DI SARA MORENA
Buon pomeriggio a tutti. L’appuntamento di oggi per la rubrica Side By Side presenta la prima principessa Disney realizzata dalla Pixar. Parliamo di un film del 2012, ovvero Ribelle – The Brave.

Con questo film la Pixar si allaccia pienamente alla Disney, prendendo dei temi che rientrano nel fiabesco, ma anche, più in generale, nel folklore, specificatamente quello scozzese, raccontando la storia di una principessa, ma non una delle solite Principesse Disney. È Merida, una principessa ribelle che rifiuta i ruoli femminili imposti dalla società e desidera soltanto essere libera. Erano ormai anni che la Disney aderiva alle rivisitazioni del ruolo della donna, vista non più come angelo del focolare, ma come un persona con una propria volontà e dei propri sogni. A partire da Ariel, le protagoniste disneyane sono diventate delle figure sempre più indipendenti, e prima di Ribelle l’apice massimo è stato raggiunto da Mulan. Però Merida rompe tutti gli schemi.

Lei viene educata da una madre severa, che cerca in ogni modo di indurla a perfezionare il suo carattere per rendersi una sposa appetibile. Ma la ragazza rifiuta ogni insegnamento, non si riconosce nel ruolo al quale la regina Elinor intende formarla e, pur di opporsi alle sue imposizioni, Merida gareggia per ottenere la sua stessa mano. Il gesto della principessa scatena un litigio con la madre, che induce l’adolescente a fuggire disperata. Nella fuga, ella incontra una strega, a cui chiede un incantesimo con cui spera di far cambiare idea alla regina, che viene trasformata in orsa. Da quel momento madre e figlia affrontano diverse peripezie, cercando la soluzione per far tornare umana Elinor. In questa situazione le due trovano il modo di comunicare, imparando entrambe qualcosa dall’altra, soprattutto Merida, la quale apprende la consapevolezza e la responsabilità necessarie per rendersi padrona del proprio destino.

Rispetto alle sue predecessori, Merida è una ragazza ribelle a pieno titolo. Tutte le principesse che sono nate a partire dal Rinascimento Disney sono donne ribelli, ma la nostra protagonista è un personaggio che presenta maggiori sfaccettature, uscendo completamento da ogni schema di femminilità. Merida è sgraziata, focosa, impulsiva e irresponsabile, nel modo di esprimersi non misura gli atteggiamenti e non esita ad essere aggressiva quando la situazione le sfugge di mano. Anche nell’aspetto è poco curata: ha dei capelli rossi e sbarazzini e non è molto bella in viso. Pur essendo una Principessa Disney, Merida esce da ogni standard, non le serve la bellezza perché non desidera il vero amore e nemmeno le capita per caso, come succede a Belle. Anche lei non soffre la solitudine, eppure la sua storia si compie nell’amore. Ma Ribelle ci presenta la prima principessa che non ha bisogno di un principe, che basta a sé stessa e che desidera cercare da sola con le proprie risorse la sua autorealizzazione.

C’è inoltre da dire che il patriarcato, in questo film, non è rappresentato da una figura maschile. I personaggi maschili qui assumono un ruolo più marginale e vengono rappresentati come dei personaggi buffi. Lo stesso re Fergus, marito di Elinor, non è un padre-padrone, al contrario ha un buon rapporto con la figlia, possiede un carattere spiritoso e giocoso. Lui per primo non si fa problemi con il ruolo di genere della ragazza, perché per il compleanno le regala un arco, malgrado la contrarietà della moglie, più dedita agli schemi sociali. È la stessa madre che impone alla figlia un ruolo di donna tradizionale, è lei a dimostrarsi maschilista e forse questo la rende più opprimente di quanto potrebbe esserlo il padre. Si dice, infatti, che non ci sia maschilista peggiore della donna maschilista.

Ribelle non riprende soltanto il tema del ruolo della donna, ma esprime anche l’importanza della comunicazione e di saper apprendere. Merida, per essere un modello di donna dal carattere indipendente, è tuttavia ancora immatura e poco conscia di come è fatto il mondo, inoltre non riesce a farsi capire dalla madre e al tempo stesso la madre non riesce a farsi capire dalla figlia. La mancanza di comunicazione rende il loro rapporto conflittuale e distaccato. Entrambe si aspettano che l’altra faccia come dice lei, però nessuna è disposta a comprendere i bisogni altrui. Il pasticcio combinato da Merida le costringe a trascorrere del tempo insieme, scoprendo ognuna le qualità dell’altra e, a dispetto del fatto che Elinor è trasformata in orsa e non può parlare, riescono a trovare dei punti d’incontro tramite i quali comunicare. La condizione in cui vive la madre pone Merida di fronte alle conseguenze del suo errore, per il quale cerca rimedio e impara ad assumersi le responsabilità. Grazie a queste esperienze la principessa comprende che la libertà non è soltanto fare ciò che si vuole, ma è anche saper rispondere delle proprie azioni, divenendo più matura.
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