DI NICOLO’ CIVERA
La scorsa settimana abbiamo visionato la serie TV spagnola “Ultima notte a Tremor”, tratta dal libro omonimo di Mikel Santiago: devo dire che mi ha sorpreso in positivo, e non poco. Che siate amanti del dramma, del thriller, dell’horror o della fantascienza, questa serie fa per voi. Riesce a combinare tutti questi generi insieme, in maniera molto fluida. Per scrivere bene un pezzo artistico ci dev’essere per prima cosa il Conflitto, e questa serie ne ha da vendere, dalla prima all’ultima puntata. Il personaggio principale si chiama Alex ed è un pianista disturbato dal suo passato, interpretato da Javier Rey (Velvet). Ci è piaciuto molto perché fedele sempre al personaggio, ansioso, arrabbiato, pacato e simpatico tra le altre cose, stati d’animo non semplici da comunicare nella stessa interpretazione. La fidanzata Judie è interpretata da Ana Polvorosa (Le ragazze del centralino), anche lei una ragazza con un passato davvero importante*. Tra gli altri attori importanti abbiamo anche Antonio Buíl (Nowhere), Josean Bengoetxea (The Chapel), Nora Navas (Libertad), Laura Gaja (Il maestro che promise il mare). Un cast senza dubbio eccezionale.

Gli altri due personaggi più importanti sono impersonificati dall’attore Willy Toledo (Escape) e Pilar Castro (Piggy), insieme interpretano i vicini di casa di Alex. La regia, affidata a Oriol Paulo (Durante la tormenta), è stata di alto livello, talmente tanto che a volte non si capisce se si tratti di un thriller, un dramma o un horror. La sceneggiatura è stata affidata sia al regista che a Jordi Vallejo (Non uccidere) e Lara Sendim (Durante la tormenta) ed è stata elaborata in modo fluido, le scene erano connesse molto bene tra di loro, ovviamente ha aiutato anche il montaggio. Le emozioni che ci ha fatto provare la serie sono state molteplici, soprattutto quelle negative (ma importanti) come tristezza, rabbia, e chi più ne ha più ne metta. Alcune puntate sono davvero serie e raccontate in maniera né troppo semplice, né troppo cruda.

La serie è stata girata nel “Puerto de Vega”, nelle Asturie dell’est. Tutti gli attori sopracitati e gli altri che hanno parte del cast sono stati impeccabili avendo anche una sintonia tra loro che ha aiutato molto a far di questo pezzo artistico qualcosa di speciale. Sono riusciti a farci capire tutti i loro stati d’animo senza troppe espressioni esagerate. Dai risvolti tristi, ma umani, nel loro complesso. Una delle parti più importanti di questa serie è quella psicologica, anch’essa piena di risvolti, tramite questa sono state date risposte a molte cose che si sono verificate. Bisogna dire però che l’unica pecca della serie è che certe puntate sono sembrate “troppo lunghe”. Ma non temete, è da vedere tutta, anche non d’un fiato, dopotutto è stata tratta da un libro e quindi in questo caso è stato meglio dilungarsi che essere sintetici e dare spiegazioni troppo scarne. Infatti, come già accennato prima, la serie ci ha dato molte risposte, anche quelle più difficili, che erano sollecitate dalle nostre numerose domande. Per finire diciamo che è stata un’altra serie che ci ha fatto apprezzare sempre di più l’arte spagnola, che, in effetti è vero, non avremmo mai potuto ammirare senza piattaforme streaming.
*Questa serie a nostra seria discrezione NON è adatta ai bambini, sia per gli argomenti trattati che per le immagini.
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