La musica cilena nel mondo

DI ALICE POLIN

Ci sono stati momenti in cui la parola e la musica ebbero la forza di rappresentare le idee della comunità, di creare speranze e illusioni, di servire come inni che univano le persone che lavoravano per gli ideali. E la parola tramutata in musica si convertì in un’arma del futuro come la poesia lo fu in altri momenti.

Italia

La musica cilena arrivò in Italia grazie agli Inti-Illimani, gruppo musicale della Nueva Canciòn Chilena. Costretti all’esilio nel 1973, trovarono asilo sul suolo italiano, dove rimasero fino al 1988; durante questo periodo si esibirono in molte località italiane e pubblicarono 11 album. Il loro repertorio comprendeva inizialmente, a fianco di brani e musiche tradizionali, molte canzoni di altri autori cileni, come Violeta Parra e Víctor Jara. Negli anni Settanta ci fu una produzione originale, assieme all’utilizzo di testi di poeti come Pablo Neruda, senza dimenticare naturalmente il famoso brano militante El pueblo unido jamás será vencido di Sergio Ortega, inciso e reso celebre in Italia proprio dagli Inti-Illimani.

Nel 1975 pubblicarono l’album Inti-Illimani 4 – Hacia la libertad al cui interno troviamo alcune canzoni inedite. Tra queste spicca il loro omaggio a Víctor Jara: Canciòn a Víctor Jara.

Oltre agli Inti-Illimani, in Italia molti sono i gruppi e i cantanti che hanno cantato le canzoni di Jara o ne hanno celebrato la memoria. I Nomadi, che hanno realizzato molte collaborazioni con artisti di lingua spagnola, hanno spesso proposto durante i loro concerti una delle canzoni più conosciute del cantautore cileno, Te recuerdo Amanda.

Il musicista polistrumentista partenopeo Daniele Sepe nel 2001 ha inciso un album intitolato Conosci Víctor Jara?, nel quale ha inciso 11 canzoni (alcune di Víctor, altre di Violeta Parra e di Gilberto Gil) tra cui spicca Te recuerdo Amanda per piano e voce, eseguita dalla cantante Auli Kokko. Insieme alle canzoni Sepe ha voluto aggiungere anche un pezzetto di storia: un frammento dell’ultimo, disperato discorso tenuto da Salvador Allende nella Moneda bombardata: “la historia es nuestra y la hace el pueblo”.

I Modena City Ramblers, quando ancora avevano come frontman il cantante Cisco, hanno viaggiato in lungo e in largo per l’America Latina, riportandone a casa immagini, storie e melodie che hanno arricchito il loro bagaglio musicale. Dalle iniziali contaminazioni con la tradizione musicale irlandese, hanno condotto la loro produzione verso porti inesplorati, facendone i più apprezzati esponenti della Patchanka italiana. E appunto nella canzone celtica Patchanka i MCR ricordano Víctor Jara e Woody Guthrie.

Dario Fo e Franca Rame — Guerra di Popolo in Cile

Il 27 ottobre 1973, subito dopo il golpe in Cile e l’uccisione del presidente Salvador Allende da parte del generale Pinochet, Dario Fo tenne presso il Palazzetto dello Sport di Torino, con la compagnia teatrale La Comune, uno spettacolo intitolato Lotta di popolo in Cile, nel quale simulò un colpo di Stato, coinvolgendo il pubblico ignaro. Si trattava di una produzione militante, messa in scena in pochi giorni, per sottolineare l’urgenza di un impegno di forte testimonianza politica contro quanto stava accadendo in America Latina.

Dario Fo e Franca Rame andarono in scena quella sera, coinvolgendo i diecimila spettatori presenti al Palazzetto dello Sport con un coup de théâtre finale: insieme a tutta la compagnia, finsero, all’insaputa di tutti, un intervento repressivo, di tipo cileno, da parte della polizia. Tra le urla e i fischi di un pubblico che non si era accorto dell’inganno, si svolge dunque un’altra rappresentazione, ammonitrice di un pericolo incombente anche in Italia. Gli eventi di quella sera furono registrati e riproposti vent’anni dopo da Armando Ceste in un’intervista a Dario Fo e a Franca Rame.

All’interno dello spettacolo, Dario Fo inserì un omaggio a Víctor Jara: una canzone intitolata Han matado una guitarra. Il testo parla dell’omicidio di Víctor e spiega il motivo per cui le sue canzoni erano considerate “pericolose”.

Le filastrocche che cantavi 

fatte apposta per insegnar 

che il ricco non va maledetto 

ma distrutto va semmai. 

Dove dicevi che presto vivere 

da uomini umani si potrà 

lavorando perfino cantando

perché il padrone non ci sarà.

(…)

I canti che con gran furore 

ora ognuno sa cantare 

come tante fucilate

per chi ammazza la libertà. 

Tu cantavi che presto vivere 

da uomini umani si potrà 

ora mille chitarre gridano 

rivoluzione si farà.

Spagna

La musica cilena è arrivata in Spagna come simbolo della lotta contro la dittatura di Pinochet e in memoria della stagione di riforme inaugurata da Salvador Allende.

Dopo la guerra civile spagnola (1936-1939) la Spagna aveva vissuto sotto il dominio del dittatore Francisco Franco, il quale non aveva intrapreso alcun tentativo di riconciliazione nazionale, considerando indistintamente repubblicani moderati e militanti comunisti, socialisti e anarchici come “nemici della Spagna”

La Spagna franchista era rimasta neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1947 Franco aveva ristabilito la monarchia, ma al tempo stesso si era dichiarato reggente a vita. Nel corso degli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti avevano avuto nel dittatore un importante alleato contro il comunismo.

Nel 1955 la Spagna era stata ammessa nell’Organizzazione delle Nazioni Unite. A partire dal 1961, grazie a una discreta crescita industriale e a forti investimenti stranieri, l’economia aveva vissuto una fase di sviluppo. Si era verificata una migrazione di massa dalle aree rurali a quelle urbane, che aveva dato impulso all’istruzione secondaria e universitaria.

Tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta anche la Spagna, come gli altri Paesi occidentali, fu percorsa da una stagione di lotte operaie e dalla ripresa dell’attività dell’ETA, il braccio militare dell’autonomismo basco. In quegli anni molti cittadini spagnoli ascoltavano clandestinamente le canzoni di Violeta Parra e di Víctor Jara, con l’illusione della fine della dittatura franchista. Molti artisti spagnoli omaggiarono la musica di Víctor : Il cantautore Raimon dedicò all’artista cileno una versione in catalano di Te Recuerdo Amanda.

Stati Uniti

I Calexico sono un gruppo statunitense che fonde musica country e rock, richiamandosi al tempo stesso a sonorità latine. Nell’album del 2008 Carried to Dust inserirono una canzone dal titolo significativo: Víctor Jara’s Hands. Joey Burns, cantante del gruppo sempre molto sensibile verso tematiche come la difesa dell’ambiente e i diritti umani dei migranti, spiega come è nata la canzone: L’11 settembre ora è una data importante in tutto il mondo, ma per il popolo cileno lo è stata fin dal 1973, quando il generale Augusto Pinochet organizzò il golpe che lo portò a impadronirsi dello Stato. I Calexico hanno suonato le canzoni del cantautore e attivista Víctor Jara, brutalmente assassinato assieme a molte altre persone innocenti nello stadio di Santiago. Tutte queste storie ci hanno colpito profondamente e sono venute a galla nelle canzoni ‘House of Valaparaiso’ e ‘Víctor Jara’s Hands’.

BERLIN – JULY 08: US-American singer Joey Burns of the country rock band Calexico performs live during a concert at the Zitadelle Spandau on July 8, 2009 in Berlin, Germany. The concert is part of his 2009 tour and part of the Citadel Music Festival 2009. (Photo by Jakubaszek/Getty Images)

Gran Bretagna

Il brano Washington Bullets proviene dall’album Sandinista! dei Clash (1980). Canzone di contenuto politico, è in realtà una versione semplificata della storia latinoamericana, dalla rivoluzione cubana del 1959 fino a quella sandinista in Nicaragua negli anni ’80. Vi si fa menzione dell’invasione della Baia dei Porci, dell’invasione sovietica dell’Afghanistan, delle vicende del Dalai Lama e di Víctor Jara. Si tratta di una feroce critica alla politica estera degli USA ed è una testimonianza dell’orientamento politico dei Clash. Il titolo della canzone è un gioco di parole basato sul vecchio nome della squadra di basket NBA della capitale USA, nome che nel 1997 è stato modificato in Washington Wizards. La canzone è una delle più sperimentali dei Clash, arrangiata in stile reggae con uso dello xilofono e un testo più recitato che cantato.

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Se vuoi rendere omaggio a Víctor Jara, leggiti subito questo articolo!!!

Se ami gli Inti-Illimani, allora questo è il pezzo che fa per te!!!

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