Another Side, capitolo 9: Pom Poko

DI SARA MORENA

Esce nel 1994, ma l’inizio della pianificazione del film risale al 1989. Nel gennaio dello stesso anno, Miyazaki e Takahata discutevano dell’idea di fare un film sui tanuki. Chiamati anche cani procioni, i tanuki sono animali molto diffusi nell’Estremo Oriente, e sono oggetto di varie mistificazioni che li rendono protagonisti di leggende del folklore giapponese. È infatti ad una leggenda che il film si ispira in principio, intitolata Awa no Tanuki Gassen (La Battaglia dei Tanuki di Awa), ambientata nello Shikoku, la più piccola delle quattro maggiori isole del Giappone. Il mito racconta la battaglia tra Rokuemon e Kinchō, e di essa fu prodotto un adattamento cinematografico con il titolo di Awa Tanuki Gassen. Miyazaki però si orientò su altre leggende legate ai tanuki, fra di esse una delle più famose è Matsuyama Sodo Happyaku Tanuki Monogatari (La Storia dei Disordini di Matsuyama e degli Ottocentotto Tanuki), che racconta la storia del tanuki Inugami Gyōbu e della faida familiare del clan a capo di Matsuyama. Altre svariate idee sui tanuki ispirarono lo Studio Ghibli, ma a quell’epoca fu difficile concretizzarle e rimasero soltanto oggetto di chiacchiere.

Fino a che Miyazaki non ripropose il progetto nel 1992, al termine della realizzazione di Porco Rosso. La direzione fu data a Takahata. Benché il regista fosse tentato dall’idea di dirigere un film sui tanuki, all’inizio dimostrò delle perplessità, poiché i tanuki e le kitsune non andavano molto di moda ai tempi. La produzione si rivelò comunque un’impresa ardua, perché fu difficile trovare dei validi spunti per realizzare un film, si pensò persino di orientarsi su altri progetti, come la trasposizione dell’Heike monogatari (Il racconto della famiglia Taira), ma l’idea fu bocciata subito poiché sarebbe stato troppo faticoso disegnare le armature dei guerrieri. Il pensiero di realizzare una versione cinematografica di quest’opera accese tuttavia un lampo nella mente di Takahata. Se non si poteva realizzare un film sull’Heike monogatari, forse si poteva dare vita alla storia usando i tanuki come protagonisti, contestualizzando gli eventi ai giorni nostri, raccontando la storia di tanuki che si battono contro lo sviluppo urbano del Giappone, che sta distruggendo le loro case e riducendo i loro confini. L’idea di base fu così promossa.

E così nell’agosto del 1992 vennero realizzate numerose tavole preparatorie. Come scenario vennero scelte le colline di Tama, luogo che è stato reale oggetto dello sviluppo urbano, ma gli autori del film ne raccontano le vicende su uno sfondo fantastico, facendo vedere dei tanuki che si trasformano in vari modi. Secondo le leggende giapponesi, i tanuki sono animali abili a trasformarsi, al pari delle volpi e dei gatti, e sono considerati degli animali dispettosi che con le loro abilità fanno scherzi agli umani. Una particolarità delle rappresentazioni dei tanuki è il fatto che vengano ritratti con testicoli grandi. Non a caso anche nel film questi animali, quando si elevano nella forma antropomorfa, vengono disegnati lasciando vedere lo scroto, che in alcuni casi lo usano per le loro trasformazioni quando cambiano solo una parte del loro corpo. I tanuki nel film assumono diverse forme. Dapprima si presentano con il loro aspetto naturale, poi, quando cominciano a trasformarsi, assumono un aspetto antropomorfo, che a seconda dei casi è più verosimile o più cartoonesco o più vicino alle vecchie rappresentazioni artistiche del Giappone del passato.

Furono quattro le diverse forme studiate dallo staff del film per dare vita ai personaggi tanuki. La prima è quella reale, che rappresenta il tanuki in maniera naturale senza nessuna mistificazione e senza nessuna caricatura. La seconda è il cosiddetto stile Shigaraki, quella più antropomorfa nella quale i tanuki camminano su due zampe e indossano anche dei vestiti. La terza è la forma del tanuki di Sugiura, che è una versione più floscia che gli animali assumono quando sono stanchi per le energie impiegate nella trasformazione. Infine la quarta è la forma del tanuki Pom Poko, la forma che assumono nei momenti più allegri. Il titolo del film richiama l’era Pom Poko, l’epoca storica attuale in cui i tanuki vivono nel film, precisamente al trentunesimo anno. Proprio in quel periodo, i canidi delle colline di Tama scoprono che la loro terra è minacciata dall’insediamento umano, che sta disboscando il territorio. Per poter ostacolare gli umani, i tanuki si riuniscono per imparare la tecnica del trasformismo, con l’intento di usarla per fermare l’uomo e spaventarlo, facendolo tornare a provare timore e riverenza per loro.

Pom Poko fu il primo film dello Studio Ghibli ad utilizzare anche la grafica digitale, seppur solo parziale. Venne usata in poche scene, come quando i tanuki consultano la biblioteca. In questa scena c’è un movimento di camera fra gli scaffali che usando la tecnica tradizionale sarebbe stato difficile da riprodurre, poiché riprende il movimento di una persona che cammina a fianco di essi, vedendone i particolari poco alla volta. È inoltre notevole che, diversamente dai film della Disney, gli artisti non si siano fatti scrupoli a disegnare animali antropomorfi senza trascurare il particolare dei genitali. Quando la Disney rappresenta gli animali, anche con il recente live action di Il Re Leone, non osa, né mai ha osato, spingersi fino a tal punto. C’è anche da dire che Pom Poko è il primo film Ghibli in cui gli animali interpretano pienamente il ruolo del protagonista, escluso forse Porco Rosso. Pur rappresentando degli animali come personaggi, lo Studio Ghibli non si risparmia comunque nel rendere le cose realistiche, se gli artisti si sono anche adoperati a non trascurare tale particolare, in parte dovuto anche alle rappresentazioni che il folklore giapponese ha sempre dato dei tanuki.

Pom Poko è un altro film che ci addentra nel Giappone, facendoci esplorare in parte il suo lato mistificatorio attraverso i tanuki. Una delle scene più memorabili è quella dove i tanuki, cercando di far tornare gli umani a portargli rispetto, fanno una parata prestigiatoria, dove danno sfoggio delle loro abilità magiche mostrando alle persone meraviglie e mostruosità. Quella scena raffigura creature molto note nelle leggende giapponesi, dai kasa agli oni.

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