DI CECILIA ALFIER
Vi chiedo scusa per questo riassunto, chiedo scusa all’Augusto Direttore per avergli fatto scoprire questo universo di disagio. E a quanti, come lui, sono troppo giovani o troppo candidi per sapere che tutto ciò esiste e infesta la testa di gran parte delle millennial donne, molte delle quali sono ancora in terapia per questa lettura/visione. Me compresa; forse dovrei parlarne con la terapeuta e non con voi.
Vi chiedo scusa anche perché sarà un riassunto incompleto (ad un certo punto ho abbandonato) e guardavo a sprazzi, mentre ero impegnata a fare le mie attività per la sopravvivenza, cucinare, bere, imprecare. Quindi alcuni momenti del riassunto potrebbero non corrispondere al vero.
Doverosa premessa: a luglio scorso, pagando ben 3,99 euro di noleggio su Google Play, ho visto il cartone animato italiano più folle mai prodotto, ovvero Papmusic-Animation for Fashion (ne parlerò un altro momento. Se volete farvi del male, andate a cercare il trailer). Ma il film peggiore della mia classifica rimane Amore 14 di Federico Moccia.

Moccia è uno scrittore (di quelli che, se scrivessero con l’IA, sarei più felice), regista, artista, opinionista, grande conoscitore dell’Amore. Si presume che il tipo in questione sia un adulto, l’anagrafe lo dichiara, ma in realtà è un adolescente, problematico per giunta (ovviamente ne parlo con ironia come artista, non mi permetto di giudicarlo nel privato, non lo conosco). Una cosa di lui la so, la sua tesi di laurea era su sé stesso. La caratteristica chiave dei suoi personaggi è che sono vuoti, non hanno nulla nel cervello, la sola cosa che li contraddistingue è un soprannome ridicolo (Pollo, Gin, Bunny, Poppi) che si porteranno addosso fino alla vecchiaia.
Amore 14 è la classica commedia italiana degli equivoci, ma c’è un plus. La quattordicenne protagonista si mette in testa che deve perdere la verginità con un tipo di poco più grande, che ha conosciuto in un negozio di dischi. Non possono mica aspettare, si sono innamorati con uno sguardo. Lui la conquista pressandola e comprandole addirittura una stella nello stesso giorno della conoscenza, tutto davvero romantico.
Ci ripenso come a un trauma, ma allo stesso tempo penso che Moccia abbia fatto anche delle cose buone, che abbia inventato le pensioni e fatto arrivare i treni in orario. “Insomma, Tre metri sopra il cielo era carino”. Almeno, lo pensavo fino alla settimana scorsa, quando ho avuto la folle idea di provare a riguardarlo. No, non era carino. Ora lo youtuber Caleel mi perdonerà se uso la sua frase, magari l’ha depositata e ci ha il brevetto, giuro che pago, ma non ho trovato una descrizione migliore. Perché Tre metri sopra il cielo, riguardato adesso, fa cagare la merda! In breve storia d’amore adolescenziale tra il bad boy Step (Riccardo Scamarcio) e la brava ragazza dei Parioli (che alla fine è una manipolatrice, che si mette solo con quelli ricchi e dà la colpa alla madre di questo) Babi. Romanzo dei primi anni Duemila, film del 2004.

Come spiegare nel 2026 cos’era 3MSC (sì, aveva pure l’abbreviazione) per una ragazza che frequentava le medie in quegli anni? Non avevamo lo streaming, non avevamo una vasta scelta di prodotti audiovisivi né gli strumenti emotivi per capire molto di ciò che guardavamo, tutto era nuovo e ci serviva (come serve ora) una fantasia a cui aggrapparci. Una sera, all’inizio della terza media nel 2006, lo stesso mese del mio primissimo ciclo che mi aveva terrorizzato a morte (sapevo molte cose sulla riproduzione e sul sesso, ero l’unica ad aver dato risposte corrette quando la maestra ci aveva fatto un’ora di educazione alle elementari, ma nonostante questo ero impreparata), insomma: una sera capitò che Rai 1 trasmettesse La maledizione della prima luna e Italia 1 il nostro 3MSC. Avrei voluto vedere il primo, ma tutte le mie compagne non facevano che parlare di Italia 1 e io mi sono adeguata, perché se non sbavavi su Scamarcio in giacca di pelle eri un’emarginata sociale. Jack Sparrow, Will Turner e persino il Commodoro erano molto meglio, ma allora non lo sapevo.

Tenete conto delle lacune possibili di questo riassunto, dovute a quanto detto all’inizio.
3MSC inizia quando il nostro Step con il suo amico Pollo mena un tizio su una scalinata, con un montaggio e una scelta musicale che fanno venire gli attacchi epilettici. Successivamente, scopriremo che il tipo era l’amante della madre di Step. Mi sembra che i genitori siano divorziati, ma non chiedetemelo, non ricordo niente della famiglia di Step, quando ho visto suo fratello sullo schermo era un personaggio talmente inutile che me l’ero dimenticato. Uno noiosissimo, pieno di cash, con le camicie sempre inamidate e stirate, che parla solo di fusione di fantomatiche società (che fanno ’ste società? Non si sa, roba vaga), mentre trangugia caffè. Incredibile come i personaggi maschili siano o ricchi senza personalità o poveracci violenti; mentre le donne o sono verginelle o troppo disinibite (che poi rimangono incinte per caso, vedi la sorella di Babi, e naturalmente non ci pensano neppure ad abortire) oppure sono arrampicatrici sociali (come la madre di Babi e la stessa Babi alla fine del film).
Torniamo all’amante della madre di Step. Tutte noi giovani spettatrici abbiamo perdonato Step per averlo menato “perché povero era solo geloso della sua mamma, non voleva che frequentasse cattive persone”. Non si mena la gente. Punto. È così difficile da capire? Non hai neanche l’attenuante del fatto che lui era violento con lei, perché lei era consenziente, stavano avendo una storia. Ci puoi parlare da adulto con tua mamma? No, Step in questo momento conosce solo la violenza e Babi è la sua ancora di salvezza nel mondo. I due piccioncini stanno limonando sulla spiaggia e lei gli dice: “Ma l’hai raccontato solo a me?”. Ci ho messo un po’ a capire che si riferiva alle ragioni del pestaggio, perché il film è montato da una scimmia ubriaca e facevo seriamente fatica a seguire. Il problema principale di sceneggiatura è che non si capisce come la protagonista passi dall’odio all’amore, ve lo giuro, me lo sono perso. Forse stavo sbadigliando in quel momento.
Step e Babi si avvicinano proprio in ragione del pestaggio di cui sopra. Mi spiego meglio. Step mena questo tizio (perché la mia mamma non si tocca). Sorpresa sorpresa il tizio lo denuncia e questa volta il povero Scamarcio rischia il carcere, ma – con una dinamica che non mi è chiara perché erano passati dieci minuti e nella mia mente c’era solo un criceto in coma – Babi ha visto tutto e potrebbe testimoniare in aula a favore di Step (tutta questa parte la me tredicenne l’aveva rimossa). Apparentemente, Step quindi inizia a corteggiarla solo per questo, ma noi sappiamo che lui è già innamorato dopo averla vista due secondi passare in auto. E non lo sappiamo per come è costruita la scena, ma perché Step è la nostra voce narrante. Il suo voiceover dovrebbe farci intendere che lui è violento, ma in realtà è così perché è tormentato, ma dice solo delle banalità estreme da guru di internet. Qui, però, devo spezzare una lancia a favore di Step, perché non è come in After, dove Hardin ci prova con Tessa, per una scommessa maschilista con gli amichetti, e lei lo scopre per vie traverse solo alla fine del primo film. Qui Babi sa benissimo le intenzioni di Step, è proprio lui a dirgliele in faccia. “Alla fine, sarai così pazza di me che al processo mi farai assolvere” parole sue. Donna avvisata, mezza salvata. Ma la nostra Babi ha bisogna di trasgressione, frequenta una scuola femminile, per nulla stereotipata, dove i metodi di insegnamento di una insegnante severa e cattiva, per qualche ragione, sono rimasti fermi agli anni Cinquanta.

Appena inizia a frequentare Step, si tatua insieme a lui una farfalla e dal momento in cui un tatuaggio sporca il tuo candore sei perduta, non ti frega più niente della scuola. Esiste solo il tuo bad boy e la tua migliore amica dal soprannome per niente ridicolo di Pallina (quando ti ricordi di lei, in maniera conveniente per la trama, ovviamente). Tra l’altro, marina la scuola per andare alla spiaggetta (dove lui voleva palesemente fare anche altro, ma devo dire che Step in questo senso è rispettoso di lei, lo stesso non si può dire di altri bad boy letterari in circolazione) e neanche il tempo di allontanarsi in moto dal collegio che viene subito sgamata dall’insegnante cattiva. Che imbarazzo.
Secondo voi, Babi affronta mai la conseguenza di questa bravata? No, perché Pollo, l’amico di Step, rapisce il cane della prof. e la ricatta. No comment. Tutti gli amichetti sono coalizzati per far mettere insieme questi due decerebrati, in ragione di non si sa cosa. Per esempio c’è questa scena di festa in discoteca, a cui Step va e ovviamente Babi no, perché lei non frequenta brutti posti. Tuttavia, tutti sono convinti che lei ci debba andare e che quella sera se Babi andrà in discoteca bacerà Step. L’amica Pallina (che nel frattempo si è messa con Pollo, non ve l’ho detto, è importantissimo) chiama Babi, fingendosi nei guai per essersi impasticcata, vieni subito, sto per svenire, mi hanno messo qualcosa nel bicchiere…, con una recitazione meno credibile della mia quando dovevo fingermi felice per la telefonata della mia prozia. Allora Babi va in discoteca. Ma la scena è irreale. Se io ricevessi una telefonata del genere dalla mia amica, andrei nel panico, mi precipiterei lì con la prima cosa che ho addosso giusto per non farmi denunciare per atti osceni in luogo pubblico, lo direi subito ai miei genitori e ai carabinieri per non essere da sola nella circostanza.
Invece, Babi no, si suppone che la sua best friend sia in pericolo e lei con estrema calma si trucca ed esce. E quando arriva in discoteca non cerca Pallina, ma appena vede Step, si lascia prendere per mano da lui, i due si appartano (senza una parola, perché non sanno fare conversazione) e si baciano. Molto realistico.
Dopo non si sa quanto di frequentazione, poco comunque, Step è più arrapato che mai e quindi decide di realizzare la fantasia che Babi gli aveva confessato sulla spiaggia: lei voleva andare in una villetta sulla costa, una casetta con giusto qualche lavoretto da fare ma per il resto abitabile. Lui la benda e la porta lì. Babi sente il rumore di vetri rotti, dovuti al fatto che lui sta entrando illegalmente nella casa. E sì, si spaventa ma non pensa che sia una brutta idea andare a letto con uno che commette effrazione di domicilio. La scena di loro due è molto pudica e romantica, irrealistica, come tutto il resto, ma devo dire molto carina e lui si comporta bene, a parte dire un paio di cacchiate. La bacia sul tatuaggio della farfalla e qui mi ricordo che una delle nonne di una mia compagna di classe, passando davanti allo schermo, disse: “Che schifezze che fanno in tv”. Del resto, mia nonna diceva che non poteva guardare Dragon Ball perché “mi friggeva il cervello”. Troppo tardi, nonna.

E qui la perla che tutte e forse anche alcuni maschi si ricordano: Babi che dice di essere così tanto felice da toccare il cielo con un dito e Step che aggiunge “Io di più, tre metri sopra il cielo”.
Me lo ricordavo giusto, non ci potevo credere, infatti il mio cervello poi ha definitivamente abbandonato la chat. Ho pensato a quel punto quello che Step ha pensato dopo dodici secondi dentro Babi, ovvero “No, Maria, io esco” e ho concluso il rewatch a incredibili quaranta minuti dalla fine. Era passata solo un’ora e dieci e sembravano otto. Il mio problema principale col personaggio di Step e i suoi epigoni belli e dannati è proprio questo: il ragazzo che si innamora ed è buono solo con te e con la cerchia dei suoi amici, mentre è un violento con tutti gli altri, non esiste, prima o poi anche tu diventerai “tutti gli altri” e come pensi che ti tratterà, allora? L’amore vero dovrebbe renderti una persona migliore e se sei buono con chi ti interessa dovresti essere buono in generale.
Ma non è stato questo a farmi abbandonare la visione, quanto il fatto che fosse recitato ai livelli di The Lady di Lory Del Santo, insopportabile per le orecchie.
Nei quaranta minuti che seguono, non ricordo come va il processo di Step, ma neanche mi interessa. Muore Pollo in un incidente durante una delle corse clandestine in moto, al che Babi lascia Step (il quale si sente in colpa per l’amico, perché il loro stile di vita l’ha fatto morire). Tutte noi a piangere come delle fontane, ma la verità è che Babi lo lascia perché lui non ha la grana, tra poco vi dico perché penso questo. Step la vede in macchina con un fidanzato nuovo e capisce che deve andare avanti. E Tiziano Ferro canta a completare il tutto, perché non ci siamo fatti del male abbastanza.

Un accenno ai seguiti
Il plurale potrà stupire anche molti fan più o meno pentiti, ma i seguiti sono due; anche se l’ultimo, fortunatamente, non ha avuto una trasposizione cinematografica (girano dei trailer fan-made ma nulla di più). Segno che l’interesse per questa storia è scemato. Ma un po’ tutti scemano nei seguiti. La colonna sonora di Tiziano Ferro rimane, non preoccupatevi.
Il secondo, Ho voglia di te, non si riferisce al tè al limone, ma alla nuova ragazza di Step, Gin, quindi rimaniamo in tema bevande. Ho solo flash del film e del libro, quindi pietà di me. Del libro mi ricordo nitidamente una scena che già all’epoca, quando ero perfettamente in target, mi fece ridere per i motivi sbagliati. Step è in aereo accanto a una signora e le racconta, senza nessun motivo, tutto il dramma con Babi e l’anziana ha una reazione davvero esageratamente triste alla notizia della loro rottura. Signora, ho capito, ma un po’ di contegno suvvia… Allora questa Ginevra detta Gin, perché Ginevra è un nome normale e non va bene, aveva sempre avuto una cotta per Step (perché, non ve l’ho scritto prima, ma lui era famoso a Roma, senza ragione ovviamente). E, quindi, con un piano pluriennale ai limiti dello stalking, lo conosce, lo segue e ci si mette insieme. Altro che Obsession (recupero anche quello perché sono stufa di roba brutta). Che romantico che sembrava tutto ciò! Mi ricordo che le loro scene intime erano più esplicite di quelle del film precedente. Del resto sia Step che Gin erano pienamente adulti, anche se dai loro comportamenti non traspare. Nonostante questo, Step tradisce Gin con Babi (chi ha letto il terzo libro sa che da ciò nascerà un bambino che Babi terrà nascosto a lui per un sacco di anni, sempre senza motivo). Step riesce a farsi perdonare da Ginevra, sempre ricorrendo allo stalking, quello che piace a lei.
Fun Fact: fu Ho Voglia di Te a lanciare la moda dei lucchetti a Ponte Milvio come simbolo d’amore eterno e non il primo libro. Lo so che non ve ne importa, ma può essere che la sera di Capodanno stiate facendo un quiz letterario e questa sia la domanda chiave per vincere e voi vi ritroviate a cadere dai tre metri sopra il cielo e perdere. Non mi è affatto capitato veramente…


Ricordo ancora una pagina terrificante del mio diario scolastico, in un’incredibile caduta di stile della Comix, in cui compariva uno scritto (penso inedito) di Moccia dove si descriveva l’incontro tra Gin e Babi, dove emerge che si odiavano a morte. Bello, veramente. Da notare come invece le cose realmente interessanti, come l’evoluzione (che corrisponde all’imborghesimento di Step), Moccia non le scrive o le lascia relegate in pochissime righe. Tant’è che nel terzo libro troviamo il nostro Step (Stefano, ma si fa chiamare ancora Step) in versione Amélie, sì quella del film, dove lui si lascia trascinare dai piccoli dettagli della vita, traendone gioia. Scusate, ancora una volta, quando è successo? Stavo nuovamente sbadigliando?
Così Step e Gin vissero felici e contenti finché a Moccia non finirono i soldi e tornò fuori tempo massimo circa una decina d’anni fa con un seguito, di circa 700 pagine dal titolo Tre Volte Te. Non l’ho letto, non lo farò, non sono abbastanza gagliarda, ma ho ascoltato più volte (anche perché uso quel video per addormentarmi) la puntata del libro di melma di Ilenia Zodiaco ad esso dedicata, puntata che mi ha ispirato molto a scrivere questo testo infinito. In sostanza questo libro serve a far rimettere insieme Step e Babi, con delle cose assurde e anche poco etiche che vi risparmio. Vi dico solo questo, a otto anni dalla morte di Pollo, l’amica Pallina consegna a Step una lettera scritta da Pollo prima della gara in cui lui dichiara di volersi togliere la vita e che quindi si era fatto un beverone letale. A parte le ovvie considerazioni di Ilenia, ma c’è un altro dettaglio che rende impossibile la premeditazione di questo incidente. In Tre metri sopra il cielo, si vede chiaramente Pollo che cerca di sistemare il suo motorino, che è scassato e quindi più passibile di incidente.
Molto probabilmente questa lettera non ha nessun senso, ma se proprio lo volete trovare, vi dico la mia ipotesi: serviva a togliere il senso di colpa a Step, che effettivamente aveva ragione di rimproverarsi, ma data la volontà di morire di Pollo, i lettori sono autorizzati a perdonare Step di tutto. Ma la verità è che Stefano Mancini non ha avuto nessuna vera evoluzione e nemmeno Babi che adesso può stare con lui, perché ha i soldi e quindi è ok. Caro Moccia, sappiamo che non è vero e abbiamo gli screen.
Perdonate la lunghezza, ma mi sentivo a disagio, no di più, tre metri sopra il disagio.
Spero di aver rinverdito i vostri ricordi o di aver allargato le vostre frontiere del brutto,
Con Affetto, la vostra Gagliarda.


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