Another Side, capitolo 6: Pioggia di ricordi

DI SARA MORENA

Uscito nel 1991 e diretto da Isao Takahata, il film è ispirato all’omonimo manga di Hotaru Okamoto e Yuko Tone. La trama racconta la storia di Taeko Okajima, una bambina delle elementari degli anni ’60, che vive semplicemente la vita di ogni bambina della sua età e della sua epoca fra diversi alti e bassi, cercando a fatica di inseguire i suoi sogni. Come afferma la stessa Okamoto, la storia di Taeko è “una narrativa più vicina possibile alla non-fiction”. L’adattamento cinematografico si propone di ricreare questa non-fiction, trasponendola nella vita di una donna adulta impiegata che, durante una vacanza in campagna, si ritrova a doversi confrontare con la sé stessa bambina chiedendosi che cosa sta facendo della sua vita e quale direzione dovrebbe prendere.

La trama fu sottoposta a diverse stesure, che inizialmente prevedevano che la protagonista fosse una ragazza del liceo che, mentre affronta il suo passaggio all’età adulta, ricorda la propria infanzia. Successivamente Taeko venne trasformata in un’adulta di ventisette anni che lavora come office lady. Una donna impiegata come protagonista era cosa insolita nel mondo dell’animazione, all’epoca della produzione di Pioggia di ricordi. Le protagoniste animate avevano solitamente grandi sogni, e il lavoro da impiegato non era considerato un’aspirazione molto rosea. Normalmente si pensa al lavoro da impiegato come qualcosa privo di colore e noioso, e dunque rendere Taeko una persona adulta del settore fu un vero esperimento. Malgrado gli stereotipi che comunemente vengono associati agli impiegati, la vita di Taeko non è priva di spazi dove le giornate prendono colore e in cui lei può fare qualcosa che le piace. Infatti lei ha una passione, che è la campagna. Come sempre, il paesaggio naturale e campestre fa parte della politica non solo di Miyazaki, ma dello Studio Ghibli. La campagna è il luogo che Taeko sceglie ogni anno per trascorrere le vacanze estive, poiché fin da bambina ha sempre sognato di vivere in campagna.

Prima di partire per la sua vacanza, Taeko riceve la chiamata da una delle sue sorelle che cerca di incitarla a maritarsi al più presto. Questa chiamata fa scattare nella protagonista un susseguirsi di flashback che la accompagnano nel periodo estivo, durante il quale conosce Toshio, un cugino del cognato. In questa pioggia di ricordi, la protagonista rivive le sue esperienze legate al primo amore, alla pubertà e ai suoi sogni infranti. Scene del suo presente da adulta si alternano con scene della sua infanzia, seguendo degli stili di disegno diversi tra loro. Il presente di Taeko è stato disegnato con una tecnica più realistica, tanto che quando i personaggi sorridono sui loro visi traspare la forma degli zigomi e delle rughe. Il passato invece è rappresentato con tecnica più tipicamente ghibliana. Il film racconta qualsiasi evento quasi come se fosse più un documentario, senza nessuna travisazione cinematografica. I personaggi interagiscono in modo naturale, nessuno di essi è caratterizzato come un personaggio finzionale. Solitamente nei film i personaggi sono, chi più e chi meno, stereotipizzati e fino all’ultimo rappresentano un determinato ruolo che li porta dove vuole la storia.

Guardare Pioggia di ricordi non è come guardare un qualsiasi film, ma lascia piuttosto l’impressione di aver vissuto un’esperienza al 100% reale, con persone vere. Taeko rompe gli standard della donna miyazakiana, perché non è perfetta, né da bambina, né da adulta. Sia lei che gli altri personaggi sono umani veri. La protagonista da bambina è una capricciosa che cambia idea ogni due per tre, a seconda di come le gira, e da adulta è piena di complessità perché è combattuta tra le pressioni sociali e le sue aspirazioni personali. Osservando la storia di Taeko possiamo vedere quello che è il percorso di vita di molti giovani delle generazioni dell’attuale mondo sviluppato, se non noi stessi. Non possiamo fare a meno di rivedere il modo in cui molti di noi sono cresciuti. Da bambini eravamo difficili, poiché gli agi delle nostre epoche ci hanno resi viziati, e da adulti ci ritroviamo spesso pieni di incertezze, a chiederci che cosa volevamo davvero.

Pioggia di ricordi è un’opera pienamente realistica. Con Una tomba per le lucciole, Isao Takahata ci ha mostrato senza nessuna pietà la crudeltà della guerra, ma questa volta il suo crudo realismo tocca la vita quotidiana, raccontando le esperienze di una bambina nella fase prepuberale e la sua controparte adulta. È un film che non offre aspettative, né buone, né cattive. Non critica apertamente il cinema classico, demolendo qualsiasi stereotipo, semplicemente racconta la vita di Taeko come se una persona reale ci parlasse della sua personale esperienza. Una non-fiction ben riuscita, dove il realismo nudo e crudo sembra non lasciare spazio ai sogni, eppure alla conclusione degli eventi la protagonista sembra aver trovato il coronamento dei suoi desideri campagnoli attraverso una relazione sentimentale che segna il raggiungimento della sua fase adulta.

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