DI SARA MORENA
Esce nel 1995 ed è il primo film tratto da uno shojo manga. L’autrice dell’opera d’ispirazione è Aoi Hiiragi, che aveva già scritto manga di successo oltre a I sussurri del cuore, con il quale ella si proponeva di scrivere non soltanto una storia d’amore, ma anche raccontare il rapporto con l’altro sesso. Però il manga si concluse prima che l’autrice potesse arrivare dove voleva e non ebbe molto successo. Malgrado il suo scarso rendimento e il suo essere una semplice storia d’amore fra i banchi di scuola, bastò un capitolo solo del manga per ispirare Miyazaki, che rimase colpito dalla rappresentazione spontanea del desiderio di stare con qualcuno. Venne allora intrapreso il progetto del film e si puntò a realizzare qualcosa di più ampio, che non si limitasse semplicemente a riprendere la storia d’amore del manga originale, ma raccontasse il mondo della gioventù contemporanea. I giovani tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 erano piuttosto pessimisti in merito al proprio futuro, e molti credevano che diventare adulti significasse la fine. L’idea di Miyazaki era quella di rappresentare l’incontro fra una ragazza che fa parte di questa gioventù incerta ed un ragazzo che, diversamente dai suoi coetanei, guarda lontano e sogna il futuro, sogna di poter vivere in modo pieno anche da grande.

I sospiri del mio cuore vuole andare oltre Si sente il mare, dando vita ad una storia che non fosse soltanto un racconto distaccato della gioventù e della vita scolastica, ma che trasmettesse un messaggio positivo che invitasse i ragazzi a capire quanto può essere bella la vita grazie all’amore. La regia fu affidata a Yoshifumi Kondō, il quale comprese bene la politica di Miyazaki, prestandosi nel dare vita a scene pillow shot che mostrassero la vita quotidiana degli studenti e delle famiglie giapponesi, dando agli spettatori la sensazione di sentirsi a casa guardando il film. E a proposito di sentirsi a casa, tale scopo indusse alla realizzazione di scenografie ambientate tra le colline urbane, dando un’ambientazione che ricorda molto le città sui dislivelli delle Alpi italiane. Ancora una volta viene ripresa l’affinità di Miyazaki coi paesaggi naturali, scegliendo un contesto a metà fra quello urbano e quello campestre. Lo scopo di tale scelta era di ritrarre un paesaggio che sembrasse un paese natale. Nel manga d’ispirazione, l’ambientazione risulta vaga, ma nel film trova maggiore spazio.

Per sostenere l’approccio del paese natale un importante ruolo viene giocato dalla canzone Country Road di John Denver. Il brano è presente fin dai primi minuti del film, nei quali si sente la canzone in sottofondo cantata da Olivia Newton-John. In seguito viene rivelato che Shizuku, la ragazza protagonista, sta lavorando insieme alle sue compagne di scuola alla traduzione del testo. Per realizzare l’adattamento della canzone, il compito venne dato alla figlia di Suzuki, il produttore dello Studio Ghibli, in modo che assomigliasse quanto più possibile ad un brano tradotto da una ragazza. La traduzione parla dei sentimenti di una persona fuggita dal suo paese natale che viene pervasa da un senso di nostalgia che cerca di ricondurla ad una casa a cui non può tornare. Il senso di fuga presente nella canzone riprende il desiderio di evadere dalla propria terra natale in cerca di un significato da dare alla propria esistenza, quel significato che molti giovani sembrano aver perso, e che viene cercato dal ragazzo coprotagonista, Seiji, il quale sogna di andare a studiare in Europa per diventare un liutaio.

In ragione di questa ricerca di senso, una delle scene che sono state maggiormente curate è quella in cui Shizuku canta il suo adattamento di Country Road accompagnata da Seiji mentre suona il violino. Non a caso tale scena è una di quelle in cui il film giunge più all’apice, trasmettendo il senso del messaggio implicito del film, che dimostra come la ricerca di una via di fuga possa portare lontano giungendo ad un punto da cui non si può più tornare. La canzone racconta anche cosa può voler dire diventare adulti, rappresentandolo come un viaggio che allontana dall’infanzia e porta verso una meta in cui ci ritroviamo soli, ma tuttavia forti e senza timore, verso la fase adulta. La scena della canzone è anche un punto focale che segna un’evoluzione del rapporto fra Seiji e Shizuku. A seguito di questo momento così caloroso per la ragazza comincia una svolta, grazie alla quale cerca il proprio scopo, trovandolo nella scrittura, per cui decide di scrivere un romanzo.

I sospiri del mio cuore non è uno dei più grandi capolavori dello Studio Ghibli, ma è una delle opere che sono state meglio curate in tutti i suoi aspetti. Una delle cose per cui lo Studio Ghibli riesce sempre a stupire è la sua capacità di raccontare la vita quotidiana, ma in questo film lo fa senza togliere spazio anche ad un po’ di colore, rappresentando la storia di una ragazza che va in cerca del suo scopo di vita, mentre vive i suoi normali giorni da studentessa. La sua ricerca prosegue nei romanzi che legge, i quali sono per lo più di fantasia, e in essi trova uno spiraglio nel momento in cui si rende conto che tutti i libri che ha preso in prestito dalla biblioteca sono stati presi in prestito anche da un’altra persona, che in seguito scopre essere proprio Seiji. Le scene di vita quotidiana del film si combinano con degli aspetti onirici, tramite la sequenza in cui Shizuku scopre il negozio di antiquariato, il cui proprietario è il nonno di Seiji, oppure nelle scene in cui s’immagina il suo romanzo, entrando nella dimensione del mondo che la protagonista crea mentre scrive. La scena della canzone è un altro dei momenti più forti, per il messaggio di crescita che è insito nel testo adattato da Shizuku. Di esso alcuni dei versi migliori sono i primi:
Ho fatto un sogno in cui vivevo
Tutta sola ma senza timore
Trattenendo la solitudine
La me stessa forte senza tradire andrà
Una strofa che racchiude in sé il senso del diventare adulti, un’età in cui si comincia ad affrontare il mondo da soli, in cui è difficile vivere senza provare timore per quello che può accadere, eppure andiamo avanti fiduciosi in cerca del nostro senso.

I sospiri del mio cuore è un giusto bilancio tra realtà e finzione, dove la vita di tutti i giorni è accompagnata dai sogni di due ragazzi che cercano di guardare avanti, e nello stesso tempo scoprono di provare qualcosa l’uno per l’altra.


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