DI GIOSUE’ TEDESCHI
Questo film tratta degli eventi che accadono dopo il Blip; la scomparsa di moltissime persone, a caso, che poi sono ritornate altrettanto a caso. Si apre con il viaggio a Venezia della classe di Spiderman; uno degli inizi più morbidi che io abbia mai visto. La gita inizia bene, piena dei classici drammi dei 15enni, ma soprattutto è bello vedere rappresentata una città italiana in un film americano. Riconoscere i luoghi dei film secondo me è una figata pazzesca, cioè aggiunge un 80% di gusto gratuito.
Non si fermano a Venezia però, anzi. È solo la prima città di un tour che coinvolge alcuni dei luoghi più belli d’Europa. Partecipano persino all’opera, a teatro; potrebbe essere la mia scena preferita. Un po’ imbarazzante, ma un bel momento. Spiderman col costume nero è un richiamo particolare allo Spiderman nero che conoscevamo, secondo me, ma magari è stato un caso eh.
Sei una persona molto difficile da contattare Spiderman.
Nick Fury, nessuno evita Nick Fury. Sembra un personaggio un po’ fuori posto in questo film. Ha un’estetica diversa, un modo di fare da alto generale in guerra che si adatta male a un film di Spiderman. Non sono nemmeno tanto carine le sue manipolazioni, anche se comunque sono efficaci, quindi perché rifiutarle? Ci troviamo di fronte a un personaggio controverso, non molto amichevole, difficile da far funzionare in una storia alla quale sembra non appartenere.

Lasciando stare il buon Nick, una cosa che invece funziona benissimo è l’audio. Alla Marvel piace giocare con l’audio, moltissime delle gag comiche derivano proprio da scherzi sonori. Non è semplicemente l’audio del film; del tipo una pistola spara e senti lo sparo. È quasi una storia a sé, e meno male direi. È una di quelle cose di classe che ti alzano le aspettative per i film futuri. Per fortuna la Marvel non delude.
Il cattivo per questo film è Misterio, che si presenta come arrivato da un’altra terra, distrutta dagli Elementali. Forse che la Marvel iniziava a dare indizi sul multiverso già da qui? Questa è una di quelle sciccherie che puoi fare solo in una serie di film tipo quella di Spiderman. Stanno diventando praticamente una serie tv dove ogni episodio dura due ore e il budget è illimitato.
Se anche era un indizio al multiverso di certo non gli viene dato seguito qui. Si rivelerà essere soltanto il Signor Beck; un omino senza poteri se non quelli dati dall’avidità.

Il suo era un piano semplice: Misterio diventa il più grande eroe sulla terra, lui fa i soldi, ottiene il riscatto morale che cercava nei confronti di Ironman e tutti vivono felici. Lui più degli altri magari. Ma a parte Misterio che è solo il cattivo del film, possiamo parlare della sottotrama con MJ? Non smette mai di interessare, sarà che a tutti piace l’amore adolescenziale? Chissà. Fa innamorare come lei si fidi di Peter nonostante lui continui a sparire ogni cinque minuti.
Così come si fa amare la coreografia della battaglia finale. Certo nel film stesso è studiata a tavolino, ed è studiata bene. Stupisce in ogni momento. Certo aiutano gli effetti speciali con un budget illimitato.
In questo film si capisce benissimo perché Spiderman è quell’eroe universale ed immortale che è. Perché non si arrende, perché resiste, perché ha una costituzione resiliente. Perché è l’unico vero supereroe. Anti-fragile, direbbe qualcuno.
È anche bello vedere come gli eroi siano quelle persone che fanno dei problemi altrui una causa personale e si impegnano affinché vengano risolti presto e bene. La chiusura infine è tenera ma senza risultare smielata, come solo la Marvel è in grado di fare.


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