DI SIMONE MASCARELLO
Senza perdere tempo oggi sarò veloce, veloce come la creatura di cui voglio parlare, che viaggia a una velocità media di 40-50 km/h e in picchiata può superare i 100-120 km/h.

Il colibrì è l’uccello più piccolo al mondo, il più grande misura 22 cm, e il più piccolo appena 5 cm. Il suo piumaggio cangiante è composto da piume con strutture speciali in grado di scomporre la luce. Vanta sia il battito d’ali più veloce al mondo, che varia dai 50 agli 80 colpi al secondo, con un movimento che disegna un 8 rovesciato che gli permette di essere l’unico uccello a volare all’indietro e di stare sospeso a mezz’aria, sia il battito cardiaco più accelerato del regno animale, superando i 1000 battiti al minuto durante lo sforzo ma può anche oltrepassare i 1200. A causa del suo metabolismo rapido è costretto a nutrirsi varie volte al giorno; si ciba principalmente di nettare, e può consumarne una quantità pari al suo peso in un solo giorno, con la sua lingua simile a una cannuccia che gli consente di leccare fino a 20 volte al secondo.

Per non morire di fame durante la notte i colibrì abbassano la loro temperatura corporea, entrando in uno stato di torpore simile al letargo. Costruiscono piccoli nidi (grandi come mezzo guscio di noce) con muschio e fili di ragnatela elastici che si espandono man mano che i pulcini crescono.
Impollinazione
I colibrì sono fondamentali per l’ecosistema. La loro presenza indica un ambiente sano e ricco essendo molto sensibili ai cambiamenti climatici, e nutrendosi di nettare favoriscono l’impollinazione e la vita di innumerevoli piante, incluse quelle vitali per la specie umana. La loro capacità di volare all’indietro e stare sospesi permette loro di raggiungere fiori tubolari profondi che gli insetti non possono impollinare. E inoltre si nutrono di molti insetti e ragni, contribuendo a regolare naturalmente la popolazione di parassiti.
Miti e leggende
La leggenda maya del colibrì (X ts’unu’um):
I Maya credevano che gli dei avessero creato tutti gli animali con un compito specifico. Ma dopo aver finito si accorsero che mancava qualcuno che trasportasse i pensieri e desideri degli uomini. Presero una pietra di giada e scolpirono una freccia; e quando le soffiarono sopra, lei prese vita e volò via; e così nacque il colibrì.
La favola della foresta in fiamme (tradizione Africana/Sudamericana):
Un enorme incendio scoppiò nella foresta, e tutti gli animali fuggirono terrorizzati. Solo il colibrì decise di fare qualcosa; volò fino al fiume, prese una goccia d’acqua nel becco e la gettò sulle fiamme dicendo “sto facendo la mia parte!“. Gli altri animali lo derisero, ma la sua determinazione fu contagiosa, e spinse tutti a lottare per spegnere l’incendio.

In sostanza il colibrì è un simbolo di amore, di vita, di gioia, allegria, coraggio e determinazione; un simbolo che può rappresentare chiunque non abbia paura di portare gioia e amore nel mondo.
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