I GIOSUE’ TEDESCHI
Consiglio questo libro a chi è interessato all’autore o ad una analisi della società moderna senza un vero riscontro sociale. Un mattoncino piccolo ma importante.
Nelle poche pagine di questo libricino Byung-Chul Han descrive la condizione dell’individuo in una società che richiede prestazioni e un costante stato di competizione con gli altri. La glorificazione del multitasking e tutti i suoi danni: depressione e nevrosi per citarne alcuni. Denuncia la “società della stanchezza”, in cui i tentativi di ribellarsi al modello dominante sono stroncati dalla stanchezza stessa, dall’accusa di accidia.

Maurizio Ferraris lo odia questo autore, per varie ragioni; per tutti i riferimenti a Prometeo che fa lo odio anche io. Non perché quella di Prometeo sia una brutta storia, la trovo solo un po’ abusata; mi dispiace che ci si appiattisca sulle stesse figure retoriche quando abbiamo una lingua così versatile per comunicare.
Ci sono due parti in questo libro, ma la divisione non l’ho trovata super esplicita durante la lettura. In una prima parte parla della stanchezza come esaustione. Quando lavori troppo, quando passi troppo tempo sui social, quando eserciti uno sforzo senza neanche accorgertene; quella è una prima società della stanchezza. C’è anche, nella seconda parte, stanchezza come noia: quando apri gli occhi al mattino e non sai che devi fare. Quando non c’è nulla per cui senti che valga la pena combattere, la stanchezza della monotonia delle situazioni riproposte quotidianamente da un’organizzazione sociale che considera gli umani come automi ad alta efficienza.
Altra cosa che non ho ben capito è a chi sia indirizzato questo libro; ai filosofi o alle persone comuni? Immagino scriveresti in modo diverso a seconda del target, qui lo stile mi è sembrato un po’ un ibrido tra i due. Lontano dall’essere incomprensibile, rimane un po’ fumoso in alcuni passaggi. È comunque riuscito nell’impresa di farmi riflettere sullo stato della società e sui diversi significati che si possono attribuire alle parole.
Per una lettura di due ore è un grande obiettivo.
Se contiamo anche che è riuscito a dare una visione così comprensiva pur rimanendo leggero si trasforma in uno spunto interessante per un discorso sulla società odierna; che si sia d’accordo o meno con la sua visione.


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