Side By Side, capitolo 4: Monsters & Co.

DI SARA MORENA

Buon pomeriggio a tutti, bentornati a Side By Side. Oggi vi presentiamo il quarto lungometraggio animato in digitale della Pixar. Un film del 2001, stiamo parlando di Monsters & Co.

Una storia che riprende ancora una volta un tema legato all’infanzia, osservandola sempre da una prospettiva adulta, amplificando la nostra visione delle cose e portandoci alla scoperta della realtà dietro le nostre intime paure. Tutti, da bambini, abbiamo avuto paura del buio. Il buio, come sempre, scatena l’immaginazione, poiché esso viene associato all’ignoto, la più comune paura di ogni essere umano. Da sempre ci spaventano le buie foreste, dove si possono nascondere molte insidie, insidie che la mancanza della luce del Sole c’impedisce di cogliere, e per questo ci fa sentire in preda a forze che non possiamo controllare, e allora immaginiamo che possa succedere qualsiasi cosa, e proprio l’immaginazione c’induce a vedere cose che non esistono, cose che sembrano più grandi e mostruose di quello che sono.

È su questo che vengono poste le fondamenta per la trama di Monsters & Co., il quale, facendo leva sulla comune paura dei bambini di dormire al buio, temendo che da qualsiasi angolo della stanza possa sbucare fuori un mostro, costruisce una realtà nella quale i mostri vivono in un mondo parallelo a quello degli umani, dove entrano solamente allo scopo di spaventarli. Perché i mostri spaventano i bambini? Perché le urla dei bambini sono una risorsa preziosa per produrre energia. In questo contesto uno dei migliori spaventatori, Sulley, un giorno fa entrare per sbaglio una bambina nel mondo dei mostri, creando involontariamente scompiglio e allarmando la popolazione mostruosa, che è a sua volta spaventata dai bambini che vengono considerati portatori di malattie. Di fronte a questo disastro, Sulley dovrà fare il possibile, insieme al fidato amico Mike, per riportare Boo, la bambina intrusa, nel suo mondo. Impresa che, seppur semplice, fa incontrare ai due mostri molti ostacoli, i quali tuttavia li portano a scoprire i falsi miti su cui si fonda la loro società e l’azienda per cui lavorano, realizzando che essi non sono altro che una forma di terrorismo volto a mantenere l’ordine. E di fronte a questa consapevolezza Sulley e Mike si ritrovano a scegliere tra il dovere e i propri sentimenti, sia per la bambina che per la loro amicizia, giungendo a trovare una soluzione alternativa e più umana per il loro mondo.

Come sempre, la Disney, con cui la Pixar viaggia a fianco, presenta delle visioni ottimistiche che portano a degli esiti positivi, inducendo lo spettatore a credere che tutto si possa realizzare, che a tutto si possa trovare rimedio senza dover fare sacrifici, senza dover soffrire, non per comodità o per egoismo, ma affinché tutti possano essere felici senza dover fare del male agli altri. La vita ci costringe spesso a cedere alla sofferenza, e finisce col convincerci che ad essa ci dobbiamo abituare e che solo attraverso di essa possiamo migliorarci. Tuttavia abbiamo sempre la possibilità di scegliere se prendere una strada diversa, cercando la felicità e l’autorealizzazione attraverso un sentiero non troppo irto di spine, che ci concede di fare le cose coi nostri tempi e coi nostri metodi. Questo è ciò che fa Sulley, il quale, alla fine del film, mentre l’azienda di spaventatori è sulla soglia del fallimento, ha un lampo di genio che gli fa trovare un rimedio che non soltanto salva l’azienda, ma scopre una risorsa energetica ben più potente: le risate dei bambini.

Nessuno nega che la vita è fatta anche di dolore, ma esso non è sempre l’unica soluzione, perché c’è sempre un limite per tutto, e quando la sofferenza diventa eccessiva, allora è il caso di iniziare a porsi delle domande e aprirsi ad altre eventualità. Effettivamente il mondo dei mostri di Monster & Co. trae le sue fondamenta dalla paura, spaventando i bambini e persino gli stessi mostri tramite una strategia di tensione il cui unico vero scopo è solo quello di nascondere la verità per far sì che i mostri continuino a spaventare i bambini per trarre energia dalle loro urla e per impedire che i mostri abbiano contatti con essi. La paura e la discordia fra mostri e bambini è necessaria perché si mantengano le strutture della società dei mostri.

Oltre a questo, Monsters & Co. ci conduce anche alla scoperta dei reali mostri. Chi sono i veri mostri? O meglio, che cosa sono davvero i mostri? Non sono altro che la proiezione della nostra immaginazione. Ciò che ci appare oscuro e spaventoso, molte volte, diventa meno terrificante una volta che la sua vera forma viene alla luce, una volta che scopriamo cosa abbiamo veramente davanti. La paura non è altro che una prigione che imponiamo a noi stessi, e che spesso limita la nostra visione e ci impedisce di scoprire nuove realtà che possono essere anche belle. Una scoperta che fanno sia Sulley e Mike che la piccola Boo. I primi imparano che i bambini sono solo, appunto, bambini, e la seconda scopre che il mondo dietro l’armadio da cui escono i mostri è più bello di quello che lei forse ha sempre immaginato, grazie anche all’affetto che sviluppa per Sulley, il quale diventa per lei un gigante buono.

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