Il Regno e i 5 Ciondoli – Il Coraggio di Sognare in tempi disillusi

DI SARA MORENA

Vi è mai capitato, se non vi capita ancora, di avere un momento in cui vi coglie la malinconia, quel dolce sentimento di nostalgia in cui vi riaffiora il ricordo di quando eravate bambini e sognavate senza porvi dei confini, immaginando di vivere avventure fantastiche, o di trovare il vero amore, di poter esplorare mondi incantati, abitati da sirene, fate e streghe, di poter essere delle principesse o dei valorosi eroi? Provate a prendervi un momento, almeno una volta al giorno, per tornare a sognare come facevate un tempo, prima che la crescita vi facesse acquisire la consapevolezza che ha affievolito questa capacità.

Certamente non si può tornare bambini, ma chi può dire che solo per questo non possiamo più sognare? La consapevolezza ci ha resi più coscienti di quanto il mondo sia crudele e pieno di pericoli, ma questo non deve necessariamente porci dei limiti, e anzi, può essere semplicemente un arricchimento, qualcosa che ci può rendere più forti e capaci di affrontare gli ostacoli che ci allontanano dalla nostra stella, la stella dei desideri che ha da sempre guidato il nostro cammino, sebbene col tempo l’abbiamo dimenticata. Come dice Miyazaki nel film La Città IncantataOgni volta che ci accade qualcosa, quel ricordo ci apparterrà per sempre, anche se non lo ricordiamo più”. Questa frase sembra un paradosso, però il concetto che essa esprime non sbaglia. I ricordi del nostro passato fanno sempre parte di noi, anche se non possiamo ricordare tutto consciamente. Lo stesso principio vale anche per i sogni. Tutti abbiamo sognato, da bambini, e anche se i sogni non sempre si avverano, essi fanno sempre parte di noi. Quale può essere un modo migliore per riaccendere la scintilla del sogno, oltre a leggere il romanzo Il Regno e i 5 Ciondoli? È proprio di questo favoloso libro illustrato che voglio parlarvi. Un libro che racchiude in sé tutta la magia dei sogni. Se lo leggete, sentirete quella magia vibrare all’unisono coi battiti del vostro cuore, una magia capace di riaccendere tutti i vostri sogni che da tempo ormai si erano spenti, di risvegliare la perduta anima disneyana.

E, a proposito di cose disneyane, adesso vorrei prendere qualche riga per raccontarvi la storia del romanzo. Si tratta di un’opera editata dalla casa italiana Tora Edizioni, specializzata in pubblicazione di fumetti, fra cui anche manga italiani, scritta da Viola Sanguinetti e illustrata da Ludovica Liera. Ma le vere menti che hanno portato alla realizzazione del libro sono cinque ragazze italiane, distanti nel nostro Paese, ma accomunate dalla passione per il Mondo Disney, per l’animazione, il cinema e i parchi a tema. Sto parlando di Federica Fratocchi, Miriam Mirruzzo, Lucrezia Cesaroni, Fabiola Forgetta e Silvia Caremoli, fondatrici della community virtuale Regno Dreamers. In principio il nome di essa era Regno Disney, ed era nata come pagina di condivisione di post che svelavano tutti i segreti dell’Universo Disney e di tutti i suoi film. Ma in seguito gli interessi delle amministratrici sforarono anche nel mondo generico del cinema, e così di recente il nome della community è stato ribattezzato. Se siete appassionati di Disney e di ogni cosa che sia cinema e sogno, Regno Dreamers è il luogo dove ogni vostra curiosità e desiderio di condivisione può trovare sfogo. E se è un vostro sogno poter fare un viaggio al Disneyland Paris almeno una volta nella vita, tramite la community potrete realizzarlo.

Ma adesso torniamo a parlare del romanzo. La storia è un fantasy isekai, come lo definirebbero i giapponesi. Per isekai s’intende una storia che parla di protagonisti che un giorno si ritrovano catapultati in mondi paralleli o alternativi. Ed è quindi tramite la storia di questo libro che le ideatrici raccontano la propria esperienza, in chiave immaginifica, mostrandoci come, dalle loro città distanti, le loro anime si sono incontrate nel cuore di un fantastico regno, fatto di magia, delineando la realizzazione della loro community come un viaggio eroico grazie al quale le fondatrici si sono rese portavoci dello spirito sognatore disneyano. Non a caso il re di questo regno in cui le protagoniste si ritrovano all’improvviso porta lo stesso nome del fondatore della sua omonima azienda, Walt. Viaggiando tra vari mondi, le protagoniste scoprono una realtà dove ogni cosa è possibile, e loro stesse possono diventare ciò che hanno sempre soltanto immaginato, incontrare meravigliosi ragazzi e vivere avventure nei fondali marini, tra i torridi deserti e altri luoghi incantati, affrontando comunque sfide che mettono alla prova il loro coraggio e che le guidano verso il loro destino.

La pubblicazione di un libro come Il Regno e i 5 Ciondoli è certamente un grande passo per il Regno Dreamers, un passo grazie al quale le amministratrici forse per la prima volta hanno dato forma loro stesse ad un sogno. Dopo tanti anni di condivisioni e di commenti sul Mondo Disney, di viaggi al Disneyland e di periodi natalizi passati a condividere sui social post e storie a tema insieme ai loro follower, adesso è una loro disneyana idea a prendere corpo. Tutto quanto è cominciato con una passione in comune, e grazie ad essa hanno trovato un sogno da realizzare. Come lascia trasparire la storia del romanzo, non è stato sempre facile coltivare questa passione. Questi tipi di passione vengono spesso considerati astratti ed infantili, specialmente in questi tempi cinici, dove l’incanto sembra essere svanito del tutto.

L’incanto e la capacità di provare meraviglia avevano preso ad affievolirsi nel nostro mondo da ormai due secoli, quando la caduta dei vecchi regimi, le scoperte scientifiche e le rivoluzioni tecnologiche hanno portato alla luce tanti segreti e verità che hanno sdoganato quelle vecchie concezioni che erano in grado di incantarci. In un tale periodo, la nascita del cinema ha reso possibile il ritorno dell’incanto perduto. Ma oramai anche il mondo del cinema e dello spettacolo ha smesso di avere segreti. Gli spettatori non si stupiscono più, anzi, sono perfettamente consapevoli della finzione che c’è dietro ciò che vedono e alla volte ne ridono beffardamente. 

Eppure c’è ancora chi, pur sapendo che ciò che vede è finzione, desidera meravigliarsi, c’è ancora chi guarda i film col semplice desiderio di sognare, di prendersi un momento di pausa dalla dura realtà per potersi emozionare e scoprire tanti lati di sé. Sognare è un vero atto di coraggio, e oggi più che mai in questo mondo disilluso. È infatti nelle difficoltà che viene fuori la vera forza di ognuno.

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