DI ELODIE VUILLERMIN
No, non sono niente di speciale. Sono uno che insegue la vita con tutti i suoi dubbi. Qualche risposta, perché magari sono cresciuto un po’, ma milioni di domande, quindi… niente di speciale.
Questo è il modo in cui Marco Masini sceglie di rispondere alla domanda “definisci chi sei” durante un’intervista a Soul, programma condotto da Monica Mondo. Già da questo si può evincere l’umiltà della sua persona.
Non è facile parlare di uno dei cantautori più celebri e influenti nella storia della musica italiana, me ne rendo pienamente conto. Ma ci proverò comunque.

VITA E CARRIERA ARTISTICA
Nato a Firenze nel 1964, Masini si dimostrò attratto dalla musica fin da piccolo. Il merito di questa passione va soprattutto alla madre Anna Maria, che cantava e suonava al pianoforte per la famiglia, e agli zii della madre, che vivevano in Argentina. A 3 anni i suoi genitori gli regalarono una pianola elettronica e imparò subito a suonarla a orecchio. Stimolato dallo zio, qualche anno più tardi iniziò a studiare musica e, sebbene fosse attratto maggiormente dalla musica leggera, ottenne ottimi risultati con Bach, Chopin e Mozart. A 11 anni gli fu offerta l’occasione di esibirsi in pubblico ad una festa patronale in provincia di Firenze.
Durante le superiori formò il gruppo musicale Errata Corrige. Ben presto gli risultò difficile dividersi tra gli studi in Ragioneria e gli impegni da musicista, che lo obbligavano a uscire ogni sera e a rientrare tardissimo. Prese quindi la decisione di abbandonare gli studi e questo suscitò la disapprovazione di suo padre, con cui litigava spesso.
A 19 anni Masini fu segnato dalla perdita della madre, un evento che (come racconta durante l’intervista di Monica Mondo a Soul) in un certo senso è stato “una fortuna”. Citando le sue parole:
Credo che quando la perdi da giovane, una persona, la perdi in un momento che sei ancora in tempo per rimediare. Hai tante distrazioni e vedi ancora la vita come un percorso talmente lungo e bello da poter intraprendere con distrazione, quindi magari una cosa del genere ti fa male, ma non ti segna e non ti condiziona. È chiaro che mia madre vorrei vederla anche oggi.
In quel momento difficile, la musica fu la sua salvezza.
A 22 anni, grazie all’amico e arrangiatore Roberto Rosati, Masini cominciò a fare i primi provini. Tuttavia faticava a trovare una casa discografica che lo supportasse; molti lo rimproveravano di non avere “la faccia dell’artista” e di produrre canzoni dai testi troppo fuori dal “gregge”. Sempre per merito di Rosati conobbe i compositori Giuseppe “Beppe” Dati e Giancarlo Bigazzi, con i quali cominciò a lavorare alle colonne sonore di alcuni film, come Mediterraneo o Ragazzi fuori. Tra gli altri progetti di rilievo a cui diede il suo contributo, fu la voce guida del brano Si può dare di più, portato a Sanremo nel 1987, e fu concertista dal vivo nella tournée di Umberto Tozzi e in quella di Raf.
Nel 1988 Masini avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo, ma all’ultimo momento gli fu preferito un altro cantante. Il suo primo vero esordio a Sanremo avvenne due anni dopo con il brano Disperato (tratto dal suo primo album, Marco Masini), che gli permise di arrivare primo tra i giovani nella sezione Novità, gli valse il premio della critica e fu un grande successo di vendite (così come l’album). Tornò a Sanremo nel 1991 con la canzone Perché lo fai, piazzandosi al terzo posto e vincendo il Festivalbar di quell’anno. Subito dopo uscì il suo secondo album, Malinconoia, che in Italia vendette un milione di copie.
Grazie al boom di vendite del ’91, nel 1992 Masini ricevette il premio di artista italiano più venduto dell’anno al World Music Awards. Tuttavia, insieme al successo, arrivarono anche le polemiche: a causa dei temi trattati nei primi due album, alcuni iniziarono a bollare il cantautore come un pessimista e uno iettatore che con le sue canzoni portava i giovani alla depressione e al suicidio, maldicenze che la stampa italiana contribuì ad alimentare. In risposta alle critiche Masini realizzò Vaffanculo, uno dei suoi brani più controversi e censurati, che anticipava il suo terzo album (T’innamorerai), pubblicato nel 1993 e diventato l’ennesimo successo di vendite.
Le polemiche, tuttavia, non si spensero facilmente: pure il quarto album (Il cielo della vergine), uscito nel 1995, fu oggetto di critiche per via di alcune canzoni molto dirette ed esplicite nella trattazione di alcuni temi, quali Bella stronza e Principessa. Il disco vendette appena 400.000 copie, un buon risultato ma comunque al di sotto delle aspettative e delle cifre raggiunte dagli album precedenti, anche a causa dell’ostracismo di alcune emittenti radiofoniche.
Nel 1996 uscì una compilation di alcuni brani di Masini, L’amore sia con te. L’anno successivo Masini fu chiamato per interpretare con Enrico Ruggeri il brano La gente di cuore. Il 1998 fu l’anno in cui uscì il suo quinto album, Scimmie, un insuccesso commerciale rispetto ai dischi precedenti, con sole 100.000 copie vendute nei primi due mesi, sia per le censure e le polemiche, sia per il carattere rock dell’opera che si distaccava dai soliti toni masiniani. Nel 2000 tornò al Festival di Sanremo con Raccontami di te, piazzandosi al penultimo posto nonostante il ritorno alle melodie e ai testi più tipicamente masiniani. Anche il sesto album (Uscita di sicurezza) ebbe uno scarso successo di vendite.
Le critiche subite e le difficoltà a lavorare nell’ambiente musicale avevano raggiunto un livello tale che nel 2001 Masini annunciò il suo ritiro dalle scene. Tuttavia, anche su incoraggiamento dei suoi fan, tornò nel 2003 con la pubblicazione di un nuovo album (Il mio cammino). Seguì nel 2004 il singolo L’uomo volante, che riportò Masini a Sanremo per la quarta volta e lo fece tornare sull’onda del successo: grazie a quel brano l’artista fiorentino trionfò al televoto, vinse il premio della commissione artistica per il miglior testo e quello assegnato dalla Sala Stampa Radio e TV Private. In concomitanza a questo evento, uscì sul mercato l’album Masini, che rimase in classifica per ben 23 settimane e vendette in totale quasi 300.000 copie.

Tra il 2005 e il 2010 ci fu una serie di progetti ed eventi, dei quali vado a citare i più degni di nota: altre tre partecipazioni a Sanremo (nel 2005, 2009 e 2010), la pubblicazione dell’album Il giardino delle api (contenente, tra i tanti brani, la sigla dell’anime Shaman King composta e interpretata da Masini stesso), il progetto Masini Tozzi nel 2006, la promozione di un nuovo tour per presentare il suo spettacolo recitato Il brutto anatroccolo (ispirato alla favola di Andersen), una raccolta live per festeggiare i suoi 20 anni di carriera.
Nel 2011 uscì l’album Niente d’importante, che segnò l’ultima fase della collaborazione con Beppe Dati e l’inizio di una tutta nuova con Antonio Iammarino. Nel 2013 partecipò allo Speciale Canzonissima all’interno della trasmissione I migliori anni su Rai 1, vincendo la finale, e pubblicò l’album La mia storia piano e voce. Masini partecipò a Sanremo ancora quattro volte: nel 2015, 2017, 2018 e 2019.
Nel 2018 apparve in due programmi televisivi: prima come giudice nella prima edizione di Sanremo Giovani, in seguito come coach in quella di Ora o mai più. Nel 2020 Masini celebrò i suoi 30 anni di carriera artistica con il disco Masini +1: 30th Anniversary e lo stesso anno annunciò il30th Anniversary Tour, una tournée sold out nei principali teatri italiani ed europei. Da aprile 2022 partecipò al talent show The Band in qualità di tutor. Sempre nel 2022 pubblicò per Mondadori il suo primo libro, dal titolo L’altalena – La mia storia. Nel 2024 uscì il singolo Allora ciao, che anticipava l’uscita di un nuovo album di inediti (10 amori) a oltre sette anni di distanza dal precedente. A inizio 2025 si esibì a Sanremo durante la serata delle cover, cantando in coppia con Fedez una nuova versione di Bella stronza.

LE CANZONI PIÙ IMPORTANTI
Masini è conosciuto per il suo timbro vocale graffiante e i testi spesso malinconici e introspettivi. Tra le sue canzoni più iconiche e celebri impossibile non citare Disperato (1990), il brano che ha segnato il suo debutto a Sanremo e che ha vinto nella categoria Nuove Proposte. Con una melodia struggente ricca di arrangiamenti pop e rock tipici degli anni ’90, Masini ha saputo rappresentare la sofferenza e le frustrazioni di una generazione intera.
Ci vorrebbe il mare (1990) è uno dei brani più amati dai fan del cantautore fiorentino, caratterizzato dal forte uso del pianoforte e da un’apertura orchestrale. Qui il mare è usato come metafora di pace, purificazione e ritorno alla serenità dopo le delusioni amorose; è senso di libertà e di pericolo allo stesso tempo. Secondo quanto ha affermato Masini in un’intervista, del mare è importante sia la superficie sia la profondità.
T’innamorerai (1993) è una canzone d’amore incredibile, nella quale il cantautore parla a una donna per metterla in guardia, per dirle che prima o poi si innamorerà e vivrà momenti di felicità intensa, ma che al tempo stesso sperimenterà il lato più amaro di quel sentimento. L’amore viene mostrato sotto una luce più matura e realistica, è trattato come un sentimento complesso che porta gioia ma anche inevitabili sofferenze. In questo senso, il brano si distacca dalle classiche canzoni romantiche ottimistiche.
Vaffanculo (1993) è un grido di rabbia generazionale, che coincide con uno dei periodi più bui della carriera di Masini e segna il suo distacco dai toni più romantici e malinconici in favore di una narrazione più rabbiosa e disillusa. Il testo sfida apertamente la società moderna, critica l’ipocrisia delle persone che indossano maschere per conformarsi alle aspettative altrui, narra la sensazione di soffocamento causata dalle difficoltà quotidiane. Il turpiloquio viene ripetuto da Masini più e più volte non al solo scopo di attirare l’attenzione, ma per dare una marcia in più al significato del testo, per essere un simbolo di ribellione e liberazione dalle costrizioni sociali e personali.
Altrettanto controverso, ma al contempo di una bellezza struggente, è Bella stronza (1995), brano incentrato su temi delicati quali il dolore del tradimento e la vendetta amorosa. Il testo racconta con un linguaggio esplicito e crudo la storia di un uomo tradito e deluso da una donna che amava, il quale, una volta abbandonato, si ritrova a fare i conti con la propria rabbia e con il proprio tormento interiore. Pur vedendola ancora come affascinante e irresistibile, al tempo stesso la accusa con ferocia della sofferenza che sta provando. In un dialogo immaginario con quella donna, egli alterna momenti di nostalgia e passione a esplosioni di rancore e disprezzo.
Citiamo infine L’uomo volante (2004), un brano autobiografico (a detta dello stesso Masini) in cui si tratta il tema di un uomo maturo che desidera avere un figlio. Il testo è ricco di riflessioni importanti sulla libertà, la crescita personale e il coraggio di affrontare le difficoltà che la vita ti propone. Il volo diventa la metafora per superare i propri limiti e le paure, oltre che il mezzo per giungere a una nuova consapevolezza.

IL SIGNIFICATO DI MUSICA E DI CANTAUTORE
Una cosa che ho potuto constatare di Masini, analizzando le sue molteplici interviste, è che non dà mai risposte scontate e banali. Questo vale per ogni tema, a cominciare dalla musica.
Innanzitutto, è lecito chiedersi: cos’è la musica per lui? Come afferma nell’intervista di Monica Mondo, la musica è la vita. Gli fa sempre compagnia, perché il fatto di ascoltarla oltre che di scriverla è paragonabile a quando si ama per davvero una donna piuttosto che limitarsi a guardarla.
Ma ciò che più ama nella musica (e questo lo dichiara in un’intervista di Andrea Spinelli) è la costante scoperta di qualcosa di nuovo. Lui è consapevole che la musica cambia con i tempi che passano: questo perché, per sua stessa natura, è un’arte fatta di sperimentazioni. Per lui la musica è sempre nuova, ti fa scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno e la scoperta si rinnova quando ti trovi nuovi pubblici davanti, nuove generazioni che si avvicinano a te (intervista a Radio Number One).
La musica nasce tutti i giorni e continua a cambiare tutti i giorni. Se ti fermi a valorizzare solo quello che hai fatto in passato e non apprezzi quello che sta arrivando dalle nuove generazioni, hai vissuto la metà e non sei più un vero musicista (intervista a Pulp Podcast).
Quando interrogato in merito a come ha conquistato il suo pubblico nel corso della sua carriera musicale, Masini ha affermato: “Io non direi che vi ho conquistato, direi che siete stati voi a conquistare me” (intervista al programma Da noi a ruota libera della Rai). Secondo lui, il cantautore è anche un cantastorie, proprio perché racconta le storie degli altri, si identifica in esse e cerca di metterle in musica. Di conseguenza è il cantautore che viene conquistato dal suo pubblico.

L’AMORE SECONDO MASINI
C’è chi gli ha affibbiato l’etichetta del malinconico e del sentimentale, soprattutto durante gli anni ’90, ma Masini non si è mai riconosciuto in quelle definizioni. A suo dire i sentimenti sono una forma di egoismo e quindi anche l’amore lo è: chi dice “ti amo” all’altro pensa solo a soddisfare i propri desideri e lascia in secondo piano il dubbio che il partner ricambi quell’amore o meno (intervista di Monica Mondo).
L’amore resta comunque un tema ricorrente e importante nei testi di Masini. Dopotutto, come ha dichiarato lui stesso, l’amore è una cosa che ai cantautori (o meglio, cantastorie) come lui piace tantissimo raccontare; a loro piace entrare nelle storie degli altri, identificarsi con esse e poi poterle scrivere e rappresentare per cercare di raggiungere un’emozione (intervista a Radio Number One).
Ma che idea si è fatto Masini dell’amore nel corso degli anni? In un’intervista al programma Oggi è un altro giorno ha affermato che è impossibile farsi un’idea definitiva dell’amore, poiché il tempo ti cambia, così come cambiano le persone intorno a te e si evolve il tuo modo di vivere i sentimenti. Perciò è impossibile avere un’idea assoluta sull’amore o su qualsiasi cosa in generale. Ognuno può vivere l’amore alla sua maniera.
E riguardo al potere dell’amore di cambiare il mondo? Per Masini, tutto dipende dall’uso che se ne fa, di quell’amore. Se hai bisogno di un amore egoista, di un fabbisogno quotidiano che serve per colmare la tua paura della solitudine, è ovvio che quel sentimento diventa strumentalizzato e non ti cambierà a livello personale (intervista di Monica Mondo).


IL TEMA DELLA FEDE
La ricerca della fede, secondo Masini, è un gesto di umiltà da parte dell’umano, un atto di profondo rispetto verso la vita e verso sé stessi. La preghiera è utile anche per la consolazione di sé stesso e dell’altro. L’importante, per lui, è non cercare una preghiera per convenienza o una preghiera che sfoci nella inutilità e nell’egoismo.
IL TEMA DELLA FELICITÀ
Quando Monica Mondo gli ha chiesto se fosse felice quando era al massimo del successo, Masini ha risposto di no. Per lui la felicità dell’essere umano si trova nell’incoscienza, perché così non sei costretto ad analizzare gli errori che hai fatto.
Rincorrere il pubblico, a suo dire, è la cosa più sbagliata del mondo. Bisogna rincorrere la vita, lavorare su sé stessi, carpire e vivere le più piccole emozioni.
IL SENSO DELLA VITA
La vita, se tu la spogli di tutti gli addobbi che le mettiamo addosso, è un percorso molto tecnico. Tu devi addobbarlo con le emozioni. Credo che questo sia il modo migliore per poterla affrontare con le armi necessarie anche per, come dire, combattere quei momenti di grande difficoltà. Però… chi invece si adagia su una forma già colorata di vita, poi rischia alla prima foglia in bianco e nero di trovarsi in difficoltà.
Così ha dichiarato Masini in merito alla sua opinione sulla vita. Non solo, ha affermato che per viverla appieno devi essere in grado di amare te stesso: solo chi riesce ad amarsi e accettarsi sa donare amore agli altri.
Per lui è importante e necessario fare buon uso del nostro libero arbitrio. Non possiamo rivivere il tempo che è già passato, ma dobbiamo agire nel presente, fare almeno un tentativo: è l’unico modo per non avere rimpianti in futuro. Lui non guarda al passato, è consapevole che indietro non si può tornare.
Comunque Masini afferma di non essere capace di insegnare la vita a nessuno e proprio per questo non pretende di riuscirci. Per lui è la vita stessa a farti da maestra.
IN CHIUSURA
Ringrazio tutti voi lettori, che siate fan di lunga data di Mercuzio and Friends oppure lettori nuovi che hanno scoperto da poco il sito, per aver avuto il coraggio e la pazienza di leggere l’articolo fino alla fine. Ma soprattutto ringrazio la mia amica Eleonora, l’Eccellente Project Manager-Editor di M&F, per avermi commissionato questo articolo; è stato una bella sfida, quasi al pari del progetto Otherside.







