Side By Side, capitolo 28: Inside Out 2

DI SARA MORENA

Buon pomeriggio a tutti. Oggi con Side By Side torniamo a vivere emozioni, sia vecchie che nuove, con il ventottesimo lungometraggio Pixar. Un film del 2024, stiamo parlando di Inside Out 2

Con il primo film abbiamo scoperto la psicologia infantile, mentre questa volta saliamo di grado scoprendo l’adolescenza di Riley, ora una ragazzina di 13 anni nel pieno della pubertà, un tema a cui siamo stati iniziati alla fine del film precedente. Ma qui la pubertà viene esplorata nell’ottica della dimensione delle emozioni, dato che l’abbiamo già vista con Red dal punto di vista della sessualità. Si sa che l’adolescenza è una fase delicata, nella quale i giovani cominciano a uscire dalla sfera familiare e a vedere il mondo con i propri occhi, venendo a conoscere nuovi aspetti di sé. Queste nuove scoperte faranno provare nuove emozioni a Riley che le renderanno più difficile la vita, di fronte alla consapevolezza che ogni sua azione può tracciare il suo futuro.

La vita della ragazza scorre serena, negli anni dopo il trasferimento della famiglia a San Francisco. Con il trauma ormai lasciato alle spalle, Riley si è ambientata nella sua nuova vita e si è fatta delle nuove amiche con cui va d’accordo. La sua Psiche si è evoluta, dando spazio a nuove sezioni della mente, come il Sistema di Credenze, dove i ricordi diventano sentimenti e convinzioni, i quali costituiscono il Senso di Sé, nonché la personalità di Riley. Gioia, come sempre, cerca di fare in modo che la psiche della ragazza si costruisca su basi positive. Ma, proprio la notte prima che la tredicenne vada al bootcamp di Hockey (il suo sport preferito) insieme alle amiche, scatta l’Allarme Pubertà e vengono fuori cinque nuove emozioni: Ansia, Noia, Nostalgia, Invidia e Imbarazzo. Gioia, fatto tesoro della sua esperienza con Tristezza, cerca inizialmente di accogliere calorosamente i nuovi membri. Tuttavia le emozioni base si ritrovano ben presto soppiantate, soprattutto da Ansia che, imperterrita nel svolgere il suo compito (ovvero proteggere Riley dai pericoli invisibili) prende il pieno controllo della psiche. Allora Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, vengono represse, cioè vengono rinchiuse nei meandri più profondi della memoria. Da qui in avanti, i cinque compagni dovranno combattere per tornare al quartier generale e fermare le azioni di Ansia che stanno distruggendo Riley.

Lo schema della trama non è molto diverso dal primo film, con la differenza che questa volta vengono represse non soltanto la Gioia e la Tristezza, ma anche i loro altri tre amici. E anche questa volta Riley arriva ad una situazione estrema, prima di prendere coscienza di ciò che ha fatto e ravvedersi. Malgrado tutto, questo sequel ci offre l’opportunità di scoprire altri lati della mente umana, in particolare quella adolescenziale. Le difficoltà di questa fase della crescita, com’è risaputo, possono causare un’ansia perenne nei giovani. La presa di coscienza che qualsiasi azione possa definire chi siamo, come appariamo agli occhi degli altri e come questo determinerà la nostra posizione sociale provoca il timore di non essere abbastanza, di non essere capaci di adempiere ai doveri che ci spettano e alla nostra realizzazione. Oltre al timore, questo può suscitare imbarazzo, perché ci si vergogna di sé stessi o delle persone che abbiamo intorno; a volte, guardando gli altri, ci sembra che siano un passo avanti a noi e proviamo invidia; la disillusione della crescita ci fa perdere di vista il senso che davamo alle cose un tempo e le giudichiamo con sarcasmo, oppure provando nostalgia per la nostra fanciullezza ingenua e spensierata (anche se questo, secondo il film, dovrebbe succederci quando siamo vecchi).

Riley attraversa tutte queste fasi nelle sue esperienze adolescenziali, guidata dalle nuove emozioni che la spingono a compiere di nuovo dei gravi misfatti. La ragazza, sperando di migliorare la sua reputazione come giocatrice, e in seguito al tradimento che sente di aver subito dalle amiche, si unisce ad una squadra con la quale cerca disperatamente di entrare in sintonia, seguendo le tendenze delle nuove compagne e sbeffeggiando invece le vecchie. A questo seguono altre azioni che peggiorano lo stato della tredicenne, che cerca in tutti i modi di reprimere sé stessa, pur di salvarsi la faccia. Fino a quando arriva ad un punto in cui la situazione le sfugge completamente di mano e le viene un attacco di panico. La scena in cui viene rappresentato il panico di Riley è una di quelle che hanno colpito maggiormente, poiché l’attacco di panico non soltanto è stato rappresentato in modo magistrale, ma gli autori hanno anche mostrato la soluzione per guarire da esso.

Quando Riley si trova messa completamente alle strette, Ansia va fuori controllo e comincia a schiacciare i bottoni a caso e in modo frenetico, correndo da un lato all’altro della console con velocità sempre maggiore, fino a diventare un vortice di emozione che all’inizio sembra solo un semplice comportamento tipico dei cartoni animati, ma che effettivamente rappresenta il senso di Ansia che cresce, diventando panico e destabilizzando la persona. Il turbine si placa solo con l’intervento di Gioia e di una coach che aiuta Riley a gestire il suo panico con una tecnica di rilassamento.

Anche se Inside Out 2 ripete lo stesso schema di trama del primo film, questo non toglie rilevanza ai nuovi background e ai temi che vengono trattati. Essi sono argomenti forse ancora più complessi della psicologia infantile, e il sequel ha saputo svilupparli con la stessa maestria del suo predecessore, portandoci di nuovo nello sfondo dell’adolescenza, ma su questioni più legate all’identità.

Questo film non potevamo che andarlo a vedere in sala nell’unico posto per noi possibile, il nostro cinema del cuore ❤️, il luogo più bello al Mondo per Noi, un Tempio in onore della Settima Arte, IL REPOSI DI TORINO IN VIA XX SETTEMBRE 15: ANDATECI ANCHE VOI!!!

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