La canzone politica dei Cantacronache

DI ALICE POLIN

1 maggio 1958, per le strade deserte di Torino c’è una 600 beige che passa per le vie con un altoparlante sopra il tettuccio, da cui escono le note e le parole di una delle prime canzoni dei cantacronache: “Dove vola l’avvoltoio”, testo di Italo Calvino, musica di Sergio Liberovici, cantata da Pietro Buttarelli

“Dove vola l’avvoltoio, l’avvoltoio vola via 

Vola via dalla terra mia che è la terra dell’amor”

Ma chi sono i Cantacronache? O meglio che cos’è cantacronache?

È un esperimento, nato a Torino alla fine degli anni ‘50, dalla mente di Sergio Liberovici che, dopo essere stato colpito dal teatro politico di Brecht durante un suo viaggio in Germania, decise di proporre un esperimento simile in Italia. 

Questo esperimento è fortemente legato al partito comunista italiano. Inizialmente non ebbe molto successo, tant’è che già nel 1963, possiamo considerare concluso questo grande lavoro musicale, politico e sociale.

Non possono passare in radio e pubblicano i loro 45 giri legati a «Italia Canta» e vengono venduti in librerie e circoli operai.

Entrando più nel dettaglio, il gruppo dei Cantacronache era formato da Sergio Liberovici (unico ad aver studiato musica), Michele Straniero, Margot, Fausto Amodei, Emilio Jona e tanti altri, ma questi sono i nomi principali da tenere a mente.

Le canzoni che propongono al pubblico italiano raccontano la quotidianità, la politica, la storia e l’amore in un modo semplice: rappresentando la realtà del mondo di quel periodo.

In forte contrapposizione, dunque, con la classica canzone sanremese a cui il pubblico italiano era stato abituato fin dal 1951. Non a caso il motto dei Cantacronache è “Evadere dall’evasione”. Mentre Sanremo cerca di far evadere dalla realtà il suo pubblico, i Cantacronache vogliono svegliare quell’Italia dormiente e riaprirle gli occhi sul mondo.

In un’intervista  Fausto Amodei afferma:

“Perché ciò che proponiamo, al di là della polemica o della rottura, è di «evadere dall’evasione, ritornando a cantare storie, accadimenti, favole che riguardino la gente nella sua realtà terrena e quotidiana, con le sue vicende sentimentali (serie, più che sdolcinate, comuni più che straordinarie) con le sue lotte, le aspirazioni che guidano e le ingiustizie che la opprimono, con le cose insomma che la aiutano a vivere od a morire.” 

Il loro interesse per la canzone era in primo luogo “educativo” e “sociologico”.

E lo si può notare già da subito nella cartolina postale che accompagna il primo disco Cantacronache sperimentale nel 1958.

Tale cartolina citava “quattro autori e una cantante, chiedono il vostro giudizio su quattro canzoni nuove”. 

In seguito il pubblico italiano poteva compilare la cartolina: quale canzone li aveva colpiti di più, come migliorare e proporre agli autori nuovi temi da affrontare.

Insomma un vero e proprio esperimento sociale!

Il progetto dei Cantacronache affascinò molto anche il mondo degli intellettuali (che prima della scoperta di Domenico Modugno, si erano tenuti ben lontani dal mondo della Popular Music!), tra cui Umberto Eco e Italo Calvino che, come detto all’inizio, scrisse alcuni dei testi che troviamo nei dischi. 

In conclusione oggi, per questo primo maggio, vi consiglio alcune canzoni di questo gruppo da ascoltare:

La prima ovviamente è “Dove vola l’avvoltoio” che racconta di un mondo in cui l’odio e la guerra, sotto forma di avvoltoi, vagano alla ricerca di qualcuno da sedurre per farsi seguire. Molte voci dicono no e li scacciano.

La seconda invece è “Canzone Triste”: la storia d’amore tra due lavoratori che a causa dei loro orari di lavoro hanno soltanto il tempo di un caffè e di un bacio.

Non potevo concludere quest’articolo senza consigliare alcune canzoni del grandissimo Fausto Amodei che con una penna disarmante riesce a sbatterci in faccia la triste realtà di questo mondo.

Le canzoni che vi consiglio sono:

Il ratto della chitarra”, “Ero un consumatore” e “Per i morti di Reggio Emilia”.

Con la speranza di avervi incuriosito a saperne di più su questa storia, auguro a tutti voi un buon primo maggio!

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