DI DAVIDE PISTARINO
Oggi, 1 gennaio 2026, non solo inizia l’anno nuovo ma finisce un’epoca che ha cambiato radicalmente il fenomeno delle serie televisive, ovvero è uscita su Netflix l’ultima puntata della quinta stagione di “Stranger Things”, che sarà pure il capolinea della serie.
La serie di fantascienza ideata dai Duffer Brothers, quando uscì la prima stagione nell’ormai lontano 2016, fu un successo inaspettato e travolgente.
I motivi del successo sono facili da intuire: la serie è ambientata negli anni ’80, è un revival nostalgico-nerd di tante saghe come “Star Wars” e “Ghostbusters”, e si rivolge ad un pubblico che ha vissuto quell’epoca ma anche ad un pubblico più giovane che la vede con altri occhi.
Neppure sotto l’aspetto della qualità televisiva “Stranger Things” ha apportato nulla di nuovo, perché nel 2016 erano già state prodotte serie innovative come “Twin Peaks”, “Breaking Bad” e “Lost”. Allora in che modo i Duffer Brothers hanno cambiato il mondo delle serie?
Quando uscì la prima stagione nell’agosto del 2016 Netflix era arrivata in Italia da quasi un anno, ufficialmente il 22 ottobre 2015. Per Netflix “Stranger Things” è stata la prima grande serie di successo e con essa si è affermato il fenomeno del binge watching, per cui tutte le puntate di una serie vengono trasmesse in un colpo solo e si vedono tutte consecutivamente, circostanza che nel linguaggio gergale viene chiamata “maratona” oppure “abbuffata”. In precedenza, dai canali televisivi tradizionali, era tipico che venisse trasmessa una puntata a settimana.
Questo fenomeno ha portato al successo esplosivo della piattaforma di Netflix e “Stranger Things” ha così cambiato radicalmente il modo di fruire delle serie televisive.

La serie, oltre ad essere colma di riferimenti alla cultura anni ’80, nello svolgersi delle stagioni ha sempre avuto tra i componenti del suo cast attori che sono stati protagonisti di quell’epoca. Una su tutti Winona Ryder, che è una presenza fissa nel ruolo della mamma di Will dalla prima stagione. Poi ci sono stati Matthew Modine, l’interprete del soldato Joker in “Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick, che in più stagioni ha interpretato il papà della protagonista Undici, e per ultima Linda Hamilton, la mitica Sarah Connor di “Terminator”, che in quest’ultima stagione interpreta una soldatessa.
Con questa serie i Duffer Brothers hanno reso omaggio ad un’epoca cinematografica nella quale loro stessi sono cresciuti e che ha formato milioni di cinefili-nerd in giro per il mondo.
Ad esempio, la sinossi della prima stagione ricorda molto quella di “E.T.” di Steven Spielberg, con quattro bambini che trovano Undici che ha dei superpoteri ai loro occhi inspiegabili e con Will che viene rapito da Vecna, il terribile alieno che governa il Sottosopra, questo misterioso mondo che circonda la loro cittadina di provincia. Questo genere di storie nel corso di quel decennio era molto in voga e la serie oltre che citare prodotti nerd come “Star Wars” o “Ghostbusters” ricostruisce quell’epoca anche attraverso la colonna sonora, che nella quarta stagione era caratterizzata dal brano “Running Up That Hill” di Kate Bush o dalle canzoni dei Metallica.
Questa serie non è l’unico prodotto citazionistico rispetto agli anni ’80, ma è quello che è riuscito ad esprimerli meglio, poiché la trama stessa è ambientata in quel periodo. In realtà “Stranger Things” si inserisce in una tendenza che va sempre più di moda negli ultimi anni, ovvero il fascino per il retrò, che vive in molti giovani che per esempio ascoltano le musiche di epoche precedenti la loro. Sicuramente con “Stranger Things” il fenomeno si è accentuato, basti pensare che nel 2022, quando uscì la quarta stagione, la canzone di Kate Bush risultò seconda dopo Harry Styles nella classifica mondiale degli ascolti su Spotify e il successo della serie sicuramente ne fu responsabile.
“Stranger Things” si approssima al suo naturale termine con la possibilità già ventilata che la serie venga rilanciata con dei possibili spin-off. Quello che non finisce è l’eredità che la serie dei Duffer Brothers ci ha lasciato, segnando un’epoca, cambiando in maniera drastica il mondo della televisione e facendo esplodere il fenomeno delle piattaforme.
Il vero motivo del successo di “Stranger Things” è che si rivolge a diverse tipologie di pubblico, che variano da chi era bambino o adolescente negli anni ’80 a chi è giovane oggi. I Duffer Borthers, con il semplice desiderio di omaggiare il cinema della loro infanzia, hanno realizzato una serie della quale parleremo ancora per molto tempo.


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