Storie in Rete — Il prezzo della verità (Andrea Scarel)

DI ELODIE VUILLERMIN

Tutti i sistemi di potere si basano sull’inganno, soprattutto se sembrano democratici. È sempre stato così. La differenza risiede nel perché si mente.

(Il prezzo della verità, Andrea Scarel, pag. 224)

Quando mi hanno presentato la trama di questo romanzo al Salone del Libro 2026, mi hanno detto: “È come Orwell, ma senza personaggi positivi. E già Orwell ne aveva pochi. Qui non ce ne sono proprio”. Allora io, memore della mia esperienza di lettura con Cronache del dopobomba, ho replicato: “Quindi è una cosa alla Philip K. Dick?”. Non solo mi hanno sorriso, ma ci ho pure guadagnato un abbraccio commosso. Sono quelle piccole cose che danno immense soddisfazioni e che solo un amante dei libri può capire.

I.D.E.A. Edizioni continua a stupirmi con i suoi libri e Il prezzo della verità, romanzo d’esordio di Andrea Scarel, è l’ennesima dimostrazione al riguardo. Già nella premessa su cui si regge l’intera trama, come mi avevano preannunciato gli espositori di questa casa editrice al Salone del Libro, ci sono in effetti elementi e situazioni tipici dello stile di Philip K. Dick: il mondo è governato da un’unica gigantesca Repubblica tecnologicamente avanzata ed esiste una religione che ha soppiantato il cristianesimo da millenni, basata sulla venerazione di un Bambino immortale e sulla fede nella reincarnazione. L’amore per la religione è tale che chiunque provi a confutare l’esistenza del Bambino, che sia tramite prove scientifiche o altri mezzi, viene bollato come eretico. La convinzione dell’esistenza di altre vite oltre a quella che si sta vivendo spinge molte persone a compiere folli suicidi rituali.

(La Casa Editrice I.D.E.A EDIZIONI)

Il Bambino resta sempre fermo al suo stadio di neonato. Non invecchia mai e non può morire per cause naturali, eppure non è invulnerabile. Può essere ucciso tramite un trauma fisico, tant’è vero che in passato sono già stati uccisi sette Bambini. Ogni volta che un Bambino muore, si reincarna in un nuovo corpo. Quando nasce un nuovo Bambino, quello che viene presentato ai suoi genitori come un grande onore comporta in realtà un pesante fardello: il dover sacrificare la propria vita e libertà in nome della fede.

La storia si apre in medias res, con una donna che uccide l’Ottavo Bambino, scatenando il panico. Non si sa il perché del suo gesto e lei nemmeno dà delle spiegazioni, poiché entra in stato di shock pochi istanti dopo essere stata interrogata. Intanto il Nono Bambino si reincarna in un nuovo neonato. Solo grazie a qualche indagine si scoprirà che l’omicidio è parte di una macchinazione ordita da Ordine Libero, un gruppo sovversivo molto avverso ai membri delle sfere alte del governo mondiale.

La morte dell’Ottavo Bambino e la nascita del Nono si portano dietro una serie di reazioni a catena. Le vite di svariati personaggi, come un effetto domino, crollano o vengono cambiate per sempre. Se prima erano padroni della loro esistenza, adesso tutto comincia a sfaldarsi e a sfuggire loro di mano.

Il romanzo è chiaramente di tipo corale. Ci sono diversi personaggi, ciascuno importante a modo suo, che ricordano molto quelli di Philip K. Dick: egoisti, ipocriti, opportunisti, manipolatori, moralmente ambigui, pronti a usare qualunque mezzo a loro disposizione pur di avere successo. Come ad esempio la ministra Angelica Corday, che si è costruita la propria carriera e immagine tramite manovre non proprio legali e la seduzione di uomini potenti per entrare nelle grazie di questi ultimi; una donna di potere che sa quello che vuole, che soppesa bene le parole e le azioni in base a ciò che ritiene più conveniente al momento, che farà di tutto pur di mantenere la sua posizione. Come Madre Royanna, una donna che dovrebbe trasmettere fede e speranza ai suoi fedeli, ma che è stata la prima a perdere la fede e a non nutrire più speranza per il mondo; una che deve fingersi devota alla religione, pur trovandola piena di luoghi comuni, per conquistarsi l’ammirazione e il rispetto altrui. Come Ashlyn Rice, un’intermediaria assicurativa che pur avendo una famiglia a casa la mette sempre in secondo piano rispetto al suo lavoro, con l’ingenua convinzione che verrà sempre perdonata a prescindere; per quanto ami sua moglie e provi rimorso nel deluderla, è persuasa di essere nel giusto e di star compiendo un sacrificio per il bene della famiglia stessa. O come Crono, il leader di Ordine Libero, che dice di fare quello che fa in nome della libertà collettiva e della fine di ogni inganno, ma che sotto sotto è semplicemente un uomo rancoroso mosso dalla vendetta personale.

Per loro conta l’apparenza, il non macchiarsi la reputazione, la maschera che indossano di fronte agli altri. Le loro emozioni non sono quasi mai naturali ma controllate. Ogni frase che dicono è impostata piuttosto che spontanea e sincera. Che siano mossi da ideali o da desideri egoistici, non sono poi così diversi tra loro. Puoi comprendere le motivazioni alla base del loro modo di agire, ma raramente li giustifichi.

L’unico personaggio per cui sono arrivata a provare sinceramente pena è Dimitri Gobulev, il padre del Nono Bambino. Privato dall’oggi al domani di una vita normale, viene condannato a essere un signor nessuno che vive nell’ombra del figlio e della moglie, venerati con rispetto in quanto Bambino e Madre di quest’ultimo. Eppure sopporta il peso di una vita che detesta solo per il bene della moglie che ama immensamente. È una vittima degli eventi, in fin dei conti.

Mentre la vita prosegue e il Nono Bambino diventa il nuovo Dio, vengono portate avanti le indagini sull’assassino dell’Ottavo. I diversi personaggi, dapprima protagonisti di vicende separate, iniziano a interagire tra di loro sempre più spesso. Si svela man mano una verità fatta di illusioni basate su una tecnologia olografica avanzata. La trama diviene un intreccio di complotti, rapimenti, ricatti e tradimenti a cui si alternano degli intermezzi che spiegano il worldbuilding, la storia dei Bambini e del credo in essi narrata secondo i testi sacri.

Il libro è un’ucronia che sfida il lettore con una domanda: è meglio una bugia costruita strato per strato che sia salvifica per l’umanità e garantisca un mondo pacifico (ma non perfetto), oppure una verità che distrugge la salvezza ma che rende l’umano sé stesso e libero? Scarel non pretende di sapere la risposta, né impone la sua visione personale, ma anzi invita i lettori a riflettere e a trovarsi da soli la soluzione ai propri dubbi.

È indubbio che il governo alla base della Repubblica ha sbagliato nel tenere nascosta la verità al mondo per anni. La sua menzogna elaborata ha portato la pace e ha sconfitto la povertà, ma lo ha fatto al prezzo di rallentare o addirittura fermare l’evoluzione umana, trattare il progresso scientifico come un’eresia e togliere agli umani la libertà di scelta. È tutto un mezzo per controllare e tenere buone le masse, così da lasciare il governo libero di fare quello che vuole; c’è qualcosa di molto orwelliano in questo.

E per quanto riguarda Ordine Libero? Questa cerchia ristretta di pochi membri è considerata pericolosa a ragion veduta, considerando che è a conoscenza di importanti verità che ribalterebbero completamente l’equilibrio costruito nei secoli tramite strati di bugie, in primis la vera natura dei Bambini. I membri di Ordine Libero vedono inganno e menzogna in ogni cosa, che sia un tono di voce, uno sguardo o una parola. Per loro, ogni scelta compiuta dall’essere umano non è mai libera ma condizionata; quella che crediamo essere una nostra decisione autonoma è in realtà frutto dei traumi che abbiamo subito e del volere di qualcun altro. La loro libertà coincide con l’assenza totale del passato. L’uomo può essere davvero libero solo se decide di rinunciare a quel che è stato e alle esperienze (familiari, lavorative, ecc.) che l’hanno influenzato, di spogliarsi del suo vecchio nome e adottare una nuova identità proiettata al futuro. Il dolore e il sacrificio sono passi fondamentali per la rinascita; purché si tratti del dolore e del sacrificio di un altro, non il proprio. Il loro scopo è la creazione di una nuova Repubblica dove verità e conoscenza saranno le parole chiave, dove non esiste alcuna reincarnazione, dove tutti sono consapevoli di vivere una vita soltanto e proprio in virtù di questo se la godranno fino in fondo senza sprecare un singolo momento.

(L’autore del libro, Andrea Scarel)

Seppure ci sia qualcosa di vero e sensato in quel che Ordine Libero professa, non è certo migliore rispetto ai membri di spicco del governo mondiale. Nel modo di agire e di parlare, quella gente ricorda molto una setta, che è disposta alla guerra totale e al sacrificio di milioni di vite pur di giungere al suo scopo. Per quanto siano sinceri nel loro intento di liberare l’uomo dalle sue catene e rompere una stagnazione durata secoli, sarà comunque un cambiamento che imporranno con la forza e senza alcun riguardo verso nessuno, nemmeno verso gli innocenti che non c’entrano nulla con le macchinazioni del governo. Ciò che viene professato come nuova era di liberazione potrebbe in realtà condurre all’anarchia o a una nuova schiavitù.

Sia il governo che l’Ordine Libero dicono di agire per il bene dell’umanità, ma è davvero il bene di tutti o si tratta solo della loro concezione personale e distorta di bene? Fino a che punto sono disposti ad arrivare pur di raggiungere i propri obiettivi? Quanti compromessi vogliono adottare? Fino a che livello i loro sentimenti personali influiscono sulle loro decisioni? Quesiti scottanti che stuzzicano il lettore e lo tengono incollato alle pagine, dallo sconcertante inizio fino al terrificante e spiazzante epilogo.

Il rapporto tra menzogna e verità è costruito magnificamente e sfocia in un vero e proprio conflitto di ideali. Ma il romanzo dà il meglio di sé anche in altri aspetti, per esempio nelle scene grottesche e terrificanti, nelle quali l’autore non si risparmia affatto. Come quando Crono impianta nella colonna vertebrale di Angelica uno stimolatore che tramite la sua IA può trasmettere un dolore lancinante nel corpo a comando ed è programmato per impedire alla vittima di svenire. O quando una ragazza, dopo aver sfogato la sua rabbia contro la madre, si chiude in camera per calmare un attacco di panico e in seguito procede a fustigarsi da sola davanti allo specchio con la propria cintura.

Se mai vi imbatterete in questo romanzo, godetevelo fino in fondo. Parola mia, vi sorprenderà.

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