DI ANDREA RAPELLI
Il 2025 è stato un anno davvero memorabile per il settore videoludico. Recentemente, i The Game Awards (TGA) hanno presentato una shortlist di sei giochi per il riconoscimento più ambito: il Game of the Year (GOTY). I titoli sono molto diversi fra loro, ma accomunati da un altissimo livello qualitativo. Analizziamoli uno per uno:

Clair Obscur: Expedition 33 è un RPG francese, sviluppato da Sandfall Interactive, che combina combattimento a turni con azioni in tempo reale, offrendo un’esperienza dinamica e strategica. La sua ambientazione è surreale e ispirata alla Belle Époque francese: una città chiamata Lumière, oscurata da un rituale mortale chiamato “Gommage”, in cui un’entità detta la “Pittrice” dipinge un numero su un monolito e le persone che raggiungono quell’età si smaterializzano. Le vicende del gioco iniziano all’alba della partenza della trentatreesima spedizione, che dovrà cercare di interrompere questo ciclo di morte una volta per tutte.
Il gioco ha ricevuto ben dodici nomination, il numero più alto nella storia dei TGA fino a oggi, ottenendo un forte riconoscimento da parte della critica. Clair Obscur: Expedition 33 presenta un perfetto equilibrio tra ambizione creativa e sostenibilità, un esempio di come gli studi indipendenti o semi-indipendenti possano proporre esperienze ricche, curate e competitive sul piano della narrativa, della visione artistica e del gameplay, mantenendo budget contenuti.

Sequel dell’originale Death Stranding, sviluppato da Kojima Productions, Death Stranding 2: On the Beach è un titolo action-adventure fortemente narrativo, scritto, diretto e prodotto da Hideo Kojima, con un cast di tutto rispetto: Norman Reedus, Léa Seydoux, Troy Baker, Elle Fanning, Luca Marinelli, Shioli Kutsuna e altri. Interpretando il corriere Sam Porter Bridges (Norman Reedus), il giocatore deve effettuare innumerevoli consegne sul territorio messicano e australiano, cercando di sopravvivere a gruppi terroristici e creature soprannaturali.
Il primo Death Stranding è noto per la sua distintiva direzione artistica, la struttura unica e il tema del collegamento tra esseri umani sopravvissuti a un cataclisma. Il sequel prosegue questa tradizione, ampliando la visione filosofica e il mondo di gioco open world. È un titolo che, in un mercato dove molti AAA puntano sull’azione, si distingue per il suo design meditativo e introspettivo. La sua presenza nella lista dei GOTY dimostra come lo storytelling sia ancora un pilastro centrale nei videogiochi e come le produzioni autoriali e dal forte stampo cinematografico possano ancora appassionare tanto la critica quanto i giocatori.

Sviluppato da Nintendo EPD per Nintendo Switch 2, Donkey Kong Bananza è un platform 3D d’avventura. Il gioco è ambientato su Lingottisola, ricca di gemme di Banandium, rocce a forma di banana scoperte durante una corsa all’oro. Un misterioso gruppo di imprese minerarie, conosciuto con il nome di “Void Company“, dopo aver fatto sprofondare l’isola nel sottosuolo, si reca al centro della terra con le gemme rubate, dove potranno esaudire i propri desideri. Spetta a Donkey Kong, con l’aiuto della giovane cantante Pauline, recuperare le gemme (che gli permettono di trasformarsi e ottenere potenti abilità) e sventare il piano del malefico gruppo.
Nel gioco, Donkey Kong esplora un vasto mondo sotterraneo distruttibile: molti elementi del terreno possono essere demoliti per aprire nuovi percorsi o trovare segreti, una meccanica innovativa all’interno del genere platform, che offre maggiore libertà all’esplorazione. Il titolo supporta anche la modalità cooperativa, permettendo al secondo giocatore di interpretare Pauline. Donkey Kong Bananza rappresenta un ritorno al 3D per la serie dai tempi di Donkey Kong 64 (1999), dimostrando come anche grandi publisher storici quali Nintendo si prendano dei rischi, innovando le proprie IP classiche. È un segnale che il design dei platform ha ancora spazio per evolvere e che c’è sempre modo di migliorare il gameplay piuttosto che concentrarsi solo sulla grafica.

Sviluppato e pubblicato dallo studio indie Supergiant Games, Hades II è un roguelike action-RPG che ci mette nei panni di Melinoë, principessa degli Inferi e sorella minore di Zagreus (protagonista del primo gioco e figlio di Ade), che cerca di sconfiggere Crono, il titano del tempo, con l’aiuto degli dei dell’Olimpo.
Il gameplay offre un mondo mitologico che evolve con il giocatore e in cui stringere legami con i personaggi e sbloccare nuove possibilità di progressione, anche nel new game plus; molti elementi cambiano a ogni run, ma c’è anche una narrazione che si evolve man mano che si progredisce, rendendo il loop di morte/rinascita significativo anche a livello tematico. È il primo sequel di Supergiant Games, che ha deciso di dare continuità ad Hades (2020), a fronte del suo grande successo di critica e pubblico, offrendo più scenari, armi, incantesimi e abilità. La produzione vanta una forte identità artistica, che fonde art design, musica e performance vocali di alto livello in un’esperienza che, pur restando saldamente ancorata alle meccaniche roguelike, ambisce a raccontare qualcosa di più profondo sul tempo, la perdita e la perseveranza.

Hollow Knight: Silksong è il tanto atteso seguito del metroidvania Hollow Knight (2017), sviluppato dallo studio indie Team Cherry. Il giocatore controlla Hornet, catturata e trasportata nel regno di Lungitela da un gruppo di seguaci religiosi. Prosciugata dei suoi poteri, Hornet inizia la risalita verso la decadente Cittadella, situata sulla cima del reame, per riottenere la forza perduta, affrontare i suoi rapitori e capire il motivo per cui sia stata portata lì.
Il mondo di gioco si sviluppa verticalmente e presenta tanti biomi diversi, un sistema di quest, strumenti da costruire e meccaniche di movimento più agili rispetto al suo predecessore. La profondità del design (nemici, world building, missioni), unita alla qualità artistica e sonora, rende il titolo un’esperienza imprescindibile per tutti gli amanti del genere. Un altro esempio di come studi indipendenti maturi, dopo il successo di un primo capitolo, possano creare un sequel senza perdere integrità.

Sviluppato da Warhorse Studios, Kingdom Come: Deliverance II è un action-RPG in prima persona ambientato nella Boemia medievale del XV secolo. Il protagonista è Henry di Skalica, un giovane fabbro il cui destino viene stravolto dalla guerra civile scatenata dalla lotta per il trono tra il legittimo re Venceslao IV e il suo fratellastro Sigismondo di Lussemburgo.
Il mondo di gioco è vasto, con città, campagne, missioni complesse, e scelte narrative che influenzano le relazioni sociali e politiche. Il sistema di combattimento è realistico, basato su tecniche di scherma storica, che richiede precisione e strategia. L’esplorazione è libera, con la necessità di dover gestire fame, fatica, igiene e condizioni dell’equipaggiamento. L’orientamento avviene tramite mappe dettagliate e punti di riferimento nel paesaggio. Si tratta di un sequel ambizioso, con un mondo ampliato rispetto al predecessore uscito nel 2018 e un grande impegno nell’autenticità storica, un vero e proprio ponte tra gli RPG “old school” simulativi e i moderni open world.
In un anno ricco di grandi uscite (oltre ai giochi citati, basti pensare a Split Fiction, Blue Prince, Dispatch, ecc.), la rosa dei GOTY 2025 mostra una grande varietà: abbiamo RPG strategici, metroidvania, giochi narrativi e platform, segno che il settore è florido e valorizza generi differenti. Inoltre, la maggior parte dei candidati ha avuto budget e prezzo di lancio contenuti, riuscendo ad affermarsi saldamente all’interno del mercato senza sacrificare la creatività e la profondità dell’esperienza ludica in un’epoca in cui i costi di sviluppo di molti giochi AAA eguagliano o superano le grandi produzioni hollywoodiane. Allo stesso tempo, questi sei giochi dimostrano che ci sono ancora investimenti nei giochi narrativi e open world caratterizzati da una grande cura nel design e nei dettagli; sei titoli rappresentativi dell’evoluzione dell’industria videoludica, dove la creatività e la sostenibilità permettono di creare esperienze significative, profonde e durature.
Nel prossimo capitolo ci concentreremo sui TGA, analizzando la loro evoluzione nel corso degli anni e la loro importanza all’interno del settore. Non mancate!
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