DI GIOSUE’ TEDESCHI
Iniziamo dicendo che ci sono pareri opposti su questa autrice, Sally Rooney. C’è chi la ama e chi la odia, e qualche altra sfumatura in mezzo. Io nello spettro dei lettori penso di collocarmi verso l’estremità di coloro che la odiano.
Leggendo questo libro ho avuto varie difficoltà. Una di queste, che magari non avrebbe dovuto darmi così tanto fastidio, sono le prime 6 pagine del libro e le ultime 6.
Perché iniziare con 6 pagine di citazioni di gente che dice che il libro è bello? E perché lasciare 6 pagine totalmente bianche alla fine? Quelle finali saranno lì per esigenze di stampa, e va bene, ma allora togli anche quelle sei inutilissime pagine di referenze iniziali e fai felice un albero, no? Ma più della debole motivazione ecologista non capisco proprio perché ci sia bisogno di includere le opinioni positive di altri all’inizio del tuo libro. Cosa ti impedisce di far iniziare la storia e basta? Cosa mi dà, come lettore, sapere che ad altri è piaciuto? Devo condizionarmi in qualche modo? Se no, perché metterle? Se si, perché senti il bisogno di condizionare i lettori?
Altra cosa che davvero non ho apprezzato è la totale mancanza di alcun segno di punteggiatura per i dialoghi. Non ti piacciono le virgolette, okay. Metti altro! Usa degli spazi! Vai a capo! Perché devo fare tutta questa fatica solo per distinguere una frase pensata da una detta? Perché devo rileggere tre volte lo stesso paragrafo solo per capire con che intonazione sarebbe da leggere quando una virgola in più avrebbe risolto la situazione?
E’ il primo libro di questa autrice che leggo ma mi hanno detto che tutti i suoi libri sono così, quindi è il suo stile. Sfortunatamente, non lo sopporto.
Certo, andando avanti nella lettura ci si abitua un po’, ma essere costretto a rallentare mi ha comunque influenzato l’esperienza in un modo che non avrei voluto. E comunque non mi sono mai abituato abbastanza da poter leggere senza tornare indietro.
Altra grande domanda: perché i personaggi si… accostano, senza motivo? Senza uno spazio (uno spazio grafico) passiamo dalla lezione di matematica ai due protagonisti nel letto di lui. Perché? Che senso ha? Era una situazione completamente diversa, come siamo finiti qui? C’è stato uno sviluppo inaspettato? Serve ai personaggi in qualche modo?

Pare di no, sono stantii. Non migliorano, e per una grande parte del libro non sembrano cambiare affatto. Questo non ha fatto che accentuare la sensazione che queste scene di intimità fossero messe lì solo per rendere la storia un po’ più interessante a dei lettori più giovani di me. Senza avere un peso o un’influenza di qualsiasi tipo sulla storia.
Fuori luogo, così come lo erano i commenti sul comunismo e sul capitalismo. Tra una riga e l’altra, senza un particolare contesto. Volevano essere comici? Volevano far intendere che i personaggi sono impegnati politicamente? E allora perché non hanno un seguito? Non belli.
Tutto questo, unito ai salti temporali che fa, è veramente disorientante.

Tutta la storia pare solo uno scivolamento verso il futuro, come la vita delle persone normali forse. Fatta di pochi e importanti momenti definitori e di tanto tempo perso.
Si sarà chiesta: quanto normale posso andare in un libro che si intitola ‘persone normali’? Pare che la risposta sia che del testo tranquillo che scorra senza una sola indicazione è la scelta migliore.
Questo rientra senza dubbio nella categoria dei libri sulle relazioni, dove la cosa importante sono i legami tra i personaggi e le dipendenze che si creano. Consideriamo che io sto imparando solo di recente a considerare la psicologia di tutti i personaggi, è stato praticamente un libro di studio per me da questo punto di vita. Di una materia che non mi piace troppo.
E a volte potresti anche pensare che c’è una certa profondità nei personaggi, che c’è qualcosa di intenso sotto, che ci sono dei sentimenti e sta effettivamente avvenendo una trasformazione. Però qualche riga dopo rompe tutto, non ho neanche capito come faccia a rompere quella magia che sembra creare per errore. La mia idea è che descrive delle azioni non guidate dai sentimenti ma da una irrazionalità improvvidenziale. Portando così i personaggi in situazioni più difficili del necessario da cui si districano quasi per caso.
C’è stato un cambiamento nei personaggi? O solo una serie di situazioni? Non l’ho capito. A volte pare che ci sia una profondità e un livello psicologico piuttosto studiato per tutti quanti, altre volte no. Appare e scompare. In definitiva: c’è o no?
Non mi piace questa ambiguità, quindi dirò di no. Pur sapendo che non è del tutto vero, il giudizio complessivo rimane negativo. Perché non ha saputo comunicare con chiarezza qualcosa che, forse, c’era.
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