DI GIOSUE’ TEDESCHI
In apertura di questo pezzo, l’intero Comitato di Redazione di «MERCUZIO AND FRIENDS» raccomanda vivamente e calorosamente alle sue lettrici e ai suoi lettori di tenere sempre d’occhio il calendario degli eventi organizzati dai nostri amici dell’ASSOCIAZIONE MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA (AMNC). Qui di seguito la cronaca del primo evento a cui abbiamo avuto l’onore di partecipare, tenutosi Mercoledì 28 Giugno 2023 presso il CineTeatro Monterosa.

Innanzitutto prendemmo visione de«LA TRISTE STORIA DEL MARANZA»: un cortometraggio girato dalla 2d della scuola media Viotti, sotto la capace direzione del regista GIOVANNI PIPERNO.
Un’iniziativa della scuola per avvicinare i ragazzi al mondo della Cultura e del Cinema. Ma non solo dal punto di vista degli spettatori, bensì con una visione più completa, portandoli in un dietro le quinte immersivo che ha permesso loro di fare esperienza di recitazione, regia, luci e montaggio. Certo, i ragazzi non sono stati lasciati da soli in questo viaggio, ma si percepisce chiaramente che hanno avuto lo spazio di esprimersi e dare il loro imprescindibile contributo alla vicenda narrata.
Dalle parole dello stesso regista, che è intervenuto prima della proiezione, sappiamo che è stato difficile raccogliere le diverse idee di tutti in una sola storia coerente, soprattutto è stato difficile cercare di non farlo diventare un racconto troppo horror. Comunque alla fine il fantasma c’è scappato lo stesso! Alcuni dei ragazzi che hanno recitato nel corto hanno dato la loro opinione, timidi come tutti eravamo in seconda media, e anche a loro l’esperienza è piaciuta.
Non solo perché è stata un’attività svolta (interamente!) negli orari scolastici, e quindi hanno potuto (giustamente!) saltare qualche ora di lezione con gran pena dei professori, ma anche perché si sono sentiti liberi di essere veramente partecipativi e influenti sul risultato finale.
Considerando gli sforzi che tutti, non solo i ragazzi, ma anche gli aiutanti esterni (come il regista e il suo team) e interni (come i professori), hanno profuso nella realizzazione di questo piccolo corto, dalla scrittura alla recitazione fino al dirigersi nei luoghi delle riprese, coordinando e allestendo ogni scena, possiamo dire che il risultato è davvero sorprendente!
Sarebbe bello, a livello umano oltre che pratico, vedere più scuole impegnate a portare i ragazzi in situazioni diverse dalle classiche lezioni frontali, dove possono fare esperienze diverse e, magari, anche scoprire una nuova passione.
Dopo la proiezione de «La Triste Storia Del Maranza» abbiamo preso visione di una pellicola intitolata «TRASH», in onore dei suoi protagonisti. In 88 minuti vediamo lattine, bottiglie di Coca-Cola vuote, vecchie cassettiere inutilizzate e le più generiche scatole di cartone buttate e bistrattate prendere vita. Ci portano in un’avventura attraverso le strade notturne di una genericissima città, forse da buttare pure lei, dove riscopriamo anfratti di strade che dalla loro prospettiva di “rifiuti animati” viviamo sotto una luce diversa.

L’umanizzazione della spazzatura non è una cosa facilissima da fare, soprattutto: che storia potranno mai avere degli scarti? Forse è questo il punto di svolta, gli scarti. Gli ultimi, quelli allontanati, buttati via, quegli incartamenti che durano meno di una giornata prima di finire nei cestini, quelle persone che utilizziamo per passare cinque minuti in compagnia e poi dimentichiamo.
Un film che ci mette tutti in dubbio, ci lascia una seconda occasione per ripensare al nostro comportamento in società. Non solo per quanto riguarda i rifiuti, un po’ di basico istinto civile dovrebbe riuscire a guidarci attraverso le scelte di ogni giorno, ma soprattutto per quanto riguarda le persone. Come sappiamo ogni storia parla di noi, in qualità di umani con relazioni, emozioni ed esperienze complicate. Un film per bambini non deve per forza essere stupido, e un cortometraggio sulla spazzatura non deve per forza essere una narrazione semplice. Può ben contenere più di un livello di narrazione, sta poi a noi prenderci la briga di andare in profondità e trovare ciò che l’autore voleva comunicarci.
Se per trovarlo dobbiamo scendere nelle fognature, siamo disposti ad andare?
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