Cinema Cinema Cinema – Il Genere Del Momento!!!

DI ALBERTO GROMETTO

Marvel. Marvel. Marvel. 

“Grazie alla Marvel, la gente va ancora al cinema!”.

“La Marvel non fa cinema, ma solo film fatti con lo stampino, prodotti di massa pensati per le folle, oggetti privi di Arte!”.

Dove sta la Verità? 

Non facciamo polemiche, non scateniamo polveroni, non inauguriamo terribili dibattiti infiniti che non finiscono più! 

La Verità, come spesso accade nella Vita e non solo nell’Arte, STA NEL MEZZO! Basta vedere il mondo in Bianco o Nero: quasi sempre esso è in realtà GRIGIO.

È indubbio che il CINECOMIC sia IL GENERE DEL MOMENTO. 

E in quanto tale produce i film che fanno gli incassi maggiori, che sono visti dal maggior numero di persone e che vanno nel maggior numero di sale cinematografiche possibili. 

È dunque realistico che in mezzo a questo marasma di film-fumetto non ne esca fuori una grande fetta di prodotti tutti simili tra loro? Certo che s’assomigliano! Ed è vero, sì, sono “fatti con lo stampino”, c’è una domanda altissima e dunque la risposta deve essere adeguata, e pertanto spesso sembra di guardare la medesima pellicola. Non dimentichiamoci, del resto, che fin dagli albori della sua Storia, il Cinema è stato, sì spettacolo, ma anche industria.

Ma lo stesso identico discorso, tale e quale, si può fare anche per molti altri generi che in passato sono stati IL GENERE DEL MOMENTO, ancor prima di quello supereroistico.

Prendiamo ad esempio IL WESTERN!

Il Western è uno dei generi cinematografici che ha in assoluto la storia più varia e interessante possibile. Esso nacque per insegnare agli Americani chi erano stati. Del resto gli Americani hanno sempre avuto il talento di insegnare agli Americani la loro Storia alla loro maniera. In Europa, si sa, abbiamo Omero, la guerra di Troia, Ettore e Achille. I giovanissimi Stati Uniti D’America, invece, che hanno? Quali sono i loro miti? Non avendo né l’Iliade né l’Odissea né l’Eneide, hanno avuto l’intelligenza di usare l’Arte del Cinema e raccontarsi i loro personali miti di fondazione. I loro guerrieri omerici sono i cowboys in sella al destriero, il loro campo di battaglia è quel polveroso stradone davanti al saloon della cittadina, la loro spada è la colt sempre pronta all’uso nella fondina. 

Tra il ‘29 e la fine degli anni ‘60 sono stimati oltre cinquemila titoli western. Dunque, in sostanza, guardando la quantità abnorme di produzioni cinematografiche di questo tipo, vien naturale chiedersi: è davvero pensabile che tutte le storie raccontate fossero uniche e originali e completamente diverse le une dalle altre? O piuttosto, proprio per dover rispondere a quelle che sono le logiche del mercato, la quasi totalità di quelle pellicole sono tutte contraddistinte dalle stesse caratteristiche? 

La storia vede al centro una piccola e povera comunità perseguitata da criminali, manigoldi e banditi. Fortunatamente la cittadina vanta un eroico sceriffo. Oppure passa di lì uno straniero solitario dall’animo buono. Che abbia la stella o venga da lontano, quel tizio è l’Eroe. L’Eroe che dovrà lottare contro i cattivi affinché la Giustizia trionfi sull’Ingiustizia, il Bene sul Male, l’Ordine sul Caos. È il solo modo per consentire alla comunità di sopravvivere e crescere. Nel mezzo le sparatorie, la donna del saloon di cui l’eroe si innamora contraccambiato, il vecchietto testardo ma simpatico… e tutte quelle particolarità che nel corso dei decenni hanno assunto i connotati dei “cliches”. 

Del resto non si andava a guardare il Western per la storia, quanto più per tutto il discorso che abbiamo fatto sul mito di fondazione, per il respirare quell’atmosfera, per essere anche noi su quella strada polverosa mentre in mezzo passa un cespuglio spinto dal vento. E così oggi si va al cinema a guardare i supereroi farci ridere, divertire, emozionare. Anche se sappiamo che vi è un super-cattivo che va sconfitto, una dolce donzella da conquistare, un mondo da salvare. E anche se sappiamo che tutte queste cose andranno in questo modo, noi al cinema ci andiamo lo stesso a vivere quelle eroiche imprese.

Naturalmente, sia per il Western quanto per la Marvel, vale la regola che nel mezzo della vorticosa produzione frenetica di titoli simili e storie “fatte con lo stampino”, escono fuori però pure delle perle: trattasi di quei capolavori indimenticabili che sono poi i film di cui ci si ricorda e che vengono studiati e celebrati. 

Sapete, oggi il Western di quel tempo che ha fatto appassionare e innamorare, non esiste più. Appartiene ad un’epoca passata. Come ogni genere che si rispetti, esso ha abbracciato il suo naturale termine, per l’esattezza è andato ad esaurirsi a partire dagli anni ‘60. Come ogni genere che si rispetti, ha avuto un inizio, uno svolgimento e una fine. È naturale che vada così, è la Vita. È triste, nostalgico, struggente… ma logico e incontrovertibile. Non che ad oggi non facciano più Western, ma di sicuro non a quei livelli e con quei numeri. Ne fanno uno ogni tanto, e appartengono ad una schiera detta “revisionista”. E cioè gli autori di oggi tendono a prendere quelle regole che hanno governato il Genere e a stravolgerle a loro piacimento per raccontare ciò che desiderano. Il che è qualcosa di davvero meraviglioso. Resta però la malinconia per il fatto che le epiche vicende narrate da John Ford e John Wayne facciano parte del Passato. È così che va il mondo, ogni “genere del momento” prima o poi finisce per essere il “genere di ieri”, e lo stesso accadrà con la Marvel e con i suoi supereroi.

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

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