Il primo è un uomo perfetto e aitante ed elegante e di successo e sempre in forma smagliante tanto da sembrare Superman. E soprattutto è impostato all’ennesima potenza!
Il secondo è bizzarro, stravagante, eccentrico e decisamente sopra le righe: più un buffonesco clown cialtronesco che un avvocato!
Quasi due opposti naturali, si potrebbe dire. E invece viene fuori che l’impeccabile Howard stravede per Jimmy/Saul/Comunque-Voglia-Farsi-Chiamare. Al punto da offrirgli di lavorare insieme a lui. Al punto da volergli bene.
Beh, piccoli improvvisati lestofanti dovrebbero anelare alla stima e all’amore di un uomo «all’apice» come Howard. Ma non SG!!! Il quale non solo rifiuta l’offerta, ma lo fa prendendolo in giro, maltrattandolo e umiliandolo nel peggiore dei modi. Perché?
In questa quinta stagione Saul è veramente Saul: manipolatore e ricattatore come non mai e ben contento di esserlo; rimedia clienti molto poco raccomandabili e nei modi più biechi; mette in pratica tutti i trucchetti e gli inganni del caso per poterla sfangare in qualsiasi modo. E la sua terribile tendenza a infilarsi nei guai si fa sempre più accesa e pericolosa. Lui, l’uomo dalla lingua inarrestabile, è proprio anche per questo l’uomo che fa al caso… loro! Ma loro chi? Gli Uomini del Cartello!
Sì, esatto. Non stiamo più parlando solo di piccoli ladruncoli da quattro soldi o teppistelli di quartiere. Ma criminali, quelli veri. «Alcune persone stimolanti», così li definisce Saul. E non è solo la sua lingua che lo porterà da loro. Ma il fatto che lui possa fare qualsiasi cosa, davvero qualsiasi. Niente può fermarlo, di sicuro non valori come l’etica o la morale o la dignità: non ne ha! La sola cosa su cui non transige è il pagamento, il resto gli va bene tutto!
Bisogna dare qualcosa per avere qualcosa, questo Goodman lo sa bene. Se vuole essere profumatamente pagato, deve essere ben disposto a mettere a repentaglio la sua incolumità e quella delle persone che gli stanno intorno. Soprattutto deve saper chiudere gli occhi quando davanti ha le vittime dei suoi clienti, vittime vere di criminali veri. Ma finché lo riempi di soldi, non ci sono problemi! Giusto? Finché lo paghi, puoi chiamare Saul ogni volta che vuoi! Dico bene?
Questa quinta season rappresenta inoltre il momento nel quale finalmente si rincontrano due personaggi e le loro storie, rimaste su binari piuttosto separati dalla seconda stagione in poi. Saul e Mike, portati in vita da due giganteschi Bob Odenkirk e Jonathan Banks, si ritrovano e le loro vicende si riallacciano l’una all’altra. E fondamentalmente viene fuori che quei due… che nei fatti lavorano con criminali che commettono azioni criminali e fanno cose da criminali… sono pure, prima di ogni altra cosa, esseri umani. E anzi, forse è proprio perché sono esseri umani che fanno errori di questo tipo.
E in effetti tutti i personaggi di questa serie, pur commettendo azioni delle più gravi e nefaste, sono umani. Lo è il povero Ignacio Varga detto “Nacho”, il quale sembra essere finito in questo mondo senza nemmeno rendersene conto e cerca di fare il possibile per poterne uscire, ma non ci riesce e probabilmente non ci riuscirà mai. Lo è Kim, innamorata di Jimmy McGill, e che continua ad esserlo anche quando questi diventa Saul e si fa protagonista dei peggiori sotterfugi possibili. Ma lei continua a stargli accanto, lei che non ha mai avuto una casa vera da ragazzina, e spera di trovarla in lui. Lo è pure quel robot freddo e senza cuore di Gustavo Fring alias“Gus”, che spiega chiaramente perché fa tutto quello che fa. E non è per crudeltà o spietatezza o avidità. Ma per una ragione molto umana: la Vendetta. Perché un giorno gli hanno tolto la cosa più cara che avesse al mondo. Una persona, per l’esattezza.
Quasi sempre la cosa più cara che uno ha, a questo mondo, è una persona.
Ma la verità è che non è che siccome uno è un essere umano, le terribili azioni che commette diventano meno orribili. «Deve farti sentire piuttosto bene. E questo tuo bel gesto dovrebbe forse pareggiare i conti? Compensare tutte le altre cose che hai fatto?» chiede Mike a Gus, riferendosi all’azione di filantropia portata avanti da quest’ultimo, il quale freddamente risponde: «Non compensa niente di niente: Io rimango quello che sono».
Mike fa quello che fa perché vuole che la sua famiglia stia bene. La sua famiglia è la sua ragione. Lui ha quasi finito il suo tempo qui su questa Terra. È vecchio, oramai. Ma vuole sapere che la sua famiglia starà bene. Questa è una cosa bellissima e umana. Ma quello che fa perché la sua famiglia possa stare bene, beh, è quanto di meno umano possa esserci. E questo Mike lo sa. Ed è per questo che Mike sarà un duro super-duro che non ha mai paura di niente quando si tratta di sparare a qualcuno. Che non si fa mettere sotto da nessuno, nemmeno quando si tratta di una banda. Che non ha la minima ombra di paura quando gli puntano una pistola sul muso. Ma poi bastano le domande innocenti di un’innocua bambina per metterlo in crisi. Domande sul figlio Matty, il quale era un eroe. Un eroe come Mike, per sua stessa ammissione, non sarà mai.
E poi c’è lui, Saul. Anche lui è un essere umano. Ma proprio per questo sa essere pure un gran bastardo, figlio di puttana, imbonitore del cazzo. Una bestia. Soprattutto ora che è diventato SAUL GOODMAN. C’è qualcosa che lo rende ancora umano? La sua amata Kim, forse. Lei non è contenta che il suo Jimmy sia diventato Saul. Lui le racconta della sua fantastica giornata e lei gli risponde «Buon per Saul!». Non è quello l’uomo del quale si è innamorata. O forse… sì? Saul è sempre esistito, anche prima di avere un nome e un cognome. È sempre stato dentro l’uomo che amava. E pertanto lei ama anche Saul.
Così si ritrovano entrambi sul loro balcone, di notte. Lui posa una bottiglia di birra appena svuotata sulla ringhiera. È in bilico. E lei la guarda ossessivamente. Lei, a differenza di lui, non ama il rischio, non se ne frega del fatto che quella bottiglia cadrà. Quella bottiglia in bilico rappresenta il loro rapporto, è il correlativo oggettivo della loro relazione. È dal primo episodio che il loro amore non fa che entrare in crisi. Ma poi è veramente amore? Non sembra un rapporto chissà quanto romantico, il loro. Di solito le coppie nelle serie tv sono decisamente più innamorate di quei due, sfido chiunque a negarlo. Non si sono mai nemmeno detti: “Ti amo!” Eppure al termine di quella stessa puntata quei due si ritrovano su quel balcone, di notte, di nuovo. E senza nemmeno dirsi una parola, iniziano a lanciare bottiglie di birra da quel balcone, insieme. Succede per davvero, ed è Kim la prima a cominciare!
Nessuno, sapete, avrebbe puntato mezzo centesimo sulla loro relazione. Eppure dopo cinque stagioni ancora tiene, stanno ancora l’uno con l’altra, e tutti i problemi per quanto grandi e disastrosi alla fine rientrano, il loro amore sembra davvero uscirne sempre vincitore. Certo, la mattina dopo lei pulisce i cocci di quelle bottiglie. Si lascia sempre sedurre da quell’uomo. Sedurre dal Male. E si lascia sedurre perché lei ama Saul. E prova piacere a fare come lui. Poi però se ne pente. Quando era bambina e la madre, ubriaca, veniva a prenderla in macchina, Kim le diceva: “No!” Sapeva tenere il punto. E tornava a piedi, piuttosto che farsi convincere da quella donna. Ma con Saul è diverso, con lui è tutta un’altra storia.
Non sono cattivi, Jimmy e Kim. Anzi: fanno di tutto per fare del Bene. Ma per ottenere quel Bene sono disposti a fare il Male. Saul è fatto così, Kim in linea teorica no. Ma lei ama Saul, ama quello che fa e ama farlo pure lei. E, sapete, sta cominciando pure lei a infischiarsene, la mattina dopo, di pulire quei cocci. Amare qualcuno significa amare ogni cosa di lui, giusto? Non saranno romantici, ma si amano. Il loro romanticismo sta nel gettare insieme bottiglie dal balcone. E davvero: sono romantici, nel farlo. È nelle piccole cose, anche un po’ becere, che si nasconde il vero romanticismo. È però anche nelle cose malate che talvolta si cela. E quel gettare bottiglie dal balcone insieme è solo una piccola cosa, in confronto al Male che possono fare, quei due, insieme.
Saul non aspetta che le cose succedano, le fa capitare. E questo sarebbe da ammirare. Ma per farle capitare, non conosce mezze misure o limiti o freni. E nemmeno vuole conoscerli. «Perché ora non ci concentriamo sul COSA e saltiamo il COME?» dice ad un certo punto della serie quel vecchio volpone di Saul. Sì, certo, sarà assolutamente anticonvenzionale nei metodi, però funzionano! Okay, diciamo pure che sono poco corretti. Diciamo: criminali! Però funzionano!!! Ed è questa la sola cosa che a lui interessa. Direbbe e farebbe davvero qualsiasi cosa pur di ottenere quello che vuole.
È un volpone, ma sa essere anche un serpente strisciante. Lui non sarà sicuramente il King-Maker dell’incasinata partita a scacchi nella quale si ritrova invischiato fino al collo. Forze dell’Ordine e del Caos giocheranno a quel tavolo, e Saul ci si ritrova in mezzo. «Una volta dentro, sei dentro» gli viene detto. Non è lui che decide chi deve muovere cosa, e non è lui che fa la regole. Ma certamente non è nemmeno una pedina. È al centro di quella partita, e quelle regole che non ha deciso comunque lui si ritrova a piegarle e manipolarle per cercare di ottenere, sempre e a prescindere, qualcosa da qualsiasi cosa gli succeda. Molte cose le farà capitare; altre gli capitano, però poi lui se le prova a rigirare come vuole.
Torniamo dunque ad Howard. Perché rifiutarlo in quel modo? Io credo che Saul veda in Howard il simbolo di quel mondo che lo ha sempre guardato dall’alto in basso rifiutandolo, disprezzandolo e, tuttalpiù, compatendolo. Così non è, nella realtà dei fatti. Io dubito fortemente che Howard sia mosso unicamente da un senso di colpa nei riguardi di Jimmy. È dalla prima stagione di tutta la serie che ci dicono in ogni modo come, al di là di ogni logica spiegazione possibile e di ogni apparenza, Howard nutra una sincera ammirazione per Jimmy, oltre che un affetto vero e duraturo. Forse è perché Howard non è mai stato un uomo brillante, forse perché lui non è mai riuscito ad essere libero, ma ha sempre dovuto fare quello che volevano gli altri per lui, è sempre stato un burattino, prima nelle mani di suo padre e poi in quelle del fratello di Jimmy e suo socio, Chuck McGill. E dunque quando Howard guarda a Jimmy, vede in lui tutto quello che avrebbe voluto essere ma non è mai stato: un uomo sfrontato, temerario, impavido, ambizioso, capace di decidere chi essere e cosa diventare e che volere e come prenderselo!
Ma se a Jimmy poteva interessare anche minimamente che ad Howard importasse così tanto di lui, Saul se ne frega. E questo perché, come gli grida lui stesso, Goodman è una divinità che sta sopra Howard, sopra chiunque altro, capace di ottenere tutto quello che vuole semplicemente volendolo! Sì, esatto: UNA DIVINITÀ! Lui è talmente più alto di Howard, gli grida, che niente di ciò che tocca Howard può interessargli. Questo però glielo dice subito dopo essersi reso conto di aver commesso un orribile sbaglio nei confronti di persone che non se lo meritavano affatto. Ma come può sbagliare, una divinità? Ebbene, il divino SG altro non è che un essere umano.
Essere un Essere Umano e capire cosa sia giusto non sono la stessa cosa. Anzi: spesso non capiamo cosa sia giusto proprio perché siamo Esseri Umani. Dunque le scelte rimangono essenzialmente due. Da una parte voler amare l’umanità in tutte le sue forme, sfaccettature e sfumature. Con tutto il Bene e con tutto il Male che questo comporta. E dall’altra avere in odio gli Umani, che sono capaci di fare quello che fanno. E talvolta ci si chiede come sia possibile essere capaci di così tanto Male. Sapete, la scelta più umana, per quanto assurdo possa sembrare, è proprio la seconda.
Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.
Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.
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