Sulle note della Disney

DI SARA MORENA

E ogni vita lo sa

Che rinascerà

In un fiore

E fine non ha

Hai sentito il lupo

Che ulula alla luna blu

Che sai tu della lince

Che ne sai

Sai cantare come cantan

Le montagne

Non so se è soltanto fantasia

O se è solo una follia

Quella stella lontana laggiù

Però io la seguo e anche se so

Che non la raggiungerò

Potrò dire “Ci sono anch’io”

Avete letto cantando, vero? Supponiamo che molti di voi che stanno leggendo sono appassionati della Disney, e dunque immaginiamo di sì. Oggi proponiamo un altro articolo dedicato a essa, tramite il quale intendiamo offrire qualche riga in merito alle canzoni che da sempre caratterizzano i Classici, contribuendo a renderli celebri, chi più e chi meno. In particolare, il nostro intento è parlare degli adattamenti, delineandone i pregi e i difetti, dando infine un’opinione di quale potrebbe essere il futuro delle Canzoni Disney in modo tale che il loro reale senso possa essere trasmesso a quella parte del pubblico desiderosa di esplorare e/o ammirare la realtà linguistica dietro di esse.

Si sa che, quando un testo viene tradotto, molte cose cambiano, perché tradurre non sempre significa “dire la stessa cosa in un altra lingua”. Esistono termini che non sono traducibili, o che nella lingua di destinazione suonano male, e di conseguenza tradurre significa anche adattare, oppure interpretare. Questo succede spesso con le canzoni. È più facile tradurre fedelmente un testo narrato, piuttosto che dei versi, poiché in un verso non ci sono soltanto parole, ma c’è anche una determinata tonalità e cadenza dei suoni che devono necessariamente essere rispettate. Il ritmo è una caratteristica essenziale in una canzone, poiché definisce le emozioni che essa intende esprimere e lo stile dell’artista. Ma il ritmo e le emozioni da sole non bastano sempre per trasmettere il senso.

Per fare arrivare il messaggio a chi ascolta occorrono anche le parole, che sono l’elemento più difficile da rendere al meglio quando la canzone passa da una lingua all’altra. Le parole del testo, tradotte in modo letterale, difficilmente si accompagnano bene con le note. Di fronte a questo problema si cerca di ovviare usando diversi artifici letterari, ricorrendo, per esempio, a sinonimi, oppure, più in generale, a frasi che esprimano il più possibile lo stesso concetto, ma con altre parole. In qualsiasi caso, non sempre gli adattamenti delle canzoni in altre lingue riescono in modo fedele alle versioni originali. Alcune volte le trasposizioni possono essere migliori o peggiori. Nel secondo caso la canzone perde molto del senso che essa trasmette nella sua lingua madre.

Vediamo, quindi, la questione nell’ambito delle canzoni Disney. Tutti noi, da piccoli, abbiamo ascoltato le canzoni adattate nella nostra lingua. Ma, diventando grandi, alcuni hanno iniziato ad avere la curiosità di ammirare i Classici in lingua originale, cosa che intorno agli anni 2000 è stata resa possibile grazie all’avvento dell’Home Video in digitale, nonché dei DVD, che ci hanno permesso di conoscere approfonditamente i nostri film preferiti sotto molti punti di vista, fra cui quello linguistico. Gli osservatori più acuti, o forse i più saccenti, hanno sostenuto che i lungometraggi disneyani trasmettevano più direttamente i loro messaggi nella loro madrelingua, soprattutto le canzoni.

Effettivamente, non tutte le Canzoni Disney hanno avuto lo stesso successo, o più appropriatamente, la stessa espressività in ogni lingua. Se parliamo delle edizioni italiane, uno dei film dove gli adattamenti hanno meglio funzionato è Il Re Leone, divenuto popolare grazie a Il Cerchio della Vita, che è uno dei brani considerati a livello di una canzone pop. Nello stesso film ricordiamo anche Sarò re (in originale Be prepared), il cui titolo italiano conferisce persino maggiore significato, poiché ne esprime meglio il focus, ovvero l’obiettivo del villain di usurpare il trono. Se consideriamo, invece, il sequel, Il Re Leone 2 – Il Regno di Simba, la canzone Siamo un’unica realtà (We are one) è una di quelle che invece rendono male il messaggio. Con questa canzone Simba intende insegnare alla figlia Kiara che ogni cosa è connessa, che ogni cosa vivente fa parte di un’unica realtà. Il motivo per cui il messaggio non arriva è dovuto al fatto che il verso Siamo un’unica realtà non viene ripetuto, e anzi viene posto come un solo intermezzo nei versi.


Prima di giungere alle conclusioni, vorremmo fare altri due esempi concreti. Per il primo parliamo di Tarzan, il cui direttore artistico delle canzoni fu Phil Collins. L’adattamento italiano sembra aver riscontrato successo, grazie al talento dell’artista, e ha certamente favorito la commercializzazione del Classico anche nel nostro Paese. Tuttavia nulla dei testi italiani batte le versioni originali, tranne Son of Man (Figlio di un uomo) che è la meglio riuscita. Se parliamo, invece, di Two worlds (Se vuoi), da un punto di vista metrico funziona di più in originale, dato che presenta una maggiore ripetizione di versi.

Nel secondo caso, riprendiamo Koda, fratello orso. Le canzoni adattate non risultano molto ben riuscite, e questo ha contribuito ad abbassare la qualità di un film che è già sottovalutato. I testi italiani non hanno molte ripetizioni di versi, oppure non trasmettono lo stesso significato dei testi in madrelingua. Persino Laura Pausini, che avrebbe dovuto dare la propria voce alla versione italiana di Great Spirits (Spiriti degli antichi eroi), rifiutò la proposta fattale dallo stesso Phil, proprio perché riteneva che la trasposizione nella nostra lingua non avesse lo stesso spirito dei versi in inglese.

Di fronte a questi problemi di adattamento, può esistere una valida opzione che mantenga la fedeltà al reale senso che ogni canzone intende trasmettere, poiché il significato di ogni canzone in un musical è sempre un elemento fondamentale al fine che lo spettatore possa cogliere al meglio il messaggio della storia. Noi speriamo che, in futuro, se dovessero uscire delle nuove riedizioni in Home Video dei Classici Disney, nelle selezioni della lingua venga inserita anche la possibilità di vedere il film con doppiaggio nella propria lingua, ma con le canzoni in originale, con tanto di sottotitoli per chi non conoscesse l’inglese, insieme all’opzione completa in una sola lingua. È al momento solo un’ipotesi, ma non è una cosa astratta. Esiste infatti, tra i DVD degli anime, un’edizione italiana di Saint Seiya – The Lost Canvas, che permette di vedere la serie con doppiaggio italiano, ma con le tecniche di combattimento in giapponese. Se abbiamo reso possibile questa opzione che ha preservato la fedeltà linguistica, perché non potrebbe succedere anche nella Disney?

Ami il cinema? Allora clicca qua!!!

Se ami la Musica, pigia subito qua!!!

Vuoi sentire l’intervista di un nostro carissimo amico cantante lirico? Premi qui!!!


Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

GO TO TOP