OLD MONEY, UNO STILE DI VITA

DI ROCCO DE GILIO

La parabola esistenziale di Valentino Clemente Ludovico Garavani, nato a Voghera nel maggio del 1932, incarna perfettamente il mito del giovane di provincia che, armato di un talento cristallino e di una determinazione ferrea, riesce a scalare le vette dell’Olimpo dell’alta moda mondiale fino a diventarne il monarca indiscusso. Fin dai primi anni dell’infanzia trascorsi in Lombardia, Valentino dimostra un’attrazione magnetica per il bello e il lusso, un’inclinazione che lo porta a trasferirsi appena diciassettenne a Parigi per frequentare l’École des Beaux-Arts e la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. In quegli anni formativi, tra i corridoi delle case di moda di Jean Dessès e Guy Laroche, il giovane apprendista assorbe la tecnica del drappeggio e la sacralità del taglio, ma soprattutto intuisce che la moda deve essere un veicolo di grazia suprema, lontana dalle sperimentazioni avanguardistiche che avrebbero presto stravolto il settore.

Il ritorno in Italia nel 1959 segna l’inizio di una nuova era per la sartoria romana, poiché Valentino decide di aprire il suo primo atelier in via Condotti grazie al sostegno finanziario del padre, portando nella capitale il rigore e la grandiosità parigina. Tuttavia, l’incontro decisivo della sua vita avviene poco dopo, nel 1960, ai tavolini di un caffè di via Veneto, dove conosce Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura. Questo sodalizio, che sarebbe durato per tutta la vita, permette a Valentino di concentrarsi esclusivamente sulla creazione artistica, affidando a Giammetti la costruzione di un impero economico globale senza precedenti. La consacrazione internazionale giunge nel 1962 con la sfilata memorabile nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, un evento che lascia il pubblico e la stampa estera letteralmente abbagliati dalla sua capacità di mescolare la classicità italiana con la modernità d’oltreoceano.

Gli anni Sessanta vedono Valentino trasformarsi nello stilista preferito del jet set internazionale e delle “cigno” dell’alta società, un successo suggellato dal suo rapporto privilegiato con Jacqueline Kennedy, che sceglie un suo abito della Collezione Bianca per sposare Aristotele Onassis nel 1968. È proprio in questo periodo che il suo nome diventa sinonimo di un lifestyle dorato, fatto di castelli, yacht, collezioni d’arte e una corte di amici celebri che vanno da Andy Warhol a Elizabeth Taylor. Nonostante i cambiamenti radicali nei costumi sociali, Valentino attraversa i decenni rimanendo fedele alla propria visione, spostando nel 1989 la sede creativa nello splendido Palazzo Mignanelli vicino a Piazza di Spagna, luogo che diventa il quartier generale di un’eleganza che non conosce crisi, resistendo all’avvento del minimalismo degli anni Novanta e alla successiva logomania.

La carriera del Maestro si chiude ufficialmente con un lungo addio celebrato nel 2008 con una serie di eventi faraonici a Parigi, dove la sua ultima collezione viene salutata con una standing ovation che segna la fine di un’epoca irripetibile.

LA MIA ESSENZA DI VITA

L’universo estetico di Valentino Garavani non si limita alla semplice creazione di abiti, ma rappresenta l’architettura stessa del sogno di una nobiltà senza tempo, un esercizio di stile che oggi definiremmo come l’apice assoluto dell’estetica Old Money. Per comprendere profondamente il suo lavoro, bisogna osservarlo attraverso la lente di un giornalismo di costume che sa leggere oltre la stoffa, individuando in Valentino colui che ha codificato il lusso non come ostentazione, ma come un diritto di nascita tradotto in sartoria.

Il concetto di Old Money nel vocabolario di Valentino si manifesta attraverso una cifra stilistica che ignora le tendenze passeggere per rifugiarsi nel rigore del “senza tempo“. Mentre il mondo della moda correva verso il prêt-à-porter di massa, lo stilista di Voghera restava ancorato a un ideale di esclusività quasi castale, dove l’abito serve a identificare un’appartenenza sociale elevata, sobria e profondamente colta. Non è un caso che il suo stile sia diventato la divisa ufficiale delle grandi dinastie internazionali, dai Kennedy agli Agnelli, passando per i reali europei; persone che non avevano bisogno di loghi visibili per dimostrare la propria ricchezza, poiché la qualità millimetrica del taglio e la nobiltà dei tessuti parlavano già un linguaggio inequivocabile.

L’analisi dello stile Old Money secondo Valentino rivela una predilezione per linee pulite che accarezzano il corpo senza mai costringerlo, evocando quell’idea di agiatezza rilassata tipica delle ville di Capri o degli chalet di Gstaad. L’uso del bianco e del crema, centrali nella sua celebre collezione del 1968, rappresenta la massima espressione di questo concetto: il bianco è il colore di chi non teme di sporcarsi perché vive in ambienti protetti, è il colore della purezza aristocratica che eleva la donna a una statura scultorea. Anche il celebre “Rosso Valentino” non sfugge a questa logica; lungi dall’essere volgare, è una tonalità di rosso cardinalizio e regale, studiata per conferire autorità e carisma immediato a chi lo indossa, trasformando ogni apparizione pubblica in un atto di supremazia estetica.

L’eredità di Valentino nell’ambito del Quiet Luxury e dell’Old Money risiede proprio in questa sua capacità di essere opulento pur mantenendo un decoro quasi sacrale. La sua moda non è fatta per “apparire“, ma per “essere” all’interno di un contesto di privilegi consolidati, dove il dettaglio invisibile — una fodera in seta cucita a mano, un ricamo nascosto, la perfetta caduta di un pantalone in fresco di lana — conta molto più dell’impatto visivo immediato. In questo senso, Valentino ha agito come un custode delle buone maniere vestimentarie, dimostrando che la vera eleganza non urla mai, ma sussurra con la forza di una perfezione tecnica che sfida i decenni.

Molte persone potrebbero pensare che io sia innamorato di tale stile, e sapete cosa vi dico? Avete proprio ragione, la sensazione di poter indossare un completo per me è pura ARTE. 


Se ami l’Arte della Moda, allora clicca qua!!!

Desideri sapere cosa significhi scrivere sulla Moda? Premi qui sopra!!!

Fare la Moda con le proprie mani? Pigia qui!!!

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

GO TO TOP