DI ORIANA FERRAGINA
Oggi si festeggia la giornata dedicata al mio piatto preferito di pastasciutta: la carbonara. Mi ricordo ancora il giorno in cui mio padre mi insegnò come prepararla: era una serata di maggio, verso la fine della scuola, e, con la luce che filtrava dalla finestra della sala da pranzo, mi sono sentita chiamare da mio papà dall’altra stanza; ora, nonostante mio padre sia un cuoco eccezionale (dal mio punto di vista), è molto restio ad insegnarmi qualsiasi cosa in cucina, visto che, la maggior parte delle volte, ci azzuffiamo come cani e gatti. Ma quella volta, in una cucina avvolta dai raggi del sole morente del pomeriggio, si è messo lì e, pazientemente, mi ha insegnato passo per passo cosa dovevo fare per ottenere un’ottima pasta alla carbonara.
Ma da dove deriva la ricetta? E chi e quando l’ha inventata?

Sorprendentemente, l’origine della ricetta è confusionaria e incerta, nonostante sia un piatto molto giovane, in quanto a tradizione. Le teorie principali e più accreditate sono due: quella romana e quella napoletana; e, cosa sorprendente, tutte e due datate lo stesso anno, ovvero nel 1944, l’anno prima della fine della Seconda Guerra Mondiale.
Partiamo dalla prima teoria: siamo a Roma, nel 1944, e la città è appena stata liberata dalle truppe naziste ad opera delle forze alleate, che, adesso, stanno invadendo le strade della città con viveri che non si vedevano da molto tempo; e, come è normale che succeda, i soldati statunitensi, con gli ingredienti che trovano, si preparano il pranzo con gli spaghetti nostrani e uova in polvere e bacon che hanno portato loro. Forse è proprio da questo miscuglio che i cuochi italiani hanno avuto l’idea per la pasta alla carbonara, aggiungendo alcuni ingredienti e bilanciando il tutto.
La seconda teoria, invece, fa derivare la ricetta da quella cacio e pepe napoletana ma rimangono comunque i soldati statunitensi che, di stanza a Napoli, vedono preparare questo piatto nelle bancherelle che vendevano cibo nelle strade e decidono di migliorarne il sapore aggiungendo la “razione K” per insaporire il tutto, che consisteva di uova, pancetta e panna; ovviamente, anche qui, i cuochi italiani hanno poi preso la ricetta e, tolto la panna, aggiunto qualcosa di più leggero per amalgamare il tutto. Nonostante ciò, però, non è strano sentire chiamare il piatto che usa la panna al posto del formaggio la “carbonara dei soldati”.

Una terza teoria fa risalire il piatto alla tradizionale pasta “cacio e ova” dei carbonai abruzzesi; e, anche qui, c’entrano i soldati americani che, durante la Seconda Guerra Mondiale, assaggiando questo piatto nel territorio aquilano, decisero poi di aggiungere il guanciale per renderlo più saporito e con un ingrediente che, se prendiamo questa teoria per quella buona, spiega perché nella carbonara ci voglia il guanciale.
Qualunque sia l’origine del piatto, comunque (e forse soprattutto per questo mistero sulla sua origine), non stupisce il fatto che, ancora oggi, all’estero, non c’è una ricetta che metta d’accordo su quale sia la giusta versione della carbonara; no, seriamente, pensavo fosse un’esagerazione che all’estero non sapessero minimamente come cucinare italiano, fino a quando, facendo un giro in rete per scrivere questo articolo, non ho letto di come cucinano la carbonara nei Paesi non italiani. Partendo dai Paesi con meno probabilità di far venire un infarto ad un cuoco italiano, facciamo qualche esempio: in Giappone, al posto del pecorino, mettono la panna; nel Regno Unito usano la besciamella al posto dell’uovo, alle volte, oltre ad avere la loro versione della carbonara dove aggiungono il prosciutto al guanciale; negli Stati Uniti ci aggiungono la salsa di pomodoro; e, arrivando al peggio, in Spagna ci aggiungono, oltre alla panna e a varie varianti sul genere, la cipolla, i funghi champignon e la pancetta.
Curiosità: il giorno della carbonara è stata istituzionalizzato nel 2017 su proposta dell’Union Food e di International Pasta Organization dopo che, un anno prima, una ricetta alternativa francese del piatto fece scalpore e provocò indignazione da parte dei puristi della pietanza.
Detto questo, vi auguro un felice giorno della carbonara e un’abbuffata maestosa.

Fonti principali: Wikipedia -> Pasta alla carbonara; Romatoday -> La vera storia della carbonara: origini e curiosità.
FOTO ORIGINALI DELLA CARBONARA CUCINATA DALLA STESSA AUTRICE CON LE PROPRIE MANI DURANTE UNA VACANZA IN QUEL DI SANREMO.
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