DI GIOSUE’ TEDESCHI
Un’altra piccola perla trovata in un cassettino per lo scambio di libri, come Il Supernulla. Be’, non proprio una perla. Diciamo più… un sassolino grigio con delle interessanti venature verdastre. Cioè bello ma per niente raro. Unico ma non in modo sorprendente. Naturalmente intitolandosi “I misteri dell’Universo” questo libro è indirizzato agli appassionati dello spazio più e meno profondo. Aggiungerei però che è indirizzato a una fascia di lettori piuttosto giovane, almeno per quanto riguarda l’esperienza nel campo. È un libricino piuttosto introduttivo. Pieno di informazioni interessanti, fa sognare riguardo a quello che può essere possibile in un universo tanto vasto e riflettere rispetto alle varie traversie che le opinioni a riguardo hanno attraversato.
In breve si è creduto di tutto e il contrario di tutto. La terra ha assunto tutte le forme possibili e immaginabili prima di appiattirsi sul dibattito “è piatta o tonda?“. L’Universo è stato creduto grande come un granello di sabbia e poi incommensurabile. Per non parlare delle varie credenze e scoperte riguardo ai moti dei vari pianeti, di quelle veramente non c’è mai fine.
La cosa veramente interessante di questo libro, più che i contenuti che pure hanno il potere di far sognare, è una situazione particolarissima dell’edizione che mi sono ritrovato a leggere. Non me ne sono accorto quando l’ho preso e nemmeno quando l’ho portato a casa ma solo quando ci sono arrivato. Le pagine da 119 a 139 mancavano tutte.

Chi mai può aver preso ventuno pagine di questo libro? Per farci cosa? Quale moto di stizza può aver spinto l’artefice di questo empio atto a ridurre di ventuno il numero di pagine di questo libro? A strapparle senza rimorsi? Mi son ritrovato a fissare con gli occhi sgranati ciò che restava di quelle pagine. Non è stato facile superare lo sconvolgimento in cui mi ha gettato il dover lasciare una frase a metà. Come finisce la frase a pagina 118? Non lo saprò mai. Però qualcun altro non saprà mai, non penso se lo ricordi, come inizia.
Magari c’erano delle tavole illustrate? Magari c’erano delle informazioni sugli alieni? Magari ci aveva smoccicato sopra e non voleva lasciare le pagine rovinate al prossimo lettore. Fortunatamente questo libro non racconta una storia compiuta ma è un insieme di informazioni e penso di poter vivere anche senza qualche pagina.
In conclusione, pensare alla vita sconosciuta di chi ha strappato quelle pagine, al motivo che ha avuto per farlo, a come quel libro sia finito in quel cassettino, alle mani di chi ve l’ha poggiato — ecco cosa mi è piaciuto davvero e cosa mi rimarrà impresso di “I misteri dell’Universo“. E questo stesso è in realtà, e rimarrà per sempre, uno dei misteri dell’Universo.






