Finding Adam: la storia di come ho conosciuto Mister Sandler

DI ALBERTO GROMETTO

(In Via Santa Teresa, sullo sfondo Piazza San Carlo, a Torino, Piemonte Italia: riconoscete l’affascinantissimo uomo in rosa?)

Voi l’avete mai incontrato un vostro eroe? Un idolo? A me è successo, sapete?

(L’Augusto Direttore ALBERTO GROMETTO incontra uno dei suoi eroi: ma chi è?)

Ma che cos’è esattamente un idolo? L’idolo è quella persona di cui conoscete a memoria le gesta, che seguite da anni, che v’ha accompagnato per lunghissimi tratti della vostra esistenza… senza che quello nemmeno lo sapesse! Stiamo parlando di qualcuno che in qualche modo c’è sempre stato per voi, molto più di quanto il diretto interessato potrà mai davvero sapere. Quando tu combini qualcosa di grosso e quel qualcosa comincia a girare sulle sue gambe per il Mondo — e poi in un Mondo come il nostro, sempre “più piccolo” per via dei social e ancor prima a causa dei film e dei mass media e dei mezzi di trasporto più evoluti e tutto quanto il resto — spuntano fuori persone che quel qualcosa non solo lo hanno visto, ma magari apprezzato. O forse addirittura amato. Da cui han tratto forza nei momenti difficili, che ha fatto loro ridere oppure commuovere o entrambe le cose. E tu non lo sai neanche il significato che quella cosa che hai fatto ha avuto per tante e più persone là fuori, quella cosa “tua” e che adesso non può più essere solo “tua”. 

Quando scoprii che di tutti i posti di questa nostra variegatissima sconfinata Terra ADAM SANDLER aveva deciso di venire proprio qui, proprio a TORINO, PIEMONTE, ITALIA, la mia città, la MIA casa, lui che nei fatti ha conquistato il Mondo intero attraverso i suoi incredibili film spassosissimi e insieme umanissimi, per mezzo del suo carattere ilare e giocoso e tenero, grazie alla sua voglia di realizzare e costruire qualcosa rimanendo fedele a sé stesso, io non ci potevo credere. Aggiornai una volta, poi due, poi tre la pagina Internet. Per essere sicuro che non avessi visto male. Refreshai diverse volte, ma la notizia era ancora lì: «Adam Sandler a Torino per le riprese del terzo capitolo di ‘Un weekend da bamboccioni’».

(L’idolo ADAM SANDLER, nel mentre che scatta selfie coi suoi fan, a Torino: quei cellulari non vanno più lavati!)

IO NON CI POTEVO CREDERE, E ANCORA ADESSO NON CI CREDO, NON ERA POSSIBILE, STAVO SOGNANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Voi avete una vaga idea di cosa ha significato il meraviglioso Adam – GENIO ASSOLUTO – Sandler per me? È da quando sono un bimbo di cinque anni che vedo a ripetizione decine e decine dei suoi film, lui mi ha fatto ridere come pochi altri, e in diversi casi pure commuovere fino alle lacrime. Ancora oggi mi fa ridere come quasi nessuno, e in un modo che è tutto, totalmente, assolutamente, completamente suo. Checché ne possano dire gli snob intellettualoidi pretenziosi, le sue pellicole son indubbie opere assolutamente originali, immediatamente riconoscibili, completamente sue, che portano chiaramente la sua firma. Quella sua comicità tra il folle e il demenziale che sa però riservarti d’improvviso non pochi ganci emozionali alla base dello stomaco e soprattutto del cuore, ha portato milioni e milioni di persone a venerarlo, idolatrarlo e soprattutto amarlo. Questa mia realtà da cui vi sto scrivendo e che voi state leggendo, MERCUZIO AND FRIENDS, di cui ho il piacere e il privilegio di essere Direttore e Fondatore, esiste anche grazie ad Adam. Quello che lui attraverso quelle perle che sono i suoi film (sì, mi avete capito bene snobboni, PERLE!!!) mi ha insegnato sulla Comicità, il Potere della Risata ma anche della Commozione e sulla Visione Autoriale e il Raccontare la Vita alla propria maniera fregandotene di quello che gli altri potrebbero dire di Te, infischiandotene di apparire buffo o sembrare ridicolo, in M&F c’è tutto, trattasi di lezioni che ho tentato di fare mie. Oggi “Mercuzio and Friends” non sarebbe lo stesso senza Adam Sandler.

(In questa foto Adam, circondato dai fan, ci sembra così vicino: fino a questo punto è riuscito l’AUGUSTO DIRETTORE ad avvicinarglisi?)

Io lo volevo conoscere. Dovevo conoscerlo. E l’avrei conosciuto. Avrei fatto tutto il possibile per conoscerlo… quantomeno incontrarlo. Fosse stata anche l’ultima cosa che avrei tentato nella Vita. Sono un Mercuziano, del resto. E il motto di M&F sapete qual è? “IL PROVARCI CONTA PIÙ DEL RIUSCIRCI”. E io ci avrei provato, eccome se ci avrei provato. Con ogni microscopica parte di me. Perché non importa cosa la critica dice di Te, né contano nulla i Razzie Awards che t’assegnano (gli Oscar dei peggiori, Adam detiene alcuni record storici assoluti in tal senso): la sola cosa a cui davvero bisogna tenere è quello in cui credi Tu. E se Tu credi nel tuo Cinema, o credi che incontrerai il tuo Eroe, allora devi provarci! Questo è quello che fa Adam Sandler ogni giorno. Ed è quello che fanno i Mercuziani veri.

Martedì 29 Settembre 2026 — primo giorno di riprese per Adam nella bella Via Roma torinese — ci fu un primo avvistamento, anche se io non ero lì. Un mio amico dei più cari possibili e iconico Fratello Mercuziano — DAVIDE PISTARINO altrimenti detto “IL PISTA” — fra i volti storici di M&F, una sorta di pecora nera tra le nostre file, ha sempre avuto un talento innato a individuare per puro caso le grandi celebrità hollywoodiane e leggende cinematografiche e, in generale smarcandoci dal Cinema, culturali. Nonostante sia palesemente stordito. O forse proprio perché stordito. Fatto è che quel primissimo giorno di riprese il Pista era lì, in Via Roma, Centro Torino, pronto per scattargli una foto nel mentre che registrava, schiacciato dalla folla assiepata sotto i portici tenuta ai confini del set, dietro le transenne, impossibilitata ad attuare “un’invasione di campo”. Per quanto credo Adam l’avrebbe apprezzata enormemente, conoscendolo. 

(La foto scattata dal PISTA!!!)

Quando il Pista mi mandò la foto, io ancora non riuscivo a realizzare, dico sul serio: lui era lo stesso tipo di cui conoscevo a memoria le espressioni, i gesti, la mimica facciale nei più microscopici dettagli! Mi ero ritrovato quell’epico volto talmente tante volte davanti agli occhi nel corso degli anni, fin dalla più tenera età, che quasi conoscevo meglio il suo che il mio! E ora era lì, in una delle vie che più ho percorso nell’arco di tutta la mia esistenza. Adam Sandler, che trascorre i suoi anni viaggiando in giro per l’America tra New York e Los Angeles, che conosce il Mondo in lungo e in largo ed è conosciuto in lungo e in largo dal Mondo, che due anni fa è stato protagonista del momento più iconico dell’evento cinematografico per eccellenza ossia la Cerimonia dei Premi Oscar 2025… ora era a casa mia! Lì, dove il Sabato sera mi ritrovo sempre coi miei amici a passeggiare. Quel primo giorno di riprese, che era poi anche il giorno in cui venne fuori che Adam era lì, ancora non ero stato capace di organizzarmi. Ero stato preso alla sprovvista, o forse più verosimilmente avevo ritenuto impossibile il poterlo incontrare. Ma la foto di quel diavolo d’un Pista rappresentò per me una speranza, la speranza di potermici avvicinare abbastanza così da sussurrargli nell’orecchio quello che provavo per Lui, nel mio inglese stentatissimo e imbarazzante. 

(KEVIN JAMES, tra i più storici colleghi e amici di Adam, immortalato dall’Augusto Direttore Alberto Grometto in persona qui a Torino)

Il giorno dopo decisi di provarci. Accanto a me il solo Fratello Mercuziano abbastanza folle e sconsiderato e sognatore — almeno quanto il sottoscritto — da credere davvero che lui e io, noi due insieme, potessimo veramente avere anche solo una qualche minuscola possibilità di incontrare una divinità! Sto parlando del Mercuziano ALESSIO SABA alias “L’ARCIVESCOVO DELLA GIOIA”, una figura a metà tra il Sacro e il Santo a mio modo di vedere capace di farti subito sentir bene, Gioia fattasi carne e corpo e sangue, in grado di suscitare in Te (quantomeno, in me) un sentimento di pura Felicità con un sol movimento di sopracciglio e la sua sola presenza. In questo, me ne accorgo solo adesso scrivendo, quasi assomiglia ad Adam. Quasi ovviamente, perché Mister Sandler resta una divinità per l’appunto. Dico seriamente: UNA DIVINITÀ! Perché anche se io per inclinazione scelgo di non idolatrare nessuno (o quasi) fino al punto da costruirci un culto sopra dimenticandomi della sua umanità, nel caso di Adam è diverso. Lui per paradosso è la Divinità Protettrice dell’Umano!!! La sua divinità sta nella sua umanità. Lui non è un dio nascosto nella sua Torre d’Avorio inaccessibile, bensì scende tra la gente, gioca a pallone con le persone, fa a tutti quelle battute simpatiche tutte sue! Adam rappresenta e incarna l’Umano proprio nella sua dimensione più spontanea e naturale e autentica, quindi pure ridicola, sciocca, grossolana ma anche dolce e adorabile e strappalacrime. Lui, superstar osannatissima in ogni angolo del pianeta che si è fatta i milioni (quelli veri!) nella vita, è anche colui che va in giro in braghe corte e felponi da basket, magari con un hamburger in mano, salutando la gente che lo incontra e gli grida “Adam!”. Almeno, questo è quello che avevano sempre raccontato in TV. Sicuramente i personaggi dei suoi film erano così, genuini e semplici e affettuosi e tontarelli e calorosi e infine soprattutto umani: ma ora sorgeva un dubbio, in me. 

Nella Vita Vera, Adam era come nei suoi film? Oppure… oppure no?  

(CHRIS ROCK, anche lui immortalato in questo scatto qui a Torino in Piazza San Carlo dall’Augusto Direttore Alberto Grometto)

Anche Mercoledì 30 Settembre 2026 tornai a casa “con le pive nel sacco”, come si suol dire. L’Arcivescovo e io ci avevamo provato, anche se sapevamo che quel giorno già al mattino e nel primo pomeriggio si erano svolte delle riprese. Ed era molto difficile quindi ce ne sarebbero state altre quando tentammo io e lui, verso le 17.30, dopo una giornata di lavoro e riprese (pure per noi!) nei nostri studios mercuziani. Percorremmo Via Roma due volte, su e giù, ma inutilmente: oramai non c’era neanche l’ombra di un set. Andammo nella stupendissima Piazza San Carlo, dove tra macchinoni coi vetri oscurati e transenne messe qui e là e enormi green screen si respirava l’aria di “qualcosa di grosso”. Ma niente, per quella sera nulla di nulla. Chiacchierammo con un giovane ragazzo della security, omonimo di Sandler. Adam disse che né lui né nessuno dei suoi era stato informato su eventuali riprese serali. Il che rendeva molto improbabile un’ulteriore registrazione. Ci suggerì di chiedere consiglio ad una ragazza della crew indicandocela fra la folla. L’Arcy e io quasi la inseguimmo, siccome stava per perdersi tra la gente. Una volta raggiunta, le chiedemmo. Ma lei disse che… no, non ci sarebbero state altre riprese per quel giorno. Passammo ore ad aggirarci fra le vie e le piazze torinesi, alla stregua di due lupi famelici in cerca di una pecora da sbranare. E quella pecora era Adam! Davvero, dovevamo essere molto divertenti da vedere: Willy il Coyote quando spietato si sfrega le mani pronto a tentare di catturare Beep-Beep non doveva essere troppo diverso da noi due. E del resto anche Willy è un Mercuziano, cioè uno che ci prova e osa e tenta e si butta. E non importa quanto male si faccia, quanto sia alto il burrone da cui cade, quanto esplosiva sia la bomba che gli esplode in mano: lui continuerà a provarci, sempre e comunque. State pur certi che sarà sempre lì, pronto a provare e riprovare ad acchiappare quel pennuto. Ecco, l’Arcivescovo ed io eravamo proprio come Willy. E Adam era Beep-Beep.

(In un momento di pausa dal set, in Piazza San Carlo: l’uomo biondo a destra col cappello blu in testa è DAVID SPADE… mentre quello in rosa, beh, si sa chi sia!)

Si era infine giunti all’ultimo giorno di riprese: Giovedì 1 Ottobre 2026. Il dì successivo Adam e il resto del cast e della produzione sarebbero partiti per altri lidi. Il terzo capitolo di questa saga di successo si svolge (almeno in parte) a Parigi ma la nostra Torino è meno costosa, ecco perché erano lì. Non a caso tutti i cartelli di piazze e vie, oltre che le insegne di bar e locali e caffè, era tutti quanti diventati “francesi”. Spuntavano pure qui e là gli iconici lampioni parigini con tanto di scritta “Métro”. Non ci sarebbero state altre possibilità, dopo quel giorno. Sapete, qualcuno una volta disse che esistono i Grandi Giorni e poi quelli comuni, normali. In stragrande maggioranza, le nostre giornate appartengono alla seconda categoria. Ma ogni tanto ti capita un Grande Giorno, e quando succede io mi son sempre chiesto se lo capisci già al mattino, nel momento del risveglio, che razza di giornata ti appresterai a vivere. Spesso me lo chiedo: cosa senti di diverso, quando ti svegli, all’alba di un Grande Giorno? Qual è la differenza rispetto alle altre comuni e normali giornate? Risposta: nessuna. Perché quella dell’1 Ottobre è e rimarrà in eterno fra le più Grandi Grandi Giornate di tutta la mia vita. E io quella mattina, quando mi svegliai, lo ignoravo completamente. E il merito spetta ad una persona, in cima a tutte le altre: Adam.

(Seduto davanti ad Adam, fra i suoi migliori amici, durante un momento di pausa sul set: il grandioso ROB SCHNEIDER!!!)

Era il primo pomeriggio quando l’Arcivescovo e il sottoscritto si recarono in Piazza San Carlo. Sentivamo che avrebbero avuto luogo delle riprese, la sera prima vedevamo molto movimento, e intuivamo che potevano essere nel primo pomeriggio, come era stato nel caso delle altre giornate. Più che altro: lo speravamo. La sera prima, su proposta dell’Arcy, ci eravamo ancora recati al suo albergo, a pochi passi da lì: il Principi di Piemonte. L’intero cast e la produzione soggiornavano in quell’hotel. Una pensata brillantissima da parte del mio astuto compagno d’arme, siccome ci eravamo imbattuti lì davanti in un’orgogliosa folla di ammiratori che da dietro le transenne, davanti all’hotel, attendevano il loro eroe. A dire il vero trovammo pure un gentilissima signora che abitava lì vicino e che non era propriamente una sua fan, non sapeva dire troppi titoli della filmografia sandleriana. Era più ammirata dalla celebrità come concetto, ecco. Però una persona squisita, ci chiacchierammo quasi un’ora l’Arcy e io. Non era la sua prima volta, aveva già avuto modo di “catturare” celebrità di diverso tipo stando appostata dinanzi a quell’albergo, oramai ne conosceva tutti i segreti a menadito, la CIA in confronto le faceva un baffo! Saranno state le sette di sera quando l’uomo della security dell’hotel si avvicinò a noi, poveri diavoli dietro le solite immancabili transenne e con un piede sull’asfalto col rischio quasi di essere investiti dalle macchine, per comunicarci che quella sera non sarebbe passato più, che era stanco e che era già entrato da una via secondaria. Diffidate, disse la signora: Quando dicono così, è proprio perché sta per arrivare. Ma già lo sapete: per quella sera non sarebbe arrivato più nessuno. La task-force era forse demoralizzata quando il giorno dopo, quell’indimenticabile 1 Ottobre per l’appunto, si recò in Piazza San Carlo per poterci riprovare? No, ancora sperava. 

(Sarà questa la foto migliore di Adam scattata dal nostro impavido Direttore?)

E fu lì che lo vidi. Che lo vidi davvero. A trenta e passa metri di distanza. In mezzo un sacco di persone. Lui girato di spalle. Ma quella nuca a forma d’uovo (come lui stesso è solito definirla) l’avrei riconosciuta tra mille. Era la prima volta in vita mia che lo vedevo, che lo vedevo davvero quantomeno. Dal vivo, ecco. Perché era sempre stato sullo schermo del mio televisore, da anni che era lì. O lo incontravo al cinema, oppure sul telefono. Ma era la prima volta che era lì, in carne e ossa, nel mio stesso posto. Nella stessa piazza, quella Piazza San Carlo che conoscevo come il salotto di casa mia! Col cavolo che ovviamente la security ci lasciava avvicinare, anzi, ci chiedeva di allontanarci e di andare a metterci… indovinate dove? Esatto: dietro le solite transenne! Là, a 30 metri o più da Lui. Ma veramente lo stavo vedendo per davvero per la prima volta in vita mia? E lì, il dubbio tornò: era davvero come era sempre stato nei suoi film? O lo avrei visto davvero anche da quel punto di vista? Per come è veramente? Che forse non fosse quel simpatico buffone goffo e assurdo ma anche dolce e adorabile che era sempre stato? Che forse non fosse quel ridicolo clown che in ogni momento della mia vita, anche quelli più difficili o di buio, era lì per me, pronto a strapparmi una risata, a farmi sorridere, a ricordarmi quanto la Vita fosse meravigliosa a dispetto di dolori e sofferenze e colpi bassi? 

(Inconfondibile quella nuca ad uovo!!!)

Adam Sandler lo trovo un attore divino. Dotato di assolute innegabili capacità interpretative che rendono ogni sua performance, per quanto il personaggio che si ritrova a interpretare possa risultare assurdo e ridicolo, talmente vera e autentica da sembrare realtà. Lui è stato protagonista di un formidabile capolavoro fenomenale quale «UBRIACO D’AMORE», del più Supremo Maestro di Cinema possibile, quel PAUL THOMAS ANDERSON che volle assolutamente Sandler nel suo film. O ancora rivestì i panni dell’ambiguo e insieme autodistruttivo caoticissimo protagonista di quella perla di film che è «DIAMANTI GREZZI» dei Fratelli JOSH & BENNY SAFDIE. E che dire delle sue performance più malinconiche, anche se sempre caratterizzate da un’irresistibile simpatia tutta sua, come in «FUNNY PEOPLE» di JUDD APATOW o «THE MEYEROWITZ STORIES» di NOAH BAUMBACH o «CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK» di FRANK CORACI? Ma ancor più che un attore e un interprete, Lui è un vero Uomo di Cinema che ha saputo pienamente e perfettamente intercettare i gusti del pubblico e che si è costruito da solo il suo successo. Sì, avete capito bene: quando si parla di Sandler, è obbligatorio parlare della sfilza infinita dei film interamente suoi, prodotti dalla casa di produzione che lui stesso ha fondato – la HAPPY MADISON PRODUCTIONS – attraverso cui realizza i suoi film, le sue produzioni, le sue storie. E lo fa insieme a tutti i SUOI amici. Sì, lui nelle sue produzioni fa recitare tutti i suoi amici, coloro che lavorano alle sue pellicole, sia davanti alle telecamere sia dietro, son tutti i più cari Friends di Adam. Sostanzialmente, la Happy Madison è la sua Mercuzio and Friends. Per questo Sandler è fra i personaggi hollywoodiani più ricchi e pagati che ci siano, molto più danaroso pure di un Leonardo DiCaprio o un Brad Pitt: perché si è costruito la sua strada con le sue mani facendo i suoi film. Dagli splendidi capolavori realizzati insieme all’amica DREW BARRYMORE — e stiamo parlando di «PRIMA O POI ME LO SPOSO», stiamo soprattutto parlando del leggendario ed eccezionale e sovrumano «50 VOLTE IL PRIMO BACIO», stiamo parlando di «INSIEME PER FORZA» —, passando a quelli realizzati insieme all’amica JENNIFER ANISTON come «MIA MOGLIE PER FINTA» o «MURDER MISTERY», e ancora il commoventissimo «SANDY WEXLER», il genialissimo esilarantissimo «ZOHAN», o gli storici «UN TIPO IMPREVEDIBILE» e «BILLY MADISON» che diedero il nome alla sua casa di produzione, e ancora «BIG DADDY» o «IO VI DICHIARO MARITO E… MARITO» o ancora veramente tantissimi altri: è pazzesco pensare a tutti questi titoli iconici, che han davvero segnato l’immaginario collettivo storico-globale, che tutti quanti conoscono, anche chi di Settima Arte non ci capisce un tubo! Brad e Leo saranno pure riconosciuti come massimi sex symbol attoriali dal talento indiscutibile, ma loro non hanno mai avuto la faccia tosta di presentarsi dinanzi al Mondo in felpa e pantaloncini facendosi (simpaticamente) cacciare via dagli Oscar (una delle gag più divertenti mai fatte a quella magica Cerimonia!). Rispetto a molte altre celebrità a cui il successo è capitato, Adam ha preso una scelta precisa, quella di rimanere sé stesso e di scommettere su di sé, sui suoi amici e su quello che lo rendeva Lui. E dato il successone mondiale che ha riscosso, direi che è una scommessa che ha vinto. Ecco, questo è il motivo per cui amo Adam Sandler: ma io non lo conosco di persona naturalmente, quindi mi chiedevo quel pomeriggio autunnale torinese… era davvero come raccontavano? Il fatto è che ora lo conosco.

(Questa foto, come sostanzialmente tutte le altre presenti in questo articolo, sono state scattate dall’Augusto Direttore ALBERTO GROMETTO in persona, nella zona fra Piazza San Carlo e Via Santa Teresa, nel pieno centro di Torino, Piemonte, Italia)

Mentre eravamo lì, l’intrepido Arcivescovo e lo speranzoso sottoscritto, dietro le transenne a fotografarlo, successe una cosa: iniziai a vedere attorno a lui, seduti accanto ad Adam… gli altri grandissimi protagonisti dei suoi film e del suo successo! Le persone che lui ha scelto di avere accanto a sé, coloro di cui ha deciso di circondarsi a prescindere dai trionfi, le persone che ha da sempre voluto insieme: i suoi amici. Erano lì, accanto a lui, anche loro per recitare nel film. E io già lo sapevo che c’erano anche loro date le riprese, che l’intero cast del film era presente. Ma vederli è stata un’altra cosa. Soprattutto, vederli durante quella che aveva tutta l’aria di una pausa sul set, nel mentre che erano seduti in cerchio, lì in Piazza San Carlo, sul ciglio della strada, nel mentre che le macchine passavano (il traffico non era stato fermato). Apparivano proprio come nei film che tante e tante volte li ritraggono insieme: ridenti, simpatici, felici… soprattutto “insieme”. Erano come davanti alle telecamere, anche ora che telecamere non ce n’erano. Io li vidi, li vidi davvero nel mentre che guardavo nella loro vita privata. C’era l’immancabile KEVIN JAMES, rasato a zero, il cui volto è storicamente da sempre affiancato a quello dell’amico Adam. C’era il frizzantissimo CHRIS ROCK, impossibile non riconoscerlo, passato agli onori della cronaca qualche anno fa per essere stato schiaffeggiato dall’attore Will Smith alla Cerimonia degli Oscar 2022, talmente vicino che quasi gli si poteva chiedere come stesse adesso la sua faccia. C’era quell’irrefrenabile mito di DAVID SPADE, intravisto di sfuggita nella marea di persone, eppure talmente iconico da non poter essere che notato. E c’era quel mattacchione assurdo di ROB SCHNEIDER, che grazie ad Adam e per Adam e accanto ad Adam nell’arco di un’amicizia vera che va avanti da quasi mezzo secolo ha impersonato i personaggi più meravigliosamente ridicoli, ilarmente demenziali e follemente adorabili possibili. C’era anche lui! Ce n’erano tanti altri a dire il vero in quei giorni a Torino, ma loro son quelli che ebbi modo di vedere, lì, a pochi metri da me, davanti a me, dopo averli visti tante e tante volte su uno schermo: wow, sembrava quasi che i miei Sogni si fossero materializzati al mio cospetto! Quindi… missione compiuta, no? Mi dovevo accontentare di quella nuca posta a 30 metri di distanza e chi si è visto si è visto, giusto? Era già più di quello che avrei mai potuto sperare nella Vita, dovevo farmelo bastare. Cosa pretendevo? Di conoscerlo davvero? Farci una foto insieme? Pormi veramente vicino al suo orecchio per dirgli cosa sentivo per Lui?

(Adam Sandler, Rob Schneider e Chris Rock seduti in cerchio durante una pausa sul set, a Piazza San Carlo a Torino, insieme)

Incontrare il proprio Eroe significa dare un volto, un corpo e una voce a qualcuno che per Noi, Noi che quell’eroe lo idolatriamo, in realtà un volto e un corpo e una voce li ha sempre avuti. Anche più forti e importanti e chiari dei volti, dei corpi e delle voci che abbiamo avuto modo di incontrare per davvero nell’arco della nostra vita. Ma se quel volto e quel corpo e quella voce fossero diversi da come li avevamo sempre pensati, immaginati, sognati? Dicono che conoscere i propri Eroi sia un’arma a doppio taglio: l’Umano tende a farsi aspettative e idee e opinioni anche su chi non ha mai conosciuto di persona, e ignora la reale realtà dei fatti. E se poi nel momento in cui s’incontra un proprio Idolo, quello dovesse essere chi non ci immaginavamo che fosse? Forse conviene continuare a sognarlo quell’incontro, piuttosto che sperare che arrivi per davvero. Ma d’altro canto, se quello è veramente il tuo Eroe, a dispetto delle paure o delle preoccupazioni che puoi nutrire dentro di Te, la tua parte più profonda e autentica continuerà a sognare comunque di poterlo conoscere.

Non mi bastava, Care Amiche e Cari Amici: NON mi sarebbe mai potuto bastare. Guardai l’Arcivescovo, e lui subito colse nel mio sguardo quel desiderio, il desiderio di provarci davvero. Il giorno prima avevamo pedinato due attrezzisti che spostavano uno di quei lampioni francesi di cui sopra, potevamo forse fermarci ora che sapevamo dove era Adam? Facemmo il giro dall’altra parte, cercammo un pertugio, la nostra idea era infilarci da qualche parte magari, infiltrarci dietro le linee nemiche, scovare una qualsiasi via. Il nostro vagare ci portò ad un’altra folla che… indovinate un po’? Era dietro delle transenne, come in attesa. Un’altra signora a caccia di Adam era lì con noi, ne nacque una chiacchiera molto piacevole. Forse dovevamo arrenderci, tutto sommato. Ogni tanto qualcuno qui e là gridava “Adam”, ma già il giorno prima in piazza o davanti all’albergo in più di un’occasione era capitato di trovare gente che faceva che urlare il suo nome, tanto per urlarlo. Poi però accadde qualcosa. Il grido si fece più forte. Ma… ma! Eccolo lì, ha addosso la felpa rosa di scena con cui è stato fotografato più volte nei giorni scorsi! È Lui, è Adam, è… delusione. Nah, non era lui. Era la sua controfigura. Avevamo davvero creduto di poterlo incontrare? Ma veramente? Certe cose avvengono solo nei film, mica nella vita vera… però il fatto è che i film sono veri. Anzi, di più: sono Verità. 

(NON fatevi trarre in inganno: questa è la CONTROFIGURA di Mister Sandler!!!)

Noi Umani tendiamo a scrivere libri, realizzare film, inscenare spettacoli e in generale raccontare Storie per poterci allontanare dalla realtà propria del Mondo, perché dolorosa, perché noiosa, perché faticosa e fastidiosa. Ma quella Storia nella quale vorremmo andare a vivere, quel personaggio al quale ci siamo affezionati, quel genere di vicende che respiriamo tutti i giorni possono davvero forse non essere veri? Noi che finiamo per amare qualcuno che non abbiamo mai veramente incontrato di persona, possiamo veramente pensare che le Storie di cui ci nutriamo non siano vere? O forse sono Verità, ma una Verità che sa essere più vera della realtà stessa? Forse è il Mondo a non avere senso, ma le Storie che raccontiamo e che non facciamo altro che raccontarci e raccontare ancora sono il nostro modo per restituire un Significato a qualcosa che forse nella Vita Vera un significato non ha. E quindi sì, a volte le cose che accadono nei film accadono davvero. A volte siamo Noi stessi a farle capitare.

L’Arcivescovo e il sottoscritto erano lì, c’erano stati anche il giorno prima, pronti a cercare Adam anche fino in capo al Mondo se fosse stato necessario. Lo avevamo deciso Noi. Pur non avendo alcuna speranza, anche se le probabilità erano tutte contro di Noi, sebbene non ci fosse nulla che ci faceva dire che di sicuro l’avremmo incontrato. Noi comunque eravamo lì, perché avevamo scelto di credere. Credere che un Sogno folle potesse diventare realtà per il solo fatto che noi due non avevamo smesso di crederci. Robe che capitano solo nei film! Ma la Vita può essere un film, un grande grandissimo film. Adam ha scelto di rendere la sua esistenza un film infinito, del resto. E quel giorno anche l’Arcy e il sottoscritto scelsero lo stesso. Perché Mister Sandler, poco dopo lo scherzone della controfigura, arrivò per davvero. Lì, scortato da un paio di uomini della security e nessun altro, in mezzo alla folla di fan adoranti, passare accanto alle transenne, salutare tutti e… ed essere proprio come era nei suoi film: naturale, spontaneo, dolcissimo… in due parole, ADAM SANDLER! 

E sì, Care Amiche e Cari Amici. Sì, è successo: il momento talmente grande e meraviglioso da non averlo neppure mai sognato nelle mie fantasie più folli. Adam che mi si mette accanto, io che lo guardo quasi con la bava alla bocca e gli occhi a cuore, Lui che sceglie di prendere il mio cellulare in mano e… e cosa? Scattare un paio di selfie. Oh voi non ci crederete, ma io qui ho le prove iconografiche! Quello che invece non posso provarvi è che quando mi restituì il telefono, io potei guardarlo dritto negli occhi e dirgli nell’orecchio quello che sognavo di dirgli da tutta la vita: I love you, Adam. 

(Uno dei selfie scattati da Adam insieme all’Augusto Direttore Alberto Grometto: che coppia mercuziana, ADAM & L’AUGUSTO!!!)

Il giocoso e tenero pagliaccio – e che poi in realtà è il genio più geniale possibile – che vediamo nei suoi film, quello che se ne frega di qualsiasi formalità e sceglie di andarsene in giro in pantaloncini e maglietta ad abbracciare chi lo abbraccia, che non scappa via, che decide di andare fra la folla e prendere in mano il cellulare di quanti più ammiratori possibili per scattare per loro e insieme a loro un selfie, che non sa nemmeno cosa voglia dire tirarsela, e che invece incarna un meraviglioso esempio di umanità calorosa ed empatica e affettuosa… esiste davvero. Sembra incredibile, ma esiste. Il suo nome è Sandler, Adam Sandler. Avrebbe trascorso ancora diverso tempo in quella folla, a fare selfie. Dopo le foto insieme, mi sarei goduto la sua immagine a pochi metri da me: me ne riempii gli occhi. Un altro scatto iconico, poco successivo ai miei, lo raffigura insieme al sottoscritto e all’Arcivescovo. E che non scorderanno mai fino a quando avranno memoria quel giorno. Vi lascio immaginare come gridammo poco dopo, urlando come una coppia scriteriata di scimpanzé ubriachi. 

(Da sinistra a destra: l’idolo ADAM SANDLER, l’Arcivescovo della Gioia ALESSIO SABA e l’Augusto Direttore ALBERTO GROMETTO)

Adam, mi rivolgo direttamente a Te. Non tutti, sai, sanno fare Grandi Film Meravigliosi. Ancor meno sono quelli che sanno farli rimanendo sé stessi. Ma non ho mai conosciuto nemmeno una persona che fosse nella Vita come quegli stessi Grandi Film Meravigliosi che realizza: e cioè Grande e Meraviglioso. Almeno, fino a quando non ho conosciuto Te. Grazie di essere la Grande Persona Meravigliosa che sei. Grazie per i capolavori che realizzi da tutta una vita e che so continuerai a realizzare per sempre. Grazie per quei selfie insieme. E infine ti ringrazio dal profondo dell’anima per esserti fatto trovare, e non solo quel giorno a Torino, ma ogni giorno da quando ti ho trovato la prima volta in un film: trovarti ogni giorno e in ogni tuo lavoro, vedendoti per quello che sei, è stato fra i regali più grandi che avessi mai potuto sperare… di trovare. Grazie Adam: I LOVE YOU!

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Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

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