Christopher Nolan: un’Odissea cinematografica

DI DAVIDE PISTARINO

Ogni volta che esce un film di Christopher Nolan se ne fa sempre un gran parlare. Il suo cinema è composto da immagini talmente potenti e stratificate che, spesso, la trama lineare passa in secondo piano rispetto all’esperienza visiva e concettuale.

Come molti altri registi poi divenuti commerciali, Nolan è partito dal cinema indipendente realizzando come sua prima pellicola Following. Si tratta di un film a bassissimo costo in cui il regista anticipa quello che sarebbe diventato il suo personalissimo stile narrativo. In Following, gli spettatori più attenti avranno sicuramente notato l’adesivo di Batman su una porta: una curiosa coincidenza, dato che anni dopo Nolan dedicherà al supereroe la trilogia de Il cavaliere oscuro, l’opera che lo consacrerà come uno dei registi più importanti e influenti al mondo.

(La locandina di Following)

Il secondo lungometraggio di Nolan è il più amato dai cinefili: Memento. Qui il protagonista subisce un’aggressione in cui perde la moglie e, a causa del trauma, inizia a soffrire di amnesia anterograda; per ricordare le informazioni cruciali delle sue indagini, decide quindi di tatuarsele sul corpo. Secondo molti esperti, Memento è la pellicola in cui Nolan osa di più, ed è per questo la preferita di tanti appassionati. Per questo film, il regista sceglie come protagonista l’attore australiano Guy Pearce — con il quale non collaborerà più — e avvia uno dei suoi sodalizi più proficui, quello con il direttore della fotografia Wally Pfister (il quale vincerà poi un Oscar per Inception). Grazie a Memento, Nolan viene candidato per la prima volta agli Oscar nel 2002 per la migliore sceneggiatura originale, inaugurando un rapporto complesso con l’Academy che si risolverà solo nel 2024, con la vittoria dei premi alla miglior regia e al miglior film per Oppenheimer.

(Guy Pearce in Memento)

Il successo di Memento attira l’attenzione della Warner Bros., con cui nel 2002 inizia un sodalizio quasi ventennale grazie a Insomnia, remake di un thriller scandinavo che Nolan ambienta tra i ghiacci dell’Alaska. Per la prima volta nella sua carriera, il regista si trova a disporre di un grande budget e a dirigere un cast stellare che include Al Pacino e Robin Williams. Per Williams si tratta di una delle sue rare e straordinarie interpretazioni nel ruolo di un cattivo, uno spietato assassino, arrivata nello stesso anno del memorabile thriller One Hour Photo. L’ambientazione naturale dell’Alaska è il vero punto di forza della pellicola, con il fenomeno del sole di mezzanotte che Nolan usa come perfetto escamotage psicologico e narrativo per tormentare il protagonista.

(Robin Williams e Al  Pacino in Insomnia)

La svolta definitiva arriva poco dopo. La Warner Bros., intenzionata a rilanciare il franchise di Batman dopo il pesante insuccesso di Batman & Robin (1997) di Joel Schumacher, decide di affidare la regia a Nolan, rimasta colpita dalla sua visione realistica e cupa. Inizia così il lavoro sulla trilogia de Il cavaliere oscuro, che debutta nel 2005 con Batman Begins. Nei panni dell’eroe di Gotham City troviamo Christian Bale, e sul set Nolan avvia la collaborazione più longeva della sua carriera, quella con Michael Caine, che nei tre capitoli veste i panni del fidato maggiordomo Alfred. Batman Begins esce in un periodo in cui, a eccezione dello Spider-Man di Sam Raimi, i cinecomic non dominavano ancora il mercato come fanno oggi. La trilogia di Nolan, completata da Il cavaliere oscuro e Il cavaliere oscuro – Il ritorno, ha ridefinito il genere, influenzando profondamente il cinema contemporaneo. Per la sceneggiatura, Nolan ha attinto a diverse graphic novel fondamentali, tra cui Batman: Anno Uno di Frank Miller e Batman: Il lungo Halloween di Jeph Loeb e Tim Sale.

(Un’immagine promozionale di Batman Begins)

Tra un Batman e l’altro, nel 2006 Nolan realizza The Prestige, pellicola che racconta la logorante rivalità tra due illusionisti nella Londra vittoriana. Il cast è eccezionale: Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Andy Serkis e i suoi attori feticcio Christian Bale e Michael Caine. Nolan riserva inoltre un ruolo iconico a uno dei suoi idoli, il compianto David Bowie, che interpreta lo scienziato Nikola Tesla. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di fantascienza del britannico Christopher Priest.

(Hugh Jackman e Christian Bale in The Prestige)

Subito dopo, Nolan torna a Gotham con Il cavaliere oscuro (2008), scritto insieme al fratello Jonathan Nolan e a David S. Goyer. Considerato unanimemente il capitolo migliore della trilogia, il film reintroduce il Joker. Nei panni del nemico giurato di Batman troviamo Heath Ledger, che inizialmente era stato considerato per il ruolo di Bruce Wayne in Batman Begins ma aveva declinato non essendo interessato ai film commerciali. Per entrare nella parte del Joker, Ledger si isola per sei settimane in una stanza d’albergo, ispirandosi ad Alex DeLarge di Arancia Meccanica e a Sid Vicious dei Sex Pistols, dando vita a uno dei cattivi più iconici della storia del cinema. Il film esce purtroppo postumo, dopo la tragica scomparsa dell’attore avvenuta nel gennaio 2008. Nel 2009, la sua straordinaria interpretazione viene onorata con un premio Oscar postumo come miglior attore non protagonista. La trama del film si regge interamente sul dualismo tra Batman e Joker, una metafora perfetta dello scontro tra bene e caos.

(Heath Ledger e Christian Bale in una scena di Il Cavaliere Oscuro)

La pellicola successiva è Inception (2010), un thriller fantascientifico dove il protagonista, interpretato da Leonardo DiCaprio, è un ladro in grado di estrarre segreti dalle menti delle persone attraverso i sogni. Nolan aveva pensato a questa storia già alla fine degli anni Novanta, ma il successo di Matrix lo convinse ad aspettare per evitare analogie temporali. In Inception tornano Michael Caine e Cillian Murphy, e fanno il loro ingresso nel cinema di Nolan attori come Joseph Gordon-Levitt e Tom Hardy, che diventeranno una costante delle sue produzioni. Da quando è uscito, il finale del film e la celebre trottola continuano a essere oggetto di accesi dibattiti tra i fan, alimentati anche dalle risposte volutamente ambigue del regista.

(Leonardo DiCaprio in Inception)

Nel 2012 esce Il cavaliere oscuro – Il ritorno, l’atteso capitolo conclusivo della saga di Batman. Nella trama, Gotham gode di un periodo di pace e apparente assenza di criminalità grazie alle riforme del commissario Gordon (Gary Oldman), equilibrio che viene spezzato dall’arrivo del terrorista Bane. Interpretato da un fisicatissimo Tom Hardy — che recita per tutto il film con una maschera sul volto —, Bane rappresenta una minaccia brutale e ideologica, liberamente ispirata ai movimenti di protesta globali di quegli anni. Nel cast entra anche Anne Hathaway nel ruolo di una splendida e ambigua Catwoman. Il film chiude degnamente una trilogia che ha cambiato per sempre le regole di Hollywood.

(Christian Bale e Anne Hathaway in Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno)

Chiusa la parentesi con i supereroi, Nolan torna alla fantascienza con Interstellar (2014), un progetto inizialmente scritto per essere diretto da Steven Spielberg. La sceneggiatura, firmata insieme al fratello Jonathan, si basa sulle teorie scientifiche del fisico e premio Nobel Kip Thorne, che ha collaborato attivamente alla produzione del film. Il protagonista è Matthew McConaughey, che in quegli anni stava vivendo una straordinaria rinascita artistica. La forza di Interstellar sta nella capacità di unire la complessità della fisica quantistica e dei buchi neri a una potente componente emotiva e ambientalista, incentrata sul rapporto tra un padre e una figlia. Il ricco cast include anche Jessica Chastain, Anne Hathaway, Matt Damon e un giovanissimo Timothée Chalamet, prima della sua definitiva consacrazione mondiale.

(Una scena di Interstellar)

Nel 2017, Nolan affronta per la prima volta un fatto storico reale con Dunkirk, che racconta la drammatica evacuazione delle truppe alleate dalla costa francese durante la Seconda Guerra Mondiale. Più che un classico film bellico basato sulla geopolitica, Dunkirk è un’esperienza sensoriale in cui il tempo — da sempre l’ossessione principale del regista — gioca un ruolo chiave, venendo diviso dall’arco narrativo in tre linee cronologiche diverse e con differenti ambientazioni: terra, mare e aria.

(Un fotogramma di Dunkirk)

Nel 2020 esce Tenet, un ambizioso spy-thriller incentrato sul concetto di inversione temporale, con protagonisti John David Washington e Robert Pattinson. Distribuito in sala nel pieno della pandemia di Covid-19, il film non riesce a raggiungere i risultati commerciali sperati a causa delle restrizioni globali. Le divergenze sulla strategia di distribuzione in streaming voluta dalla Warner Bros. portano Nolan a rompere lo storico legame con lo studio e a firmare un nuovo accordo con la Universal Pictures, da sempre sostenitrice dell’esperienza cinematografica esclusiva in sala.

(Una scena di Tenet)

La prima collaborazione con la Universal dà vita a Oppenheimer (2023), un biopic monumentale incentrato sulla figura del fisico Robert Oppenheimer e sulla creazione della bomba atomica nell’ambito del Progetto Manhattan. Per il ruolo principale Nolan sceglie il suo storico collaboratore Cillian Murphy, che offre una performance magistrale premiata con l’Oscar al miglior attore protagonista. Accanto a lui, Robert Downey Jr. vince l’Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo del rivale Lewis Strauss. Il film racconta sia la nascita dell’era atomica sia la successiva persecuzione maccartista subita dallo scienziato, trattato dal regista come un moderno e tormentato Prometeo americano. Il film trionfa agli Oscar del 2024, portando a casa ben 7 statuette, tra cui miglior film e miglior regia.

(Cillian Murphy e Matt Damon in una scena di Oppheneimer)

Attualmente, Christopher Nolan è in sala col suo ultimo, attesissimo lungometraggio in collaborazione con Universal, uscito il 16 luglio del 2026, il cui cast vede il ritorno di Matt Damon accanto a Tom Holland in un progetto che fin dai suoi albori è stato avvolto nel più totale riserbo.

Nolan è forse il regista contemporaneo che ha compreso meglio la grande lezione del cinema del passato, fondendo il rigore visivo e filosofico di Stanley Kubrick con la straordinaria capacità di intrattenimento e il senso dello spettacolo di Steven Spielberg. Ogni sua opera dimostra come sia possibile unire logiche intellettuali complesse a un cinema accessibile al grande pubblico, rendendo ogni sua uscita nelle sale un evento culturale imperdibile. 

(Matt Damon e Zendaya in Odissea)


Noi qualsiasi film nolaniano – ogni volta che potevamo – siamo andati a vederlo nel solo posto in cui può essere assaporato e goduto nella sua essenza, e cioè al cinema: per essere precisi nel nostro cinema del cuore ❤️, il migliore per Noi, e cioè IL REPOSI DI TORINO IN VIA XX SETTEMBRE 15; ANDATECI ANCHE VOI!!!

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