Mercoledì – Ecco cosa ne penso dopo aver guardato la serie

DI GIOSUE’ TEDESCHI

Di certo non sono stato uno dei primi ma alla fine anch’io ho guardato, quando l’hype si stava già spegnendo, «Mercoledì». Posso dire che non si è rivelata essere nulla di diverso da quello che mi aspettavo per una serie con questo tipo di successo. 

E’ una bella serie a cui si possono muovere poche critiche, che possono essere tutte riassunte in una: è studiata a tavolino.

Il che va bene in realtà. E’ un prodotto commerciale e bello da guardare, nulla di più. Quindi non avrà un posto tra le perle della serialità, per quanto mi riguarda. Di certo però troverà spazio in un’antologia sulla scrittura per il piccolo schermo. 

Iniziamo parlando di Mercoledì, ben interpretata. 

Per quanto sia l’immagine dell’ingegno poliedrico conduce l’indagine, per trovare il mostro assassino, in modo pietoso. Possiamo accettarlo se lo imputiamo alla giovane età, o al fatto che è solo una ragazza in una nuova scuola e per quanto non le faccia piacere ammetterlo ha anche altre cose a cui pensare. 

E’ anche vero che il mio livello minimo per un’indagine ben fatta è quello di Sherlock, tutto il resto mi pare banale e superficiale, quindi forse non faccio testo.

Molto coinvolgente vedere come non abbia mai paura. Ti porta in situazioni in cui tu non andresti mai a metterti con la faccia più seria e rilassata di sempre. Sei letteralmente forzato a seguirla con la telecamera quando per tutti gli elementi di contesto vorresti girarti e andartene, un bell’effetto a mio parere. 

Si apprezza che scriva tutte le sue avventure, ottimo stimolo anche a dire che la scrittura fa bene all’anima e dona chiarezza di pensiero. Scadente la parte in cui Mercoledì viene rianimata dal fantasma del passato. Perché? Che senso ha? Da dove spunta sto potere? Troppo deus ex machina. 

Poi c’è Tyler, il ragazzo carino dalla vita semplice che però nasconde un oscuro segreto. Fa il paio con l’erborista: lei è quella normale dentro la scuola e lui è quello strano fuori. 

Ha una difficile relazione col padre che lo ignora sempre – un po’ di issues che non fanno mai male – e infatti si fa controllare dall’unica figura femminile che gli dà ascolto. 

Ottiene però una medaglia all’onore per essere riuscito a conquistare la fiducia di Mercoledì, cosa che nessuno era riuscito a fare. Come ha fatto? Insiste un po’ certo, ma soprattutto lascia che sia lei a venire da lui. Ottimo prontuario per flirtare con doppi fini – tipo mangiare la gente. 

L’amica lupo mannaro che vuole solo farsi i fatti suoi in pace è un’ottima aiutante per fare risaltare ancora di più l’ambiente tetro e distorto in cui è cresciuta Mercoledì. Bella anche la critica ai genitori che hanno troppe aspettative sui figli. Ma soprattutto mi è piaciuto che si accetti così com’è.

Xavier, il pittore che dà vita ai disegni, è un bel ragazzo, non c’è che dire. E’ stato bravo a non perdonare Mercoledì su due piedi dopo che lo manda in prigione, sembra ovvio ma non lo è. Ci piace meno la relazione strana che ha con la sirenetta. 

La Sirenetta, quella con la famiglia disastrata, che non sa mai se fidarsi delle persone che stanno con lei. Anche qui un po’ di insicurezze che avrebbero potuto trovare più spazio nella serie, a mio parere. Sarebbe anche stato bello vedere come queste hanno influito sulla relazione fra lei e Xavier. 

Così rimane un’antagonista femminile un po’ piatta – fatto salvo per la situazione con la famiglia, che tuttavia compare solo nel penultimo episodio. Dovrebbe rappresentare ciò che Mercoledì potrebbe diventare, anche in base al fatto che sono entrambe spaventosamente talentuose? Forse.

Tutta la Famiglia Addams spinge affinché si integri nonostante lei faccia resistenza a prescindere, senza capire niente. Classica adolescente. Da notare che serve una famiglia così strana per accettare la propria figlia per come è. 

Per il resto rimane un po’ ai bordi della vicenda, ma non dà fastidio in quanto non sono loro i protagonisti. Sembrano un po’ troppo calzanti a pennello per la storia vecchia con l’uccisione del tipo e allo stesso tempo troppo disinteressati alla situazione della figlia nonostante a quanto pare sappiano cosa sta succedendo – anche se lei non dice niente. 

La psicologa sembrava un bel personaggio, invece è un’idiota che vuole fare gli schemi, è certa di poter far parlare tutti e di capire tutti. E poi ci muore inutilmente, un personaggio secondario molto irritante. 

L’erborista della scuola che controlla il mostro è stata bravissima a tenere un basso profilo – anche se per lei era facile perché compare molto poco. Chiaramente è sempre quella che ha a che fare con le piante velenose – come ha fatto Mercoledì a non collegare i due veleni? Bah!

La Preside della scuola doveva morire? Era un bel personaggio ed è stato molto triste lasciarla andare così. Perché ha coperto la morte del primo alunno? Non lo sapremo mai.

L’antico male supremo era creato proprio per la storia. Ha fatto la sua scena senza infamia e senza lode.

Infine la Mano – Cosa. Grandissima spalla comica. Comico per una mano essere la spalla comica. Brutto momento quando viene pugnalata, ci hanno tenuti tutti sulle spine mentre veniva rianimata. Penso sia un po’ brutto chiamarla Cosa. Si meriterebbe un nome migliore. 

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