epa09840459 Swedish writer Camilla Lackberg presents her new thriller 'The Mentalist' in Madrid, Spain, 21 March 2022. Lackberg wrote her latest work in collaboration with Swedish body language and non-verbal communication expert Henrik Fexeus. EPA/Victor Casado

La sirena (Camilla Läckberg)

DI ELODIE VUILLERMIN

Vi ricordate di Christian, l’amico di Erica che fa il bibliotecario e stava lavorando su un libro? Be’, il suo desiderio di scrivere ha messo in atto qualcosa. L’uomo riceve sempre più minacce di morte, sotto forma di biglietti accompagnati da mazzi di gigli bianchi. Intanto viene ritrovato il cadavere di un suo vecchio amico. Secondo Patrik e la sua squadra, c’è un collegamento. Inizia quindi un’indagine che va a scoprire le radici di una storia oscura e inquietante, vecchia di 37 anni.

Intanto Erica e Anna si ritrovano incinte: la prima di due gemelli, la seconda di un figlio solo. Martin è in congedo parentale part-time, per occuparsi della figlia. Annika si appresta ad adottare una bambina. Tutti sono in attesa di nuovi cambiamenti, insomma.

Il fuoco tra Erica e Patrik, la fiamma del loro amore, divampa ancora. Tornano a lavorare sui misteri di Fjällbacka con la stessa arguzia e con un’intesa incredibile. Destreggiarsi tra l’indagine, la figlia e due gemelli in arrivo è stancante per entrambi. Soprattutto per Erica, che non può fare a meno di ricordare il periodo angosciante trascorso dopo la nascita di Maja. I venti della vita soffiano su quella fiamma, minacciando di spegnerla. Eppure continua a bruciare.

Tornano Paula e anche il cane Ernst, diventato a tutti gli effetti la mascotte della squadra. Fa una breve comparsa anche l’altro Ernst, che si rivela fondamentale nella risoluzione del caso. Ci sono nuove e interessanti dinamiche, come l’intesa madre-figlia che si è finalmente stabilita tra Anna e Belinda.

Mellberg fa ufficialmente parte della famiglia di Paula, da quando ha aiutato Johanna a partorire. Rita gli piace, si vede. E gli piace ancor di più occuparsi di Leo, figlio di Paula e Johanna. Dopotutto al piccoletto serve una figura maschile come punto di riferimento ed è più che contento di farlo. Cambiare il pannolino al bimbo o portarlo a passeggio risvegliano in lui un lato tenero che ci fa piacere. Il suo lato volgare, vanitoso e ridicolo rimane, anche se più mitigato rispetto a prima.

Ma passiamo al vero protagonista di questo libro: Christian. Conosciamo a fondo il suo passato e vediamo come pian piano l’innocenza infantile e la speranza si disintegrano, sostituite da odio, gelosia, gelida indifferenza, rimorso e disperazione. Tutto per aver rincorso l’affetto di una donna che non lo ha mai amato realmente. Arriva a farci pena anche in momenti in cui dovremmo essere inorriditi, come quando tenta di uccidere la sorellina (la famosa Sirena) nella vasca da bagno. Non solo i personaggi sono ambigui, ma la Läckberg si diverte a far sentire noi stessi ambigui.

Da adulto Christian sente la necessità di far uscire quello che sente, di scrivere della Sirena. Non gli interessa fare critica sociale, raggiungere la fama o trattare messaggi nascosti: vuole solo parlare della sua vita, più che altro per mettere una pietra sopra tutte le colpe, i dolori e i rimpianti in maniera definitiva. La sua è una storia di dolore e sopravvivenza, eppure gli altri non lo capiranno mai. Ma il suo gesto, piuttosto che disinnescare la bomba nel suo petto, la fa esplodere. Il passato che intendeva seppellire, con cui voleva fare pace, risale dalla tomba. Christian intraprende così una lunga discesa nella follia e nei ricordi. Viene risucchiato da una spirale soffocante e claustrofobica, fatta di minacce sempre più tetre, dalla quale non sembra esserci via di fuga. Perde sempre più il contatto con la realtà. È vittima e carnefice allo stesso tempo, pur non sapendolo.

Come l’indagine precedente, La sirena è una storia di colpe, di segreti taciuti, di vergogna sepolta dietro le apparenze. Ognuno dei personaggi coinvolti nella storia di 37 anni fa ha provato a costruirsi una vita normale e serena sulle macerie di quella di un altro. Di conseguenza le loro esistenze sono risultate fragili, scricchiolavano e (nel peggiore dei casi) sono crollate.

Christian perde sempre più autocontrollo e non riesce a gestire la famiglia che si è creato (non per amore, ma per pura convenienza). Prova a tenere i bambini lontani da sé, in modo che la Sirena non glieli porti via, ma sin dal momento in cui ha provato affetto per loro ha intrapreso una strada senza uscita, quella della condanna. Sembra adulto, ma in realtà è rimasto lo stesso bambino pauroso che soffocava la tristezza ingozzandosi e che veniva bullizzato. Non riesce a perdonare sé stesso per aver fatto del male alla sorella, l’unica che lo abbia sempre amato nonostante abbia tentato di ucciderla per gelosia.

Magnus ha lasciato un vuoto a casa sua. Sua moglie si è indebolita al punto che sono i figli a sostenerla, da sola non ce la fa. E i bambini sentono la mancanza della figura paterna che li ha visti crescere e li ha incoraggiati in ogni modo possibile. Lo conosciamo solo per pochi istanti prima della sua morte, eppure ci fa pena, nonostante gli sbagli che ha commesso. Come Christian, non riesce a non pensare al male che ha fatto. È colui che prova più rimorso di tutti, per questo ha sentito la necessità di affrontare il problema dopo tanti anni, anziché nascondersi. Anche se questo gli è costato la vita.

Kenneth ha una moglie malata di cancro. Cerca di essere forte per entrambi, ma il pensiero di perderla rende difficile le cose. Fugge dall’inevitabile e lo rimanda in continuazione. Perché lui è un vigliacco, lo è sempre stato fin da ragazzino. Ma quando finisce vittima di un attentato della Sirena, capisce che la sua ora è arrivata. Che deve smettere di correre. E lo accetta quando ormai non ha più niente da perdere.

Erik ha costruito attorno a sé un’immagine da uomo di successo, superiore agli altri, ma questo ha avuto un caro prezzo: si è ritrovato solo e senza nessuno con cui possa davvero confidare i suoi timori. Cerca di controllare la sua vita, ma questa gli sfugge dalle mani come se fosse acqua e non riesce a trattenerla. La moglie, che tradisce regolarmente, gli dà filo da torcere a ogni occasione, sabota la sua immagine di perfezione e lo mette in imbarazzo come può. La sua amante è rimasta incinta e intende rovinarlo se non darà il suo contributo economico al bambino. Quando sono gli altri ad avere in pugno lui, si sente sperduto e confuso. Quando la faccenda della Sirena si fa troppo pericolosa, preferisce scappare piuttosto che fare i conti con tutte le colpe di cui si è macchiato. Alla fine è lui il vero vigliacco, ancora più di Kenneth.

Nessuno sa mai tutto di un’altra persona. Neanche di quella che ama e con cui divide la vita.

(La sirena, Camilla Läckberg)

È il principio a cui l’autrice mantiene fede in questa saga, senza mai vacillare. I suoi personaggi hanno molte caratteristiche e peculiarità, sono ben definiti, a tutto tondo. A ogni libro ti sembra di vederli come nuovi. Credi di conoscerli, eppure ti sorprendono sempre e in modi ogni volta diversi.

Continua a dare importanza ai rapporti umani. Sa trattare temi complicati: disturbo dissociativo della personalità, schizofrenia, bulimia, disabilità mentale, bullismo. Siamo ben calati nel disagio di Christian, nel suo inferno interiore. Ci sembra quasi di vedere i fantasmi del passato che lo perseguitano, come se avessero una forma fisica.

La Läckberg si rinnova ogni volta con i casi di omicidio e i misteri di Fjällbacka. Non è mai scontata. Riesce sempre a farti sentire il vuoto dentro, a darti brividi di paura, a farti sprofondare nelle sabbie mobili del disagio. Ha l’ottima capacità di inserire l’inquietudine e il senso di pericolo anche nel momento più quotidiano. “È maestra nel mescolare scene di serena intimità domestica all’orrore di delitti efferati“, scrive The Guardian. Per lei i piccoli inferni strisciano sotto la superficie di apparente tranquillità, si celano anche dietro le figure più innocue e gentili. Non fidarti mai delle apparenze. La Läckberg è fanatica della sostanza.

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