L’Augusto Editoriale dell’Augusto Direttore: La Prima delle Sette Arti (INTRODUZIONE) – Qualcuno sa quale sia?

DI ALBERTO GROMETTO

A questa Vita e in questo Mondo vi sono immagini, figure, episodi di cui non ci si scorderà mai. Per me esempio lampante in tal senso è il mio preziosissimo amico – nonché mio inestimabile mentore – ENRICO VENDITTI, nell’intento di declamare ed esclamare, grandioso e insieme glorioso, quasi ieratico e solenne nello sfoggiare quell’irresistibile cipiglio affascinante, come colpito da un fulmine, alla stregua del prodigioso Mago Merlino quale egli è: “Se sono Sette le Arti – e la Settima è il Cinema – quali sono le altre sei?”.

Già, bella domanda: quali sono le altre sei? 

Enrico – soprannominato non a caso “Il Corsaro della Settima Arte” – ha dedicato e consacrato la sua esistenza al Cinema, che tutti quanti sanno essere la cosiddetta “Settima Arte”. Si dà il caso però che il prode corsaro nutra un rispetto e un amore sconfinati nei riguardi di tutte le Arti, al punto da sapere quali siano le cosiddette “altre sei”. Perché in effetti è una di quelle cose su cui ci si interroga poco o nulla. Siamo abituati – abituatissimi! – a sentir parlare di “Settima Arte” quando si parla di cinefilia e/o cinematografia… ma mai una sola menzione in merito a quali debbano essere queste altre sei arti!

(Eccolo qui il Magistrale Enrico Venditti, il Corsaro della Settima Arte!)

Ho sentito Enrico numerose altre volte porre il quesito di cui sopra – sarà anche per questo che me ne ricordo così bene – e ogni volta, come se si ripetessero i Sette Nani, ce n’era sempre una che scappava. Piccola parentesi: io i Sette Nani fin da piccolo li ho imparati in ordine di camminata, e quindi non ne ho mai lasciato uno indietro! E adesso, grazie ad Enrico, so anche elencarvi le altre sei arti. 

Procediamo a ritroso! 

Se la Settima è il Cinema, che a mio modo di vedere è ancora “l’arte della nostra epoca” in grado di inglobare e racchiudere le altre sei oltre che di convertirle (quante volte si parla di Letteratura “cinematograficizzatasi”?), la Sesta è la Danza, che rinuncia alle Parole in favore di quell’invisibile ma soverchiante mix di imperscrutabili vibrazioni e profonde sensazioni che sanno scuoterci dal di dentro vivide in Noi e in chiunque viva la Vita. La Quinta Arte è quella che invece traduce quelle stesse sensazioni e vibrazioni di cui sopra – che son quasi ultraterrene e insondabili – proprio in Parole: la Poesia. Poi abbiamo la Musica, che è la Quarta, che te le getta addosso tutte quelle ondeggianti e oscillanti scosse. La Terza è la Pittura, che dà a quell’invisibilità visibilità, mentre la Seconda – la Scultura – consegna loro una forma. Okay, ma… ma la Prima? 

Ecco, la Prima è quella di cui ci si dimentica sempre! Messi di fronte alla domanda “Quali sono le Sette Arti?”, ci si arrabatta bene o male, si cogita e si arriva a indovinarle tutte. O quasi. Perché ne scappa sempre una, e che di solito è la Prima. Sarà la Cucina? O forse l’arte venatoria? O quella oratoria? O un’altra “-oria”? 

Magari il TEATRO? Beh, dovete sapere che il sottoscritto è convinto che il Teatro venga prima d’ogni altra Arte. Sia come una sorta di “Arte Zero”. Questo, quantomeno, secondo la mia augusta classificazione. Sì, perché il Teatro nasce nell’esatto momento in cui un cavernicolo grugnisce ad un altro con lo scopo non di trasmettergli un’informazione, bensì un’emozione. Che sia divertimento oppure tristezza. Del resto esistono sia la Tragedia sia la Commedia. Il Teatro nasce nell’istante in cui l’Umano ha voluto comunicare all’altro, emozionarlo, raccontargli qualcosa. Ma sto divagando: quale caspita è questa Prima Arte? Ci siete arrivati? 

Beh, trattasi dell’ARCHITETTURA

Eh sì, proprio l’Architettura! Questa sconosciuta alla quale però dobbiamo così tanto, e che ha permesso in prima battuta a Noi poveri umani infreddoliti di trovare un riparo dalle piogge tempestose battenti della Vita. Ma che è a dire il vero molto più di questo. 

L’Architettura è quell’arte attraverso cui puoi prendere elementi e materiali slegati tra loro – fatti per essere separati – e cambiare loro natura “mettendoli insieme e facendoli stare insieme”, combinandoli gli uni con gli altri con lo scopo di creare qualcosa di nuovo, che prima manco esisteva e che ora potrai chiamare con quelle quattro lettere: C-A-S-A. Essa ci ha dato in mano il potere sconfinato di forgiare e plasmare da Noi l’intorno nel quale ci muoviamo, rendendoci Creatori di mondi interi fatti di dimore e strade ed edifici, cosmi variopinti dalle forme e dai colori più vari, universi immensi in cui linee e geometrie e poligoni la fan da padrone perché siamo stati Noi a volerli lì e a piazzarli lì, per mezzo del Nostro Occhio prima e della Nostra Mano poi. Per scegliere infine di abitarci dentro. I ricordi che Noi abbiamo sempre o quasi sono associati a un luogo, le immagini che ci portiamo dietro tutta la vita hanno a che fare con un posto nel quale siamo stati, le nostre memorie legate a delle zone che possiamo chiamare “nostre”. Ma quei luoghi in cui risiediamo, quelle zone che popoliamo, quei posti in cui stiamo esistono perché prima è esistita l’Architettura, che s’è inventata tutto questo!

Prima abbiamo parlato di vibrazioni, sensazioni, oscillazioni, scosse, fremiti. Invisibili, soverchianti, profondi, eccitanti, insondabili, ultraterreni. Sono i movimenti propri della Vita, quelle “cose” che non riusciamo a chiamare ma che tutti sentiamo che esistono. E che però sanno essere così pazzescamente fuori dal nostro controllo e che a volte possono distruggerci per via della loro sovrastante intensità che… che dobbiamo anche imparare a proteggercene. E quale modo migliore che rifugiarsi “dentro” quando il vento s’alza e “fuori” tutto si fa nuvoloso e rumoroso? Una casa, un rifugio, un posto in cui stare. Fortunatamente ecco che viene in nostro soccorso l’Architettura, l’Arte che dà vita a quei posti là dove prima non esistevano.

Prima di dare a questi “movimenti” una forma o un colore, prima di dar loro la parola o togliergliela, prima di qualsiasi altra “roba”… l’Umano ha dovuto imparare a difendersi da essi. E allora capite anche voi che l’Architettura davvero non può che essere la Prima delle Sette Arti? 

Nasce da questo bisogno primordiale di protezione e difesa e sicurezza ma nel corso dei secoli – assurgendo al ruolo di arte ordinatrice dispensatrice di Poteri paradossali – è arrivata a tagliare traguardi inaspettati, a oltrepassare limiti incredibili, a toccare vette impensabili. A creare un Mondo che sia a propria immagine e somiglianza, riunendo Equilibrio Armonico con Primitivo Caos Brutale, mettendo insieme Forza Rumorosa e Silenziosa Stabilità, cangiando a seconda delle esigenze umane, mutando carattere insieme all’Umano, raccontando sempre qualcosa di nuovo su di Noi.

Mi spiace molto – dico sul serio! – che l’Architettura sia delle Sette Arti quella che vien dimenticata più spesso, a dispetto del fatto di essere la Prima. Trattasi di un’Arte capace di essere così tanto specchio dell’Umano e del suo Disordine interiore, pur cercando al tempo stesso di essere il modo che l’Umano ha di imporre Ordine e Controllo. Che incongruenza assurdamente illogica ma così terribilmente umana! 

E quindi… che fare? Rassegnarsi all’idea che l’Architettura, sempre dimenticata, rimanga tale e non occupi il posto che le spetta di diritto, pur parlando di quell’Arte che ha permesso all’espressione “occupi il posto” di esistere? No, io non ci sto! 

Perciò ho deciso di inaugurare quest’oggi un viaggio di portata augusta che ci accompagnerà per tre ulteriori puntate fra i molteplici, variegati, infiniti significati che l’Architettura può assumere e ha assunto e che chissà un domani non assuma, attraversando letteralmente luoghi che i nostri gloriosi progenitori hanno forgiato e che, con Noi e per Noi e insieme a Noi, sono cambiati divenendo qualcos’altro, proprio come un albero può divenire un tetto o un pavimento. 

Questo è il mio modo di omaggiare l’Architettura, prodigiosa metamorfosi fattasi Arte, e che riunisce in sé contraddizioni clamorose, come racchiudere Ordine e Caos, Stabilità e Mutamento, oltre quella di essere la Prima Arte e insieme “quella dimenticata”. Ma che da oggi m’auguro sarà ricordata, anche grazie a quel che vi narrerò. Cercherò di fare del mio meglio, nel mio piccolo. Ma che forse diverrà garguantesco, un domani. Perché se c’è qualcosa che l’Architettura ci ha insegnato è che il Mondo è piccolo ma le idee che lo abitano e lo cambiano e lo plasmano possono essere smisurate, sterminate e sconfinate. 
Del resto, come disse una volta l’eminente scrittore e letterato francese GUY DE MAUPASSANT: “L’architettura, la più incompresa e dimenticata delle arti d’oggi, è forse anche la più misteriosa e la più nutrita di idee”.

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