Webless, Parte I – Venom

DI PIETRO BERRUTO

“You’re talking about aliens? Like… aliens?”

Edward “Eddie” Brock

Venom è il primo della serie di film che si pone la difficile domanda: “Come facciamo a far funzionare dei comprimari di Spider-Man senza Spider-Man?”. Nel caso di Venom, la risposta è relativamente semplice: anche se si tratta di un procedimento recente, sono stati fatti diversi tentativi nei fumetti per rendere “indipendente” il personaggio, dotandolo di origini più complesse e di un cast di supporto più grande; Venom, perciò, può esistere senza l’Uomo Ragno. Il problema sono le origini, profondamente legate ai dissidi interiori di Peter Parker; anzi, è proprio il comune rancore verso il ragazzo quello che lega Eddie al simbionte nella serie di Michieline e McFarlane. Nonostante ciò, il film… ci prova comunque.

La storia

La storia segue, naturalmente, Eddie Brock, il miglior giornalista sulla piazza e, allo stesso tempo, il più scemo: Eddie, che deve intervistare il miliardario Carlton Drake, CEO della Life Foundation, scopre tramite fonti giornalisticamente inutilizzabili, poiché rubate dalla propria fidanzata, Anne Weying, avvocato della Life, che l’azienda sta commettendo esperimenti sugli umani, spesso letali e prova, nel modo più patetico e inefficace possibile, a incastrare Drake durante l’intervista in diretta; per questo motivo viene licenziato e la stessa cosa capita ad Anne, che lo lascia. Nel frattempo, in Malesia si schianta un’astronave della Life, che trasportava un gruppo di simbionti alieni, che la Fondazione prende in esame, con l’eccezione di uno, Riot, che riesce a scappare. 

Sei mesi dopo, la vita di Eddie è una schifezza: è tornato a vivere da solo, abita in un appartamento sporco, non trova lavoro e il suo morale è a terra. D’altra parte, Drake ha intuito che la chiave della sopravvivenza nello spazio (ossia lo scopo definitivo della Fondazione) potrebbero essere davvero i simbionti, motivo per cui fa esperimenti su persone in difficoltà, come i senzatetto, spesso uccidendoli durante gli studi. La dottoressa Skirth, a capo della ricerca, presa dai sensi di colpa, contatta Brock perché lui faccia un reportage sulla vicenda e lo fa infiltrare nell’azienda. Vengono scoperti, Skirth viene uccisa e Eddie scappa con un esemplare di simbionte nero. Intorno al minuto quaranta il personaggio protagonista è finalmente presentato al pubblico. Eddie, quindi, assume comportamenti fuori dal normale, diventando affamato di carne umana, confuso e sudaticcio: il personaggio è aiutato molto dalla recitazione di Tom Hardy, che sembra genuinamente patetico e malaticcio, anche nel comportamento. Dopo una visita del nuovo fidanzato di Anne, che fa il dottore, dopo una risonanza magnetica, il simbionte e l’umano sono separati dalle vibrazioni della macchina, ma quest’ultimo viene catturato dagli uomini di Drake, che l’avevano già attaccato nel suo appartamento. Drake, nel frattempo, è entrato in simbiosi con Riot, che ha impiegato sei interi mesi per andare dalla Malesia a San Francisco, e il loro piano comune è di mandare una sonda nello spazio per attirare i simbionti sulla Terra e far loro assimilare l’intero pianeta. Eddie riesce a scappare e Venom si ricongiunge a lui per mezzo di un bacio che Anne dà all’ex fidanzato che permette il passaggio da una all’altro del simbionte: insieme Eddie e Venom combattono e uccidono Riot dopo una lunga lotta, facendo saltare in aria la sonda dentro la quale era a bordo. Alla fine, Eddie è tornato a fare il giornalista, ora maggiormente desideroso di giustizia, proprio grazie all’alieno, che invece si sta adattando alla vita terrestre.

Venom è insalvabile?

Sarò breve: niente affatto, ci sono diversi elementi positivi nel film. Primo fra tutti, Tom Hardy: l’attore non solo è bravo, ma è carismatico abbastanza da riuscire a guidare la storia pur interpretando l’Inetto sveviano in chiave supereroistica; ha una buona voce per Eddie, nonostante l’accento americano forzato. Anche la voce che Hardy dona a Venom è convincente e abbastanza memorabile. Riz Ahmed come Riot riesce a interpretare bene la figura del miliardario techbro freddo e crudele che allo stesso tempo cerca, fallendo, di risultare simpatico alle masse; credo che, se questo film fosse uscito adesso, sarebbe stato una parodia molto più diretta. La regia ha dei bei momenti, come il segmento in steadycam quando Eddie entra in contatto con Venom la prima volta. Molte delle dinamiche tra uomo ed extraterrestre sono divertenti, strappandomi spesso e volentieri una risata.

Sfortunatamente, i difetti affossano i pregi: la storia è strana, forzata nel suo svolgimento e mal giustificata: per esempio, perché la dottoressa Skirth ha chiesto aiuto al giornalista licenziato con disonore? Lei sa che lui è un idiota. Tutti sanno, in realtà, che Eddie è un idiota: quando intervista Drake, quest’ultimo deve correggerlo su un’informazione che è molto probabilmente di dominio pubblico e che un giornalista COMPETENTE dovrebbe conoscere. Le motivazioni di Drake passano dall’essere interessanti e particolari a ridicole e sopra le righe. Da un punto di vista recitativo, ci sono tante interpretazioni sottotono, soprattutto quelle di Jenny Slate e Michelle Williams. Il conflitto è perfettamente artificiale: Riot si unisce a Drake perché… sì? Oltre a questo, Riot non è esplorato come personaggio, quando si sarebbe potuta stabilire una rivalità, all’inizio, tra lui e il protagonista. Inoltre, c’è spaventosamente poco… Venom: è introdotto tardi nella storia ed è spiegato pochissimo di lui. Per essere un personaggio molto legato al body horror c’è pochissimo di questo elemento nel film, che presenta un mostro molto poco mostruoso: per esempio, c’è un taglio poco prima che muoia Skirth, scena che sarebbe stata interessante vedere, soprattutto perché ammazzata da un simbionte, figura al centro del film. Apprezzabile l’unica scena in cui è presente She-Venom, che ho trovato sia una piacevole citazione dei fumetti sia una deriva interessante del rapporto tra Eddie, Venom e Anne.

Da un punto di vista registico, c’è poco di interessante: in un film sulla simbiosi, si sofferma relativamente poco su questo concetto. Le scene di combattimento sono carine, ma niente di speciale e diventano orribili a vedersi l’istante in cui i due simbionti in CGI iniziano a malmenarsi; gli effetti speciali sono poco raffinati e si mischiano male con il resto della scena quando presenti. Infine, i dialoghi sono come rugginosi e strani, come innaturali.  

Dopo averci pensato un po’, mi sono convinto che, per questa storia, Spider-Man non è l’elemento mancante. La storia non lo necessita e può funzionare senza di lui, ma, nonostante ciò, la storia non funziona comunque: ciò che manca al film è grinta. Teorizzo che, alla base della produzione di questo film, ci fosse l’idea che la Marvel “venda sempre” (idea non del tutto sbagliata, visto che il film ha avuto un discreto successo al botteghino) e perciò non fosse necessario impegnarsi troppo nella realizzazione della pellicola. Io penso che questo film avrebbe dovuto spingere di più nella direzione horror e splatter: ritengo alquanto bizzarro che un film su un mostro cannibale non mostri alcuna goccia di sangue. Anche Eddie, per quanto simpatico, avrebbe potuto avere un carattere più forte: sembra che faccia tutto passivamente, come se fosse stato privato del rancore malevolo che lo caratterizza nei fumetti. Un elemento fondante della caratterizzazione originale di Eddie e Venom è l’odio, personale e viscerale, quasi sadico: non importa se non c’è Peter, sarebbe bastato rendere il personaggio pieno d’odio per renderlo più convincente. Invece, la scelta narrativa fatta è quella di rendere i due uno strano duo che ogni tanto, per ridere, mangia la gente. 

Venom è un film strano: non orrendo, ma sicuramente pieno di difetti, che perlomeno lo rendono memorabile, anche solo per fattori secondari, come la canzone originale di Eminem che viene riprodotta alla fine dei titoli di coda o la buffa voce di Venom. Il successo economico del film convinse lo studio a realizzare un seguito, già anticipato alla fine del film. Ma di quella carneficina si parlerà la prossima volta.

Secondo voi quando questo film uscì, ai tempi, dove mai saremmo andati a prenderne visione? È chiaro, in quello che è il cinema del cuore di MERCUZIO AND FRIENDS ancor prima che M&F stessa cominciasse ad esistere: IL CINEMA REPOSI DI TORINO IN VIA XX SETTEMBRE 15… ANDATECI ANCHE VOI!!!

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