DI GIULIA FOSCHI
Poi arriva
Ronzio cerebrale
distanza abissale
tra cuori sperduti
e nature selvatiche
valori assoluti
fra numeri opposti
un meno ed un più
che non s’annullano
braccia di mare che cullano
barche al largo
come togliere dagli stivali
il fango,
gambe e piedi leggeri
fra la brughiera di campagna
io sono la montagna
da valicare
io sono il fringuello
che deve imparare a volare
la tessera di un mosaico
incastrata male,
che disegna un ritratto
tale e quale all’originale.
Io sono e noi siamo,
ma spesso mi scordo
ed appunto in bacheca
una foto ricordo
e dipingo la mia pazzia
su tele bianche di gelsomino
di questo giallo in cui nessuno
trova l’assassino.
Parole fatte d’aria queste,
che profumano d’erba tagliata,
che profumano di pace,
che non va attesa né cercata.
Poi arriva.
Se ami la Poesia, non potrai non voler leggere questo articolo qua!!!






