DI GIOSUE’ TEDESCHI
Qualche volta facciamo cose cattive per le persone che amiamo. Non significa che sia giusto, ma che l’amore è più importante.
All’apertura della quarta stagione sembra che si sia stabilizzato il nostro Joe. Non è in una relazione e cerca anzi di starne alla larga. Pare abbia capito che non può evitare di essere ossessivo con le persone e quindi fa di tutto per starne il più distante possibile. Ha un lavoro tranquillo come professore universitario e una vita tranquilla in una casa di periferia. C’è solo un problema, anzi due. La finestra che dà sull’appartamento di fronte, rigorosamente senza tende. E alcune compagnie che lo riportano inevitabilmente a immischiarsi in un gruppo di amici che finirà col distruggere. Non è neanche più uno spoiler a questo punto.

Gli manca il puzzle. Qualcuno da risolvere. Tu. Come sempre. Come già visto in moltissime altre storie non c’è nulla di più pericoloso di un uomo con un obiettivo, e se proprio dobbiamo dare un merito a Joe è che è instancabile. A questo punto penso faccia parte della sua psicopatia perché è impossibile che una persona normale abbia quel livello di attenzione e dedizione costantemente, anche se si parla di ciò che ama.
Forse è anche merito del fatto che è così bello farsi i fatti degli altri, quando gli altri sono qualcuno di interessante.
E Joe ci ha provato a stare lontano da quella gente, ci ha provato davvero. Almeno secondo lui. Uno dei grandissimi meriti di questa serie, tra gli altri, è che ha una trama davvero coinvolgente. Per quanto lo schema sia semplice e ripetuto tra le stagioni non diventa mai ripetitivo. Ci mettono sempre il pepe sulle situazioni e mi piace questa cosa.
A questo punto possiamo anche ammettere, per favore, che la parte migliore di questa serie è guardarla per sentirsi come lo psicopatico di turno. È bello vedere qualcuno che fa quelle cose che tutti ogni tanto abbiamo desiderato fare, e che non solo le fa ma ne esce pulito.
È bello vedere che tutte quelle persone cattive ricevano una punizione, con tutti i problemi morali del caso ovviamente. Ci distrae però dal fatto che Joe è una di loro.
Quindi alla fine è solo un poliziesco ben scritto? Sì e no. Magari un esperto di polizieschi darebbe una risposta diversa, ma per come la vedo io la parte psicologica è così più preminente della parte investigativa che il genere poliziesco lo tocca coi guanti della scientifica. Non si avvicina più di tanto se non per prendere dei campioni da studiare in laboratorio sotto luci più scientifiche. In un buon poliziesco non hai il detective che gira a caso cercando risposte, quello è un “che”, non un “come”. È il “come” che lo rende interessante.
Con Joe da sempre parliamo di una fissazione, dell’amore per qualcuno che non potrai mai comprendere fino in fondo. Il narratore vuole connettersi, per conoscere ed essere conosciuto. Ecco perché stalkera uno sconosciuto. Perché le parti di te che non conosci sono sempre le più interessanti, anche se a volte fanno paura.

Alla fine però anche Joe è umano, e come tutti vuole solo un amico. Però chi mai potrebbe essere davvero amico di uno come Joe?
La risposta è facile a pensarci bene, e costituisce uno dei punti centrali della serie, dopotutto è inevitabile ammirare la mente che parla con sé stessa. Aveva così bisogno di un amico che l’ha immaginato. Si è dissociato da sé stesso, non poteva fare altrimenti. Dopo tutto quello che ha fatto sopportare al suo cervello non aveva altre possibilità.
Forse vuol dire che il punto non è mai stato non uccidere, solo riuscire a farlo bene? Oppure significa solo che è il lato oscuro che vince? Di certo il lato oscuro è qualcosa che è in tutti noi e che di solito riusciamo a tenere a bada. Joe anche nella sua vita perfetta non è davvero felice, ha ancora bisogno del suo amico immaginario. Forse non potrà mai essere davvero felice senza accettare il suo lato oscuro.
Per una lettura più cinica potremmo dire che ha ingannato tutti per così tanto tempo che alla fine è arrivato a ingannare anche sé stesso. E ha finito con l’uccidere anche sé stesso, come tutti quelli che aveva ingannato prima. Solo che non è morto. E ora è inarrestabile.


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