Eternity (2025) di David Freyne: Amore o Felicità? Il Significato del “Per Sempre”

DI ALBERTO GROMETTO

Per sempre felici e contenti. Finché Morte non ci separi. Da qui all’eternità.

Quante volte ricorre in quello che pensiamo, facciamo, diciamo — perfino nelle stesse piccole espressioni che usiamo — questa idea folle e impossibile del “per sempre”? Ma l’eternità, per come la viviamo Noi Umani mortali, non vale davvero per l’eterno. Ma solo fino a quando la Signora con la Falce non sopraggiunge. Quando diciamo cose come “sempre e per sempre”, è chiaro a tutti invece che una Fine ci sarà. Perché siamo tutti solo di passaggio. 

Cosa ci sia dopo i titoli di coda, il sipario, i fuochi d’artificio non si sa. Di certo non con esattezza. Nessuno può saperlo veramente. Si può scegliere di credere. E poi quel che sarà, sarà. Dunque pure il per sempre ha una data di scadenza. Ma se invece dopo quel per sempre, quando sloggi anzitempo da questo Mondo, qualcosa dopotutto ci fosse davvero? Non è che forse allora devi veramente tener fede ai vari “per sempre” che hai promesso in Vita e ti tocca tener loro fede per sempre… ma veramente, per sempre???

Quell’uomo straordinario che è oramai un carissimo amico della nostra realtà – il Maestro GIULIO BASE – e che è giusto e sacrosanto venga considerato alla stregua di un Eroe Cinematografico, sceglie di aprire il 43esimo TORINO FILM FESTIVAL, che dirige, con un capolavoro. Badate bene: non un bel film o un’opera emozionante. Ma un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Anche Direttore del precedente 42esimo TFF così come del 44esimo che ci attende l’anno venturo, Base decide di dedicare la serata inaugurale d’apertura del festival, tenutasi VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2025 presso il TEATRO REGIO DI TORINO, a quello a cui ha dedicato l’intero evento, oltre che la sua stessa esistenza: l’Amore. Per il Cinema? Certo, ma deve essere ben chiaro che amare il Cinema significa amare la Vita e viceversa. Perché il Cinema nasce per raccontare Storie e le Storie narrano la Vita. La superano, sempre, a mio modo di vedere. Ma senza la Vita – qua sta il controsenso pazzesco – non esisterebbero le Storie.

(Insieme al Maestro Giulio Base, in occasione di quel magico momento indimenticabile che fu la serata inaugurale d’apertura del 43esimo Torino Film Festival presso il Teatro Regio, e al quale il Comitato di Redazione manda i suoi più sinceri ringraziamenti dal profondo del cuore)

Ad applaudire e ridere (spassionatamente!) e commuoverci e rimanere sbigottiti e perdere il fiato per quanto sia stato emozionante questo capolavoro di film, a quella serata, lì, c’eravamo anche Noi. C’era anche MERCUZIO AND FRIENDS, invitato a prendere parte all’inaugurazione del TFF. E già sapevamo che il Maestro Base avrebbe meravigliato, certo. Ma che il film d’apertura sarebbe stato il geniale capolavoro che si è rivelato, quello proprio no! Un film – targato A24 (tra le più straordinarie case cinematografiche della Storia!) – che parla d’Amore ma anche d’Eternità, al punto che si intitola proprio così: ETERNITY

L’Amore e l’Eternità stanno sempre insieme, no? L’idea d’Amore ha in sé quella d’Eternità chiaramente, no? Se ami, ami per sempre… no? Ma ne siamo davvero sicuri? Eternità ed Amore coesistono davvero? Talvolta non capita che l’Amore finisca? Oppure spesso non si dice che l’Amore non basti? Perché non sempre basta a tenere in piedi qualcosa che è destinato a finire in ogni caso, no? O ancora, succede che sia la Vita a finire, e l’Amore viene via con chi se ne va. Oppure no? Chissà come funziona!

Molti lo definirebbero un film romantico, ma lo è veramente? Forse sì, ma d’un romanticismo vero e autentico, non quello infiocchettato, rosa, tutto nuvolette e fru fru. Al centro vi è una coppia. Giovane, bella, innamorata? No no, trattasi anzi di due anziani coniugi con tanto di bisnipoti, sposati da 65 anni, raggrinziti così come raggrinzito è il loro amore. Ma ci sarà mai stato amore fra loro? Quasi non si direbbe, a vederli a bordo della loro macchina battibeccare un pochetto. Una scena che conoscono tutti, e che non ha niente di romantico, ma solo uno stantio quotidiano. Lei positiva e ridente, lui brontolone e cinico. Cos’hanno in comune? Come si sopportano ancora? E questo sarebbe Vero Amore??? Poi succede che ad un party al quale lui non voleva assolutamente andare, quello si strozza con dei pretzel e… e muore! Stop, basta, finito il film? 

No, il film no, solo la Vita. Perché il nostro accigliato e cupo protagonista si ritrova… all’aldilà! Niente nuvole celestiali o fiamme infernali, però. Piuttosto una specie di stazione dei treni mista ad un centro commerciale. Quasi un ufficio di collocamento, si potrebbe definire. E dove tutti quanti tentano di… vendere! Vendere cosa? Un tipo diverso di eternità. Esatto, sei tu che sei morto a scegliere come trascorrere il resto dei tuoi giorni. Solo che il resto dei tuoi giorni è “per sempre”. E questa volta intendo per sempre nel vero senso della parola: l’eternità, senza limiti di Tempo. Il Tempo non esiste più. Sei Tu che stai per sempre da qualche parte. E di eternità ne esistono a bizzeffe, di tutti i tipi: da quelle assurde e strane e strampalate passando per quelle storiche fino ad arrivare a quelle più gettonate, di norma “vacanziere”. Esatto, puoi scegliere di trascorrere tutta la tua vita in montagna così come al mare, oppure anche in una Parigi alternativa propria degli anni ’30 senza Nazisti, o ancora in una realtà permeata di capitalismo! Insomma: ce n’è per TUTTI i gusti, dico sul serio! 

Però c’è un però bello grosso: una volta fatta la tua scelta, non puoi tornare indietro. Mai più. Sei lì, nella tua eternità, in eterno. Per l’appunto: per l’eternità. L’idea è quella che tu che sei morto debba fare una scelta vincente, sicura, giusta e che quello sia il tuo “per sempre felici e contenti” senza possibilità di riconsiderazione, o ripensamento, né riesame. Capite che è un pochettino asfissiante e ansiogeno come scenario, vero?

Al nostro però interessa poco dove andare, ma piuttosto con chi andare. Ed è anche quello che dice alla sua CA. Voglio aspettare mia moglie prima di andare, le dice. Oh, se vi chiedete cosa sia un CA: Coordinatore Aldilà. Esatto, proprio come in una sorta di aeroporto ad ognuno viene assegnato un esperto competente professionista del settore che aiuta a compiere con serenità la scelta. Teoricamente a tutti viene assegnata una settimana di tempo per poter decidere, anche se a dire il vero gli indecisi possono rimanere in quel limbo/stazione quanto vogliono, anche perché poi dopo quella decisione non ce ne sarà un’altra. L’eternità è l’eternità!

(CA a rapporto!)

La Coordinatrice Aldilà del nostro protagonista, interpretata dall’irresistibile e spassosissima attrice Premio Oscar DA’VINE JOY RANDOLPH, è una tipa esuberante ed entusiasta… ma non troppo romantica! Gli dice di non fissarsi con la moglie. Che dovrebbe essere contento piuttosto del bell’aspetto giovane che ha riacquisito morendo. Ah sì, nota bene: una volta morti, torni ad avere le sembianze che avevi nel momento in cui sei stato più felice… nel caso del nostro protagonista si tratta di quando aveva 35 anni, però per paradosso un novantenne nell’aldilà può tornare ad avere 9 anni, se è a quell’età che ha vissuto il momento più felice della sua esistenza. Lei gli fa notare che tornando giovane, ora “il pacco” gli si rizza di nuovo. Ma al nostro la cosa che interessa davvero è stare con la moglie, e basta. Noi sconsigliamo di passare la propria eternità con quelli con cui si è trascorsa la Vita, dice la sua Coordinatrice Aldilà. Come dire: Si è morti, è tutto finito, vivetelo come un nuovo inizio e ricominciate, chissenefrega di quello che avevate prima! Ve l’ho detto che questo era un film romantico senza esserlo per niente.

Amore e Romanticismo quante volte hanno davvero a che fare l’uno con l’altro? Noi abbiamo questa idea – forse non proprio giusta? – che si è innamorati quando ci si bacia al chiaro di Luna e gli uccellini cinguettano e i cuori battono all’unisono… ma forse l’Amore è un’altra roba. Forse c’è il Vero Amore, che è quello delle favole, durante le quali i Principi Azzurri baciano le loro Biancanevi addormentate per poterle risvegliare. E poi c’è l’Amore Vero. Che magari può essere due vecchie prugne raggrinzite che ancora non si sono assaltati alla giugulare dopo oltre 60 anni.

Brontolone musone negativo da anziano e anche adesso che ha “di nuovo” 35 anni è rimasto tale e quale. MILES TELLER è un attore le cui doti sconfinate e il cui talento immenso ci sono ben noti, e le sue performances son sempre memorabili. E questo vale anche per il suo protagonista in questo gioiello qua, al punto che ci sembra impossibile immaginarci qualcun altro al suo posto. Indimenticabile! E ci fa davvero strano che un individuo del genere – che nulla ha di romantico e che sembra tutto tranne che il Principe Azzurro delle favole – possa voler a tutti i costi stare con sua moglie per sempre. Ma così è. 

Poi accade, e non troppo tardi, che anche l’anziana moglie “lo raggiunga”. Ma lo raggiunge davvero? Lei si trova lì a suo malgrado, non è che lo raggiunga veramente. Insomma: chi ce lo dice che lei voglia davvero stare con lui? Finché Morte non ci separi, dicevano le promesse. E la Morte li ha separati. Per carità, la protagonista impersonata da una splendida e assolutamente grandiosa ELIZABETH OLSEN forse avrebbe davvero deciso di trascorrere la sua eternità in eterno con quel borbottone del consorte. Se non fosse che… che fa capolino lui! CHI?

Il Principe Azzurro, quello vero. L’Uomo Dei Sogni. Mister Perfezione! Interpretato da un magnetico e fenomenale CALLUM TURNER. Lei è stata sposata a suo marito per 65 anni, questo sì, ma ne ha avuto un altro, per molto – MOLTO! – meno tempo, prima di lui. Era il Grande Amore della sua Vita, quello vero (?), dal quale è stata separata dalla più tragica delle sorti: la Morte. Guerra di Corea, già. Ebbene, quel tizio che le aveva fatto provare prima di chiunque altro – e forse meglio di chiunque altro dopo? –  cosa significasse essere innamorati, l’ha aspettata. L’ha aspettata 67 anni. Non ha scelto alcuna Eternità, anche se sarebbe stato più facile. Non senza di lei. Lui ha pazientemente, estenuantemente, incrollabilmente aspettato che lei vivesse tutta la sua vita col secondo marito e i figli e i nipoti e i bisnipoti, senza di lui. Che si facesse e avesse dei ricordi, senza di lui. Che invecchiasse senza di lui. Ma ora lei è arrivata. Finalmente arrivata. Per stare con lui. Perché… starà con lui, giusto?

Ebbene sì, ora son ca… cavoli amari! Perché lei ha vissuto un’intera vita senza quel suo grande amore grandioso e perfetto e romanticissimo a cui ha dovuto dire addio disgraziatamente così presto e così dolorosamente. E invece si è ritrovata a passare decenni interi accanto al tizio che è stato il suo “tappabuchi”. La scelta di ripiego. E del resto sembra avessero già discusso, in vita, su questo, lei e il secondo marito. Ripeto: secondo… anche se al secondo marito non piace essere definito “secondo” e preferirebbe “attuale”! C’è da dire che però con quel lagnoso là ci ha passato insieme più di sei decadi, significherà pur qualcosa… no? Mai più lei avrebbe pensato di dover scegliere fra i due. Però ora è questo quello che le viene chiesto. E se sembra logico e scontato che debba vincere l’Amore, sopraggiunge in lei e in noi una grandissima confusione mentale su… su cosa sia effettivamente l’Amore! 

Ci si scompiscia addosso dalle risate senza freni, ci si emoziona alla grandissima, ci si commuove teneramente dinanzi ad un film che ti fa provare veramente di tutto: merito d’un cast attoriale strepitoso e che ha un’alchimia incredibile, d’una pazzesca sceneggiatura più-che-brillante ma assolutamente geniale e che reca la firma di PAT CUNNANE e dello stesso regista DAVID FREYNE, d’una messinscena che vanta una forza visiva e una qualità estetica ineguagliabili e… e di quello che ti porterai dietro – IN ETERNO – dopo aver applaudito a questo film. E così, insieme ai due CA che seguono l’intera vicenda – non solo Da’Vine Joy Randolph ma anche il collega JOHN EARLY che rappresenta una perla dentro una perla tanto è sensazionale nel suo farci sbellicare a crepapelle – rimaniamo col fiato sospeso fino all’ultimo frame chiedendoci come andranno le cose. Mai ci dimenticheremo di quella visione. E mai ci scorderemo di quando il Caro Maestro GIULIO BASE, a visione ultimata, ha presentato personalmente a Noi della Redazione lo stesso regista e cosceneggiatore David Freyne, al quale abbiamo potuto esprimere il nostro più appassionato entusiasmo!

(Insieme al simpaticissimo e brillante regista e cosceneggiatore David Freyne in occasione della serata inaugurale d’apertura del 43esimo Torino Film Festival tenutasi presso il Teatro Regio di Torino, col quale abbiamo chiacchierato piacevolmente a seguito della visione del suo gioiello, e che abbiamo ringraziato per averci fatto dono di un vero capolavoro!)

Ma alla fine la domanda rimane: lei, che sceglierà l’Amore, chi sceglierà? Sceglierà la persona con cui è stata davvero Felice e che la ha fatto provare la vera Felicità, giusto? Ma siamo veramente sicuri sia questa la scelta giusta?

Amore e Felicità non sono la stessa cosa. Talvolta coincidono, è vero, ma il più delle volte per nulla. Amore è sofferenza, dolore, tormento, ossessione, patimento. È stare male. Cosa c’entra tutto questo con la Felicità? Proprio nulla. Essere felici è bello, è fantastico, è una cosa felice essere felici! Ma l’Amore è un’altra roba, e non ha a che fare con lo stare bene. Ha a che fare piuttosto con lo stare insieme. E stare insieme spesso è qualcosa che ti capita. E che forse nemmeno avevi cercato. Ma poi ti succede, e non ha più così tanta importanza che non era quello che desideravi. Conta che c’è stato. Che c’è. E che forse ci sarà sempre e per sempre. Perché magari non ti renderà felice come avevi immaginato, ma ti darà un senso. E non potrai più farne a meno. E quello stare insieme, e che magari eri convinto fosse stato un accontentarsi, forse invece diverrà ciò che t’ha regalato quanto di più bello e grandioso potessi mai sperare di avere nella Vita, e anche oltre. E forse – dico forse – tutto sommato, questa cosa qui è eterna. Questo forse è il vero “per sempre”.

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