Easter Egg, Capitolo 1 – Nostalgia

DI ANDREA RAPELLI

Quello videoludico è un settore in costante evoluzione. Dal lontano 1952, data della nascita del primo videogioco OXO (una versione digitale di Tris) a oggi, i videogiochi hanno avuto una crescita costante, andando di pari passo con il progresso tecnologico. Oggi non è raro che un gioco AAA (tripla A) abbia un budget di diversi milioni di dollari, come tanti film Hollywoodiani. Purtroppo però, come il settore cinematografico, anche quello videoludico ha subito un brusco calo di creatività, favorendo l’arrivo di port, reboot, remaster e remake. Il fatto che esistano team di sviluppo che si occupano solo di questo tipo di operazione (basti pensare a Bluepoint Games), fa riflettere molto su un trend che sta diventando sempre più attuale. L’intento è chiaro: fare leva sull’effetto nostalgia dei giocatori di vecchia data e, allo stesso tempo, ampliare il bacino di utenza attirando nuovi players. Ma andiamo con ordine e analizziamo i termini sopra citati, facendo qualche esempio:

Port – L’operazione più diffusa è il port, che ha lo scopo di rendere giocabile un titolo su una piattaforma diversa da quella per la quale era stato originariamente concepito. In questo modo il videogioco raggiunge un pubblico più ampio, a fronte di una spesa contenuta da parte del publisher. Basti pensare a Nixxes Software, che negli ultimi vent’anni si è occupata di portare su PC alcune delle serie più amate, da Legacy of Kain a Tomb Raider a Spider-Man.

(Tomb Raider)

Reboot – Lo scopo del reboot è quello, come dice il termine, di far ripartire una serie. L’abbiamo visto accadere tante volte al cinema (basti pensare alla saga di Spider-Man) e lo stesso è successo per i videogiochi. Uno degli esempi più noti risale al 2003, con l’uscita di Prince of Persia – Le sabbie del tempo, reboot della trilogia uscita a cavallo degli anni ‘80 e ‘90. Il gioco, un action-adventure platform sviluppato da Ubisoft Montreal, ci mette nei panni di un principe persiano senza nome, proponendo una storia nuova, che include elementi dei giochi precedenti e un gameplay aggiornato. La serie è così rinata, diventando mainstream e continuando a intrattenere i giocatori fino al 2024, con il recente Prince of Persia – The Lost Crown.

(Prince of Persia – Le sabbie del tempo)

Remaster – Rimasterizzare un videogioco, nella maggior parte dei casi, significa offrirgli una nuova veste grafica, migliorandone l’interfaccia e la risoluzione video con texture in alta definizione. Il gioco ottiene quindi un aspetto più moderno, per essere giocato su console e sistemi operativi più recenti, ma mantiene il gameplay dell’opera originale. Un po’ come quando un film viene riproposto in versione restaurata. Si tratta di un’operazione commerciale dai costi produttivi e tempi di sviluppo inferiori rispetto ai reboot. Alcuni esempi noti sono: The Last of Us Remastered o Bioshock: The Collection. In alcuni casi, il gameplay viene ammodernato con l’integrazione di contenuti aggiuntivi: è il caso di Dark Souls Remastered, iconico titolo di FromSoftware, che nel 2018 ha ricevuto texture in HD, animazioni, controlli e frame rate migliorati.

(Dark Souls Remastered)

Remake – Dal comparto tecnico, a quello audio, al gameplay, all’interfaccia, il Remake propone una vero e proprio rifacimento di un titolo del passato. Seppur più complessi e dispendiosi delle Remaster, i Remake hanno avuto un notevole successo, riuscendo ad attirare tutti quei players che desideravano il ritorno di un titolo cult in una veste completamente nuova. A differenza che nel cinema, dove i remake vengono spesso accolti con diffidenza, nei videogiochi hanno ricevuto molti elogi da parte della stampa internazionale e del pubblico. Forse perché, anche chi conosce l’opera originale a memoria, sceglie di rivivere in maniera più ammodernata l’esperienza che aveva amato quand’era più giovane. Da Shadow of the Colossus a Final Fantasy VII, da Resident Evil 2 a Silent Hill 2, quella del remake è l’operazione commerciale più in voga degli ultimi anni.

(Silent Hill 2)

Queste operazioni nostalgiche hanno avuto di recente un grande successo, a fronte di una spesa inferiore di quella richiesta per sequel, prequel o spin-off. Lo stesso è avvenuto in ambito cinematografico, dove sono sempre più numerosi i film del secolo scorso riproposti in sala, restaurati o non. A chi non fa piacere, d’altronde, rivedere o rigiocare i grandi classici? Ed è proprio questo che i publisher hanno capito: ciò che ha funzionato in passato, può funzionare ancora oggi. In un periodo storico in cui i tempi di sviluppo si fanno sempre più lunghi e i budget più alti, non sorprende che si guardi indietro per riproporre vecchie glorie. Ma questa tendenza, che ha recentemente visto l’annuncio di Remastered di giochi sempre più recenti (Horizon Zero Dawn Remastered), non rischia di porre un freno all’innovazione? Saranno ancora una volta i giochi indipendenti a portare un rinnovamento? Solo il tempo potrà dirlo.

Chi ama i videogiochi, non può non leggere questo articolo qua!!!

Sequel, prequel, remake, reboot nel Mondo della Settima Arte: ne parliamo in questo articolo, clicca qua sopra!!!

Se ti affascina il tema del progresso tecnologico, pigia qui!!!



Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

GO TO TOP