Bugonia: Avere ragione significa avere la Verità?

DI ALBERTO GROMETTO

Alla voce “COMPLOTTISMO”, il dizionario Treccani riporta la seguente definizione:

«L’atteggiamento di chi ritiene che dietro ad alcuni fatti si nascondano complotti o cospirazioni».

Il Covid, l’11 Settembre, l’omicidio Kennedy, le scie chimiche, l’olio di palma: sono talmente tante e numerose e intricate e fitte le teorie del complotto cospirazioniste, in rete e sui social e nel mondo del web, che davvero oramai quasi sempre ne spunta fuori una nuova a riguardo! 

Che siano sempre esistite delle spiegazioni macchinose e complesse e assurde di determinati eventi e situazioni non stento a crederlo, è da quando l’Umano ha la capacità di comunicare che fa informazione. E fare informazione, significa dire tutto quello che può pensare di una determinata cosa. Dire anche tutto quello che quella determinata cosa potrebbe essere. Però da quando è arrivato Internet e quel mondo lì, la figura del cospirazionista complottista si è radicalizzata con forza e veemenza nel nostro immaginario collettivo.

Gruppi di persone che si confrontano sul web in merito a qualcuna di queste cosiddette teorie che stanno veramente al di là dei limiti della ragione e della razionalità ce ne sono. Ma forse ancor più diffusi e agguerriti sono i gruppi di persone che vanno contro queste qua ridicolizzandole e denigrando quelli che le han dette e usando subito quella parola: complottista. E questo di certo non spegne il fuoco che anima chi è definito “complottista”. Anzi, se mai lo rianima e lo ravviva e lo riaccende ancor peggio di prima! E si fanno la guerra fra loro su cose che… che in realtà nessuno può sapere come stanno davvero. 

Eh sì, proprio così! Tornate indietro a leggere la definizione con cui abbiamo aperto l’articolo. Essere complottisti significa vedere qualcosa che la maggioranza della gente (che brutta parola, “maggioranza”!) non vede. Ma questo non significa che non ci sia. Essere cospirazionisti significa credere che ci sia qualcosa – sotto o dietro o all’interno di – certi fatti, ma non implica che in effetti questo “qualcosa” non esista. Essere persone che pensano che la versione ufficiale delle cose non dica la verità, non comporta automaticamente di non essere in grado di vederla, quella verità.

Un umile campagnolo che fa l’inscatolatore, che se ne va in bici da un posto all’altro e non ha quasi nessuno al mondo (eccezion fatta per quell’adorabile rintronato del suo amato cuginetto) dice che gli alieni esistono, e che questi alieni sono mescolati fra di Noi, che muovono i Destini del Mondo e che un giorno ci potranno fare fuori tutti se mai lo vorranno. Complottista della peggior specie, chiaro. Il fatto però – ed è su questo che vorrei porre l’accento – è che essere complottisti non significa automaticamente essere dei pazzi scriteriati fuori di testa, no? E invece al giorno d’oggi – agli occhi di tutti quanti – sì, significa questo. 

Ma “tutti quanti” hanno sempre e per forza ragione? Solo perché “tutti quanti” sono la cosiddetta maggioranza? Essere in tanti a credere in una cosa, sembra basti a rendere quella cosa vera. Non ha nessuna importanza che tu sappia cosa sia vero e cosa no, se sei da solo. Conta unicamente quello che sanno “tutti quanti”. E “tutti quanti” sanno quello che viene loro raccontato. E se viene detto loro che ciò che hai da dire tu è assurdo, tu diventi assurdo. E quello che tu sai per certo che è vero smette di essere vero. E se invece fossero tutti gli altri ad essere in torto e fosti tu ad avere ragione?

Nell’immaginario comune il complottista è “un caso umano”. Cioè un tizio strano, e il nostro inscatolatore Teddy lo è eccome. Un tizio solo, e Teddy non ha altri al Mondo che il cuginetto Don. Un tizio triste ed arrabbiato – come lo è Teddy – che si capisce abbia un passato pieno zeppo di traumi fra madri dipendenti e abusi orripilanti. Poi vien dalla campagna, non ha chissà quali risorse economiche, abita in una zona rurale e poco abitata. Okay, ma quindi questo basta a dire che qualsiasi cosa Teddy possa pensare di anormale – come ’sta stronzata degli alieni – debba per forza essere una stronzata? 

Mettiamo che Teddy sia uno che si informi. Lui dice che fa ricerche, che ne fa tante, di continuo. Ma se le fa davvero? Se si tiene veramente informato? Non basta direte voi, no? Il mondo del web è pieno di bugie, menzogne, falsità, teorie strampalate, ridicolaggini assurde, e via dicendo! E il fare ricerche, il ragionare, il riflettere non è sufficiente, se la conclusione a cui arrivi è quella a cui nessuno crederebbe mai. Se è diversa da quella di “tutti quanti”. E la faccenda degli alieni a cui Teddy è approdato non è sicuramente quello che pensano “tutti quanti”.

Le cose non stanno come stanno, le cose stanno come sembrano. Nel nostro Mondo quello che conta non è l’essenza, ma l’apparenza. E se tu dici che una cosa non è come sembra, allora sbagli in partenza. Anche se la racconti per quella che è davvero. Perché qualcuno una volta disse che una Verità può essere tale, solo se la puoi narrare. Nel momento in cui qualcosa non viene narrato, quel qualcosa non esiste.

Attenzione però, perché qua c’è il rovescio della medaglia. Teddy è convinto di quella sequela d’assurde follie pazzesche nelle quali crede, ma talmente tanto che è disposto a fare tutto quello che serve, per mostrare di aver ragione. Anche se questo implica vivere come un recluso asociale, lontano da tutto e da tutti. Anche se questo significa plasmare il cugino e decidere sulla sua vita, arrivando a convincerlo a sottoporsi alla castrazione chimica. Anche se questo ha come conseguenza quella di rapire la super dirigente a capo di una multinazionale, drogarla, rasarle i capelli a zero (non sia mai che comunichi con l’astronave madre!), portarla in casa propria, cospargerle la pelle di crema antistaminica e tenerla imprigionata nello scantinato. Oh, voi non avete idea di quello che Teddy è arrivato a fare, proprio no…

Ti amo, YORGOS LANTHIMOS. Ti ritengo tra i Geni più Grandi che la Settima Arte possa vantare di avere fra le sue file al giorno d’oggi. Il tuo talento è talmente sublime, straordinario e sconcertante che – veramente! – non riesco a trovare parole abbastanza grandi. Ho visto ogni tuo film, ho scritto su ogni tuo film. L’impronta autoriale è sempre quella, la perversione grottesca di cui adori narrare torna in ogni tuo lavoro, tutto nelle tue opere grida sempre Te e Tu riesci ad essere sempre Tu, anche quando racconti di personaggi completamente diversi fra loro e imbastisci narrazioni totalmente differenti. Perché dopo oltre vent’anni di attività e giungendo oggi al tuo decimo film, dopo aver sfornato quasi solo esclusivamente capolavori colossali, dopo aver realizzato così tanto… la paura, nel cuore di un tuo autentico fan vero come il sottoscritto, è quella di avere aspettative troppo alte e irraggiungibili. E invece Tu ogni volta, pur rimanendo Te, riesci però a fare sempre qualcosa di nuovo, a sorprendere tutti e a uscirtene con l’ennesimo C-A-P-O-L-A-V-O-R-O.

Perché sì, questo «BUGONIA» presentato il 28 Agosto 2025 all’82esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia mi sento di chiamarlo capolavoro lanthimosiano assoluto: HA TUTTO! Interpretazioni attoriali da Oscar, una sceneggiatura immensa che racconta temi immensi, una violentissima e brutale regia magistrale da capogiro assolutamente indovinata e penetrante e sottocutanea. E infine ricordo sempre che un film è più grande della somma delle sue parti. E questo vale anche per questa perla. Perché nella storia – inquietantemente divertentissima e ironicamente disturbante al tempo stesso! – del disperato e ridicolo complottista impersonato da quel monumento attoriale che è JESSE PLEMONS che, aiutato dal commoventissimo cugino Don interpretato dal fantastico e assolutamente sorprendente esordiente AIDAN DELBIS, rapisce e tormenta la tostissima e rispettatissima e formidabile ultra dirigente Michelle, resa iconica dall’incredibile performance di una sempre più leggendaria EMMA STONE (una diva degna di essere chiamata “dea” e che di Yorgos è oramai la Musa), perché convinto sia un alieno che ha la missione di distruggerci tutti… vi è la storia di tutti Noi, Umani disperati e soli, che pensano di avere la Verità, ma non vengono creduti. E quindi iniziano a odiarsi fra loro.

(Da sinistra a destra: Aidan Delbis, Jesse Plemons, Emma Stone e Yorgos Lanthimos all’82esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica a Venezia)

Ma poi…

Vedere la Verità, basta a darti ragione?

Perché però questo titolo, «Bugonia»? Trattasi di un mito antico. «Le Georgiche» di Publio Virgilio Marone narrano di un bue dalla cui carcassa nascono api. Quelle stesse api di cui Teddy è fervente appassionato. Quelle stesse api che non s’odiano le une con le altre. Che non s’ammazzano a vicenda. Loro impollinano, e basta. Ma vivono tutte dentro lo stesso alveare. Perché a loro più che capire quale sia la Verità e chi abbia ragione, interessa “stare insieme”.

Sapete dove siamo andati a vedere questo gioiello il primissimo giorno in cui era disponibile in sala? Ma è chiaro, nel nostro cinema del cuore ❤️, il posto più bello al Mondo per Noi, un Tempio in onore della Settima Arte, IL REPOSI DI TORINO IN VIA XX SETTEMBRE 15: ANDATECI ANCHE VOI!!!

Ami quel Genio di Yorgos Lanthimos? Come si può non amare, del resto! Allora cliccate qua sopra!!!

Vuoi leggere su un altro film lanthimosiano in cui protagonista è Emma Stone? Allora pigia qua!!!

Vuoi vedere due Clowns che si scontrano su Yorgos Lanthimos? Premi qui allora!!!

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

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