DI ALBERTO GROMETTO
È oramai da oltre due anni e mezzo che scrivo articoli per MERCUZIO AND FRIENDS. E che accolgo tra le nostre fila nuovi Mercuziani desiderosi di “farsi valere” e produrre scritti a non finire. Tutti però, sia chi i miei pezzi li legge sia chi vorrebbe mettere le mani in pasta e scriverne di suoi, mi pongono la stessa domanda:
Ma come si fa a scrivere un articolo?
E così, ecco l’idea: stilare un augusto decalogo di regole auguste, un elenco di tutti quei principi, quelle norme, quei codici imprescindibili e oggettivi di cui si ha estrema necessità e assoluto bisogno onde poter scrivere un articolo.
Cominciamo allora!

REGOLA NUMERO UNO:
Mai scrivere un articolo troppo breve, a meno che non si sia disposti a sentirsi dire di aver scritto un pezzo troppo corto.
REGOLA NUMERO DUE:
Mai scrivere un articolo troppo lungo, a meno che non si sia disposti a sentirsi dire di aver scritto un pezzo troppo lungo.
REGOLA NUMERO TRE:
Scegliere sempre un tema interessante, altrimenti fioccheranno le accuse di essere dei noiosi.
REGOLA NUMERO QUATTRO:
Non prediligere a tutti i costi un argomento affascinante in luogo d’altri, se non vuoi sentirti dire di essere uno scandaloso sensazionalista che mira unicamente a fare “spettacolo” e non della Vera Scrittura.
REGOLA NUMERO CINQUE:
Optare sempre per un tema che non offenda nessuna persona al mondo, in caso contrario qualcuno si offenderà per quello che hai scritto.
REGOLA NUMERO SEI:
Non scrivere con la paura di offendere qualcuno, perché chi se ne accorgerà penserà che non hai avuto abbastanza coraggio per esporti. E si offenderà in ogni caso.
REGOLA NUMERO SETTE:
Se scriverai per gli altri, diranno che non pensi abbastanza a te stesso.
REGOLA NUMERO OTTO:
Se scriverai solo per te stesso, ti daranno dell’egoista.
REGOLA NOVE:
Ecco, questa è l’unica regola che valga la pena ricordarsi. Nonché la sola che serva davvero. Fregatene! Sì, fregatene.
Fregatene delle regole, dei principi, delle norme. Non esistono codici generali a cui appellarsi per scrivere un articolo. Non ne esistono per vivere la Vita, figuriamoci per scrivere! Nessuno ha delle regole per scrivere, se ti dicono il contrario è una balla! Ci sono gli esempi dei Grandi Maestri a cui poter guardare, certo, ma anche loro hanno dovuto “improvvisare”. Hanno dovuto fare, prima ancora di saper fare. Per imparare, loro han fatto. E so bene che uno vorrebbe poter far contenti tutti quanti. Ma la cosa non è possibile. Perché?
Non conta quello di cui parli né come ne parli e nemmeno perché ne parli. Conta solo il fatto che parli. E nel momento in cui parli, ci sarà sempre qualcuno che se ne spunterà dal nulla per dirti cosa potevi fare meglio, in cosa hai sbagliato, cosa non dovevi fare e via dicendo. Perché il Mondo fa così. E quindi che devi fare? Fregartene. La Vita è troppo corta per viverla come dicono gli altri. E la stessa regola, la sola che conta, vale pure per la Scrittura, che è specchio della Vita.
La verità è che qualsiasi cosa scriverai, non andrà bene. Qualcuno si offenderà, qualcuno ti riterrà noioso, qualcuno dirà che hai fatto troppo e qualcuno troppo poco. Quasi nessuno sarà contento. Ma se sta bene a te, il resto non conta. Se fa stare bene te, chissenefrega del resto. E, chissà, magari un giorno qualcosa che avrai scritto tu, proprio tu, e che prima esisteva solo nella tua testa, inizierà a camminare nel Mondo sulle sue gambe e – pensate un po’ – a qualcuno persino piacerà. E forse, dico forse, e questa sarà la più straordinaria delle magie possibili, quel qualcuno ci si ritroverà! Ma la cosa più bella è che tutto questo sarà accaduto scrivendo esattamente cosa volevi tu e come lo volevi tu.
Qualsiasi cosa farai nella Vita, che sia scrivere un articolo o fare il dottore o anche solo vivere, sbaglierai e non andrà bene. E c’è chi – capita a tutti! – si modificherà solo per poter andar bene. Anche a costo della sua stessa Felicità. Ma tanto non andrà bene in ogni caso. Quindi?
Quindi:
Se in ogni caso Tu “non andrai bene”, almeno fa in modo di “non andare bene” facendo quello che ami e come lo ami.


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