Il Cinema è Amore: l’inizio del Torino Film Festival 2025 non poteva essere più leggendario di così!

DI ALBERTO GROMETTO

Voi credete che il Cinema possa aiutarci a decifrare il Mistero della Vita?

Io amo i film. È da tutta la Vita che guardo film. E che non faccio che guardarne. Che forse il Mistero della Vita, quantomeno della MIA, sia racchiuso in quello schermo? Non ne ho idea! Ma di sicuro uno dei momenti più memorabili, indimenticabili, meravigliosi, sensazionali, incredibili di tutta la mia esistenza non può che essere la serata di VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2025

Quella sera – dentro quel capolavoro di cornice che è il TEATRO REGIO DI TORINO – è andata in scena la CERIMONIA INAUGURALE D’APERTURA della 43esima edizione del TORINO FILM FESTIVAL

(Invitati in qualità di membri della Redazione di “Mercuzio and Friends” alla serata inaugurale d’apertura del 43esimo Torino Film Festival presso il Teatro Regio; da sinistra a destra: il Meta Me-rcuziano Loris Martino, L’Augusto Direttore Alberto Grometto, l’Eccellentissima Project Manager-Editor Eleonora Pierattini e il Responsabile delle Risorse Umane Rocco De Gilio)

Un evento di un’importanza straordinaria nella vita di chiunque ami il Cinema, sia di Torino e conosca il TFF da anni e anni: conseguentemente, rientrando in questa categoria, le aspettative mie non possono che essere – come ogni anno – altissime, al punto da toccare il Cielo. Ma se io credo in concetti quali “Esiste un solo modo di pensare: IN GRANDE” e “Il Limite è il Cielo”, è altrettanto vero che anche quest’anno – similmente a quanto accaduto l’anno scorso – la volta celeste l’abbiamo superata alla grandissima, perché questa edizione s’è aperta mandandomi in orbita estatica!

Ebbene sì, una delle serate più belle di tutta la mia vita, e il merito lo si deve prima che a chiunque altro ad un carissimo amico di Noi Mercuziani, che consideriamo alla stregua di un Eroe della Settima Arte e che è l’artefice di questo ennesimo straordinario capolavoro che è il 43esimo TFF: sto parlando naturalmente del suo Direttore GIULIO BASE!!! 

(Insieme al Direttore del TFF Giulio Base in occasione della serata inaugurale d’apertura, e che il Comitato di Redazione nella sua interezza intende ringraziare dal profondo del cuore, sia per la Sua amicizia sia per quanto realizzato in nome del Cinema)

Maestro, mi rivolgo direttamente a Lei. L’anno scorso – al suo primissimo Torino Film Festival in qualità di Direttore – era riuscito a stupire tutti quanti e a lasciarci senza fiato. Replicare un evento di una tale portata l’anno successivo, dopo quanto già era stato fatto di strabiliante l’anno scorso, sarebbe stato impossibile per chiunque. Ma non per Lei, che ancora una volta – in nome di quell’Amore sconfinato che nutre nei riguardi della Settima Arte e che anima la Sua passione e che traspare in ogni Sua azione – è riuscito per mezzo dei suoi formidabili talenti a regalare a Noi disperati folli cinefili qualcosa di talmente emozionante e grandioso che un solo articolo non è sufficiente a racchiuderne la portata. È stato l’inizio leggendario di un altro festival leggendario, che reca la sua firma. L’ammiro enormemente per questo, e la ringrazio di vivo cuore a nome dell’intera città di Torino per quello di cui ci sta facendo dono: Le dobbiamo tantissimo, e non sapremo mai come ringraziarLa sufficientemente. E aggiungo solo che la serata inaugurale di questo 43esimo TFF fa quello che chiunque ami il Cinema vorrebbe si facesse ad un evento che ha a che fare col Cinema: ricordarci che il Cinema è prima d’ogni altra cosa Amore.

(Eleonora Pierattini — che di M&F è Project Manager-Editor e Presidente — e il Direttore di “Mercuzio and Friends” Alberto Grometto, in occasione della serata inaugurale d’apertura del 43esimo TFF presso il Teatro Regio di Torino)

Ebbene sì, ladies and gentleman! Trasmessa dalla RAI in diretta per la prima volta da quel 1982 in cui il TFF vide la luce, questa cerimonia d’apertura racconta d’una cosa, racconta d’Amore. Come citato dalla scintillante Madrina del Festival – l’interprete LAURA CHIATTI – che sul palco del Regio, in apertura di serata, ci ha raccontato di come, a dispetto di quello che nell’immaginario collettivo si possa pensare delle stars e delle celebrities abituate ad essere considerate perfette e a stare sotto la luce dei riflettori, lei si sia tenuta sempre alla larga da eventi di una tale portata e abbia sempre nutrito insicurezze e paure profonde, accompagnate da un senso di inadeguatezza costante. Ma lei quella serata – afferma la splendida attrice – l’avrebbe vissuta con tranquillità, in barba a tutta quella perfezione che si potrebbe pretendere dalla sua figura, all’insegna piuttosto della nostra fragile ma proprio per questo bellissima imperfezione: e che in questo l’avrebbe aiutata quello che ci univa tutti quella sera, e cioè l’AMORE! L’Amore per il Cinema!

(La Madrina del Festival Laura Chiatti e il Direttore Giulio Base, in occasione della serata inaugurale d’apertura del TFF)

Ed è proprio di Cinema e Amore e Senso della Vita quello di cui hanno raccontato i Geni Cinematografici, i Divi e i Talenti che han presenziato a quella prima serata inaugurale e che sono stati insigniti del Riconoscimento “STELLA DELLA MOLE”, e cioè il premio conferito dal MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA DI TORINO.

Citiamo il regista, sceneggiatore e produttore francese CLAUDE LELOUCH, che vinse il Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale per il film «Un uomo, una donna» nel 1967, più di mezzo secolo fa, ma che ancora fa film a tutto andare e che probabilmente non smetterà mai di farli! Ha raccontato di come sia stato guardando il nostrano «Ladri di biciclette» dell’indimenticato Maestro VITTORIO DE SICA, quand’era bambino, che capì che avrebbe fatto questo tutta la vita. E per tutta la vita del resto lui ha fatto un Cinema nel quale a trionfare fosse l’Amore. A consegnargli il premio il SOVRINTENDENTE DEL TEATRO REGIO MATHIEU JOUVIN.

(Da sinistra a destra: Mathieu Jouvin, Claude Lelouch con la Stella in mano, il Direttore Giulio Base)

Impossibile non applaudire al cospetto dell’81enne HANNA SCHYGULLA, presentatasi sul palco poggiandosi al suo bastone e dimostrando attraverso un’inesauribile gioia di vivere e uno spassionato senso comico dello humor, come e quanto l’Amore – che sia quello per il Cinema così come quello in termini assoluti – possa ricordarci quanto la Vita sia bella e divertente e appassionante, che si abbia un anno sulle spalle così come un’ottantina! Premiata dal SINDACO DI TORINO STEFANO LORUSSO, vederla su quel palco con quel sorriso e quell’energia è stata una scarica di adrenalina! 

(Il Sindaco di Torino Stefano Lorusso nel mentre che premia Hanna Schygulla)

L’attore DANIEL BRÜHL, che numerosissimi cinefili ammirano e stimano con viva e autentica passione da anni, premiato dal PRESIDENTE DELLA REGIONE ALBERTO CIRIO, ha raccontato dell’inaspettato e profondissimo amore che nutre nei riguardi della città di Torino, al punto da averla definita “la vera capitale”! «Amo Torino di tutto cuoro!» ha esclamato, sforzandosi addirittura di dirlo in italiano e lasciandoci tutti basiti e autenticamente commossi. Nel suo discorso ha fatto una sfilza di nomi di immensi cineasti italiani delle cui opere il padre – regista di professione – lo ha fatto appassionare fin dall’infanzia: autori che gli hanno cambiato la Vita e che hanno forgiato il suo Amore per il Cinema. 

(Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio conferisce la Stella della Mole a Daniel Brühl)

Il sommo SERGIO CASTELLITTO, apogeo supremo della recitazione italiana, e anche ovviamente regista dei più stimati tra le file della nostra Nazione, da quel palco ha tenuto un discorso urgente, necessario, prezioso, proprio per Amore di quella Settima Arte che quella sera veniva celebrata e omaggiata. Premiato dal PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA DEL PARLAMENTO ITALIANO – L’ONOREVOLE FEDERICO MOLLICONE –, prima ci ha tenuto a ricordare come a Torino abbia conosciuto e si sia innamorato di sua moglie MARGARET MAZZANTINI, con cui dirige film. Insieme. E poi il discorso di cui sopra: ha sottolineato come il cinema italiano stia affrontando una delle sue peggiori crisi da quando esiste, e che ora è venuto il momento, non tanto di erogare finanziamenti a questo o a quell’altro produttore, quanto di salvare un’industria intera. Complimenti!  

(Da sinistra a destra: l’Onorevole Federico Mollicone, Sergio Castellitto premiato con la Stella della Mole, il Direttore Giulio Base)

Si rimane senza fiato dinanzi all’umanità calorosa e smisurata dell’attrice JACQUELINE BISSET, la quale dimostra però di essere un grandissimo esempio d’umanità quando sfrutta quell’occasione per parlare delle orribili condizioni di chi vive senza dimora, sottolineando come non sia possibile pensare che un Paese in cui Arte e Cultura e Bellezza regnano sovrane come l’Italia lasci le persone versare in condizioni di questo tipo! Come le ha detto giustamente il PRESIDENTE DEL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA ENZO GHIGO, nel consegnarle la Stella, con un’onestà tenera e dolce: «Siamo stati tutti innamorati di Lei!».

(Da sinistra a destra: il Presidente del Museo Nazionale del Cinema Enzo Ghigo, l’attrice Jacqueline Bisset e il Direttore Giulio Base)

Sottolineo come il Presidente Ghigo nel suo discorso di consegna abbia giustamente ringraziato fra gli altri la favolosa Direttrice di un altro festival che il Museo Nazionale del Cinema porta avanti, e cioè il LOVERS FILM FESTIVAL. Tornando a parlare d’Amore e di Cinema. Si tratta di una delle più eminenti rassegne cinematografiche italiane a livello mondiale, nonché il più antico festival a tematiche LGBTQIA+ d’Europa e terzo in tutto il Mondo. Stiamo parlando di VLADIMIR LUXURIA, con la quale ha avuto pure il piacere sconfinato e l’impareggiabile privilegio di poter conversare il fiero drappello mercuziano invitato a quella magica serata.

(Insieme alla splendida Vladimir Luxuria, con la quale conversare è stato un vivo piacere e che ringraziamo per tutta la squisita gentilezza che ha usato nei nostri riguardi)

Quello che viene definito come il momento più iconico della serata e forse già addirittura dell’intero festival, e che rimarrà negli annali della leggenda, è stato quando sul palco due delle più grandiose, luminose, radiose Stelle del Cinema si sono ritrovate una accanto all’altra, a premiarsi vicendevolmente: il regista e sceneggiatore statunitense Premio Oscar SPIKE LEE e l’attore spagnolo ANTONIO BANDERAS! Da una parte quello che è ritenuto il più rappresentativo e celebre filmmaker afroamericano della Storia della Settima Arte, nonché uno dei più prolifici in termini assoluti. Dall’altra uno dei massimi interpreti spagnoli conosciuti internazionalmente, ritenuto tra i più iconici sex symbol viventi e uno dei più grandi attori che ci siano mai stati. Il momento in cui il Direttore Giulio Base – con un colpo da Maestro, degno dell’immenso Maestro che lui è! – ha chiamato Antonio mentre era con Spike sul palco affinché gli potesse consegnare la Stella, è già storia. Banderas si inginocchia di fronte a Lee dandogli il Premio e subito dopo è Lee a ricambiare il gesto consegnandogli la sua Stella e inginocchiandosi al suo cospetto. L’abbraccio tenero fra i due e le loro foto con le Stelle in mano e in mezzo il Maestro Base non me li scorderò mai. Un balzo nel cuore d’ogni cinefilo innamorato del Cinema. «Una cosa che racconterò credo ai miei nipoti quando sarò più anziano», esclama lo stesso Maestro Base, che è Colui senza il quale questo momento non ci sarebbe mai stato.

(Antonio Banderas col suo fascino iconico, il Direttore Giulio Base e Spike Lee col suo tipico cappello in testa!)

Vi sarebbero così tanti altri momenti, già storici ai miei occhi, che mi porterò dietro per sempre, che hanno reso quella magica serata “eterna” nella mia memoria! Menzionarli tutti è impossibile, ma qualcuno proprio non posso non citarlo.

Quando sul palco è stato invitato l’iconico e imponente DOLPH LUNDGREN, autore di un documentario molto personale nel quale racconta della sua lotta contro il cancro. Lui, che è stato l’epica nemesi del pugile Rocky, il russo Ivan Drago, e al quale il Maestro Giulio Base – amico e collega dell’attore, che ha anche avuto modo di dirigere – ha chiesto di dire… QUELLE parole. E in italiano! Sì, mi riferisco a quella battuta: «TI SPIEZZO IN DUE». Poche emozioni possono essere paragonabili a quello che ho provato nel sentire il “vero” Ivan Drago dire quella battuta, lì a pochi metri da me, dal vivo, nella mia lingua!

(Ivan Drago – alias Dolph Lundgren – che dice su richiesta del Direttore Giulio Base, in italiano per giunta: “Ti spiezzo in due!”)

Oppure il film d’apertura. Perché trattasi – non ho paura di dirlo – d’un CAPOLAVORO ASSOLUTO. A quello verrà sicuramente dedicato un articolo intero a parte, che avrò sempre il piacere di scrivere io stesso. Citerò solo il titolo – «ETERNITY» – e il suo regista, presente quella sera, e invitato sul palco a presentare la sua pellicola: DAVID FREYNE. Non poteva essere scelto film migliore, soprattutto perché è una pellicola che usa il Cinema per parlarti d’Amore, ma quello vero e autentico e – come appunto dice il titolo – eterno. E colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta la persona a cui chiaramente dedico questo articolo e che è il vero artefice di questo capolavoro di serata: il Maestro Giulio Base, che a visione ultimata in un momento privato ha presentato a me e ai miei stimatissimi colleghi lo stesso Freyne, facendoci dono dell’ennesima emozione indescrivibile della serata.

(Insieme al regista David Freyne, che ringraziamo per tutta la cordialità e l’umanità con cui ha chiacchierato con Noi a seguito della visione del suo capolavoro “Eternity”)

O ancora ripenso all’inizio della serata, un inizio talmente commovente, toccante, profondissimo che le parole non bastano a descriverlo. Per chi ama il Cinema, è in effetti impossibile dire cosa sia stato vedere CLEA, la figlia di quella Leggenda della Settima Arte a cui il Maestro Base ha scelto di dedicare l’intero festival – il fascinoso, affascinante, immortale PAUL NEWMAN – ringraziare attraverso un messaggio video tutti noi presenti e il Direttore del TFF per essere lì, quella sera, a onorare la memoria di “Old Blue Eyes”. Da più di quindici anni è passato a miglior vita. Era il 2008. Quest’anno il 26 Settembre avrebbe compiuto 100 anni. Ma Lui ancora vive, tra noi. Nei suoi film, nei suoi personaggi, nei nostri ricordi. Perché certe icone non se ne vanno né se ne potranno andare mai veramente: sono anzi destinate ad essere Grandi, Luminose e Vive. In eterno, e per sempre. Come è nel tuo caso, Paul.

(Clea Newman, nel mentre che ringrazia il Direttore Giulio Base per aver scelto di celebrare il suo leggendario papà)

Ma mi lascio da ultimo – a mo’ di Gran Finale – il racconto di quello che per me che vi sto scrivendo, intimamente, è stato sicuramente il momento topico. Quando sul palco a salire è stato uno dei miei più grandi idoli cineasti mai esistiti, il quale col suo fare Cinema ha cambiato la Vita di intere generazioni di cinefili, compresa la mia. Mi sto riferendo al roboante, epocale, colossale Maestro ALEKSANDR SOKUROV, che io ebbi già la fortuna inestimabile e il privilegio assoluto di conoscere in occasione del TFF 2021, quando presentò una di quelle sue immense perle che sono i suoi capolavori. E non è un caso se la sua è l’unica Stella di cui ancora non ho parlato: mi son lasciato il suo racconto proprio per la conclusione, così da potermelo godere appieno. Fa ridere abbia usato termini quali “roboante”, “epocale” “colossale” e “immense” per descrivere Lui e la Bellezza di cui si fa Narratore. Ma sul palco quella sera vidi semplicemente un uomo, calmo, tranquillo, sereno. Forse dipende proprio da quella Bellezza che Egli ha saputo racchiudere in quelle sinfonie cinematografiche così alte e sublimi. Però sì, aveva proprio l’aria d’un uomo in pace. Come avesse capito quel Mistero di cui parlavamo all’inizio, in apertura. Il Mistero della Vita. Ed è questo che gli ha chiesto, l’inimitabile Maestro Base: “Credi che il Cinema possa aiutarci a decifrare il Mistero della Vita?”. “No”, rispose il Glorioso Sokurov. “Sinceramente no”. E poi aggiunse: Sono le persone che amiamo e che ci amano che possono aiutarci a comprendere il Mistero della Vita.

(Il Direttore del Museo Nazionale del Cinema Carlo Chatrian e Aleksandr Sokurov premiato con la Stella della Mole, protagonisti di un momento meraviglioso)

Non poteva esserci persona migliore del DIRETTORE DEL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA CARLO CHATRIAN a consegnargli la Stella della Mole. Il suo discorso – talmente intriso d’Amore e Passione – è stato un colpo al cuore per me: ringraziava Sokurov per essere stato ed essere tutt’oggi una Stella, perché il Cinema ha bisogno di Stelle che abbaglino e che ci illumino e che ci sappiano guidare insegnandoci dove guardare. E per lui Sokurov è stato una Stella. Nel momento di quel discorso Chatrian, Sokurov, Base e tutti Noi che eravamo lì, siamo stati una cosa, prima che essere attori o registi o artisti: eravamo cinefili, e lo eravamo insieme.

Il Cinema nasce per essere di tutti. La Settima Arte ci emoziona insieme, ci fa stare insieme, ci fa essere insieme. Non è nei capolavori che guardiamo che si nasconde il Senso della Vita, ma nelle persone attorno a Noi, che amiamo e che ci amano. Ma i film possono ricordarci questo, proprio perché nascono da quel desiderio d’Amore. Perché lo stare insieme, non dimenticatevelo mai, è quanto di più bello, urgente, prezioso abbiamo a questo Mondo e in questa Vita. 


Ringrazio il TORINO FILM FESTIVAL 2025 e il suo Direttore Giulio Base per avermi ricordato tutto questo. E del resto alla fine, oltre a quel capolavoro assoluto di “Eternity” e a tutti i momenti luminosi e indimenticabili che ho citato, la ragione per cui ricorderò questa serata per sempre sono le persone insieme a cui ero: quei cineasti straordinari, lo stesso Maestro Base e naturalmente i miei amati colleghi Mercuziani.

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