stata a un musical prima del 9 dicembre 2022, giorno in cui ho avuto la possibilità di vedere la rappresentazione di Notre Dame de Paris al Pala Alpitour insieme a mia madre. Quest’anno, per Natale, io e mia madre abbiamo deciso di regalarci una serata fuori: io le ho dato in dono il biglietto per il musical di Notre Dame de Paris, mentre lei ha donato a me l’ingresso al Balletto del “Lo Schiaccianoci” (di cui parlerò approfonditamente in un articolo a parte).

Anticipo che sono state entrambe esperienze mozzafiato, che mi hanno davvero estasiato per la cura nelle scenografie e nelle coreografie.

Come dicevo, non ero mai stata a un musical, se non quando avevo circa 8 anni, ma, come immaginerete, non ricordo molto di quell’esperienza.

La serata si è aperta per me in maniera un po’ comica. Alzato il sipario, subito il pubblico viene investito dalla potenza delle note e della voce che anima la famosissima canzone d’inizio “Il Tempo delle Cattedrali”. Magnifico, il suono è dirompente, l’interpretazione è travolgente (e lo stesso vale per tutte le altre canzoni del musical). Dopodiché, subito si parte con un’altra canzone, alla conclusione della quale ne parte un’altra. E allora lì nella mia testa sorge il dubbio: “Che sia tutto tutto tutto tuuuuttoo cantato questo musical?”. Voi penserete che sono una sprovveduta e che CERTO! E’ UN MUSICAL! Che cos’altro ti aspettavi?

E beh, io a dire il vero mi aspettavo naturalmente che grande importanza sarebbe stata attribuita alle parti cantate, ma credevo che, come intermezzo tra le canzoni, ci sarebbero state anche alcune parti recitate.

Comunque, continuiamo. Le musiche di Riccardo Cocciante e l’impeccabile abilità interpretativa dei cantanti fanno vibrare le corde del cuore. E non potrò mai descrivere a parole la bellezza delle mutevoli scenografie da cui i ballerini saltano facendo il loro ingresso sulla scena e il fascino delle coreografie, valorizzate ulteriormente dalla dinamicità e vivacità dei costumi indossati.

I ballerini danzano in un’acrobatica armonia di forme e paiono volare talmente sono leggeri i loro corpi in movimento. La sensualità dei passi e la brillantezza dell’abito verde della gitana Esmeralda trasmettono la sensazione di essere in presenza di qualcosa di estremamente terreno e carnale, ma allo stesso tempo volatile e inafferrabile.

Descriverei la sera del 9 dicembre come un caleidoscopio di colori e suoni che investono l’anima dello spettatore, il quale non può fare a meno di restare solidamente appoggiato allo schienale della sedia, come spinto indietro da una forza di attrito che lo vuole tenere ancorato alle giravolte di vorticanti stoffe e danze sul palco.

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