DI GIULIA FOSCHI
Camminare bendati sulla lama del coltello
Un passo avanti l’altro
per non essere mai
tagliati in due
perché a metà
si sta sempre un po’ scomodi
calzini spaiati
irrisolti
quanti denti ci siamo tolti
con pinze d’oro e di lustrini
il burattinaio e i burattini
sono sempre la stessa persona
e s’intrecciano di fili
fili ed aghi
inchiostro nero sotto pelle
come fossi frutto da sbucciare
e corazze invalicabili
e silenzi densi come stagni
in cui non ci sono pesci
questo è il labirinto
e quindi esci
se riesci
Oppure entra
in una stanza
sulle cui pareti
stanno nere ombre cinesi
sembriamo noi due
sagomati un po’ di sbieco
a ricordarmi
l’amore è cieco






