Non può piovere per sempre

DI SIMONE MASCARELLO

Come avrete intuito la creatura di cui voglio parlare oggi è proprio il corvo. Una creatura estremamente intelligente e enigmatica, avvolta da un oscuro manto nero di mistero; una guida che funge da tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti, accompagnando l’anima di chi è trapassato verso il riposo e la pace eterni. Ma prima di parlare delle storie che lo circondano, parliamo della sua figura di tutti i giorni.

Le sue dimensioni vanno dai 34 cm di alcune specie messicane, ai 60-70 cm del corvo imperiale e corvo abissino, che assieme all’uccello lira rappresentano i passeriformi di maggiori dimensioni. Si tratta di uccelli dall’aspetto robusto e slanciato, con un forte becco conico dall’estremità lievemente curva verso il basso, e con la coda corta e cuneiforme. La livrea è dominata dai toni del nero con alcune specie che presentano un piumaggio dalle iridescenze metalliche, e altre che presentano aree bianche o grigie su collo e torso. Generalmente le loro iridi sono scure a differenza delle specie australiane che le hanno chiare.

Sono uccelli longevi e rigidamente monogami, le coppie rimangono insieme per tutta la vita e collaborano in tutte le fasi della riproduzione. Sono diurni e moderatamente sociali, con alcune specie dai costumi prevalentemente solitari all’infuori della stagione riproduttiva ed altre che si uniscono in gruppi di centinaia di individui in caso di fonti di cibo prevalentemente abbondanti. Tuttavia durante la stagione degli amori le coppie diventano territoriali, utilizzano un’ampia varietà di vocalizzazioni per comunicare coi conspecifici, e sono in grado di imitare i richiami di altre specie. Sono essenzialmente onnivori e molto opportunisti, cibandosi praticamente di tutto ciò che trovano, dalle carcasse, alle granaglie e ai piccoli animali. Formano società fortemente strutturate da rigide gerarchie, i giovani e gli esemplari non accoppiati si aggregano in gruppi numerosi mentre le coppie adulte difendono i propri territori. La distribuzione del corvo è diffusa in 5 continenti e solo in Sudamerica è poco rappresentato. È presente dalla taiga boreale alla savana, dalla foresta pluviale del sud-est asiatico al deserto arabico e ai mangrovieti, ed evita unicamente le aree troppo densamente alberate. Il corvo è fondamentale per l’ecosistema perché funge da spazzino naturale, eliminando carcasse e limitando la diffusione di malattie, e nutrendosi di una grande varietà di insetti, larve e roditori svolge un’attività naturale di pest control, regolando la proliferazione di animali che potrebbero danneggiare le colture e l’ecosistema boschivo. Inoltre nutrendosi di semi e trasportandoli e dimenticandone qualcuno in qualche nascondiglio contribuisce alla loro dispersione e alla rigenerazione della flora; e attraverso il loro metabolismo e le loro feci, restituiscono alla terra elementi preziosi per le piante.

 L’intelligenza 

I corvi sono tra gli animali più intelligenti al mondo, rappresentano un’intelligenza molto sviluppata con capacità cognitive paragonabili a quelle di un bimbo di 7 anni, sanno fabbricare strumenti, risolvere problemi logici complessi, pianificano il proprio futuro e possiedono una propria cultura. Sanno riconoscere i volti umani (positivi o minacciosi) e sono in grado di trasmettere queste informazioni alle generazioni future. Inoltre è stato dimostrato che se un esemplare subisce violenza da un essere umano può portare rancore per diversi anni, arrivando ad attaccare l’autore delle violenze con tutti i componenti del suo gruppo fino ad ucciderli. Sanno piegare rametti per creare uncini, selezionare materiali specifici per raggiungere il cibo e persino riporre e conservare gli strumenti per un utilizzo futuro, e la creazione degli oggetti assieme alle abitudini alimentari viene tramandata di generazione in generazione all’interno dello stormo. Possono comprendere il rapporto causa-effetto, e sono tra le poche specie in grado di riconoscersi allo specchio. Sanno riconoscere i singoli membri del loro gruppo e hanno una memoria episodica che gli permette di ricordare tutte le loro interazioni passate, e possono comprendere le relazioni gerarchiche tra gli altri membri semplicemente osservandoli litigare o interagire. La loro comunicazione è complessa, sono tra i pochi animali in grado di comunicare con gesti simbolici, come indicare un oggetto col becco per mostrarlo o offrirlo a un compagno. Hanno capacità di mediazione e sanno perfino punire i comportamenti egoistici all’interno del gruppo tramite l’ostracismo (esclusione volontaria e deliberata di un individuo da un gruppo sociale, lavorativo o politico). 

Miti e leggende 

 

“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte però accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose, che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima, perché rimettesse le cose a posto”.

 (Il corvo 1994)

Oscuro, lugubre e misterioso, nella cultura occidentale il corvo è spesso associato a messaggi nefasti e infernali, abituato a nutrirsi di carcasse richiama direttamente l’immagine della morte e gli fa guadagnare la fama malaugurante che ha dato vita a espressioni come “finire in pasto ai corvi” . Ma dai celtici, irlandesi e nativi americani, il corvo evoca anche atmosfere positive sempre legate al mondo dei morti e alle profezie.

Simbolo del male e delle streghe

Insieme ai gatti nel Medioevo, il corvo era associato alle streghe; si credeva che fossero i loro messaggeri e che le streghe in caso di necessità potessero trasformarsi in uno di loro. Il corvo compare come simbolo maligno nei trattati di demonologia dove troviamo:

– Malphas, un principe dell’Inferno e 39° demone evocato da Re Salomone con l’abilità di trasformarsi in corvo.

– e gli Harab, orrendi corvi della morte, spiriti ribelli al servizio di Baal, il signore dell’omicidio.

Huginn e Muninn

Huginn “pensiero” e Muninn “memoria” sono i due corvi che Odino (dio dei Vichinghi nella mitologia norrena) libera all’alba affinché volino per il mondo a raccogliere informazioni e notizie; e quando tornano la sera, si appoggiano sulle spalle di Odino e gli sussurrano tutto ciò che hanno visto e sentito. Per l’importanza che questi animali hanno assunto per lui, ha acquisito il nome di “dio corvo”. Essi si chiamano così per indicare la loro straordinaria intelligenza e l’incredibile capacità di pensiero e memoria già citate in precedenza; pensate che dei corvi sono stati visti fare cadere le ghiande sulla strada per fare in modo che le auto potessero aprirle al posto loro, e alcuni le fanno cadere sulle strisce pedonali per poterle recuperare in sicurezza quando scatta il verde; o addirittura quando trovano un loro simile morto, si riuniscono e indagano osservando l’ambiente e le ferite per capire cosa possa averlo ucciso per avvisare gli altri del pericolo e non fare la stessa fine.

Il corvo rappresenta infiniti significati, ma quelli più comuni raffigurano tutti un passaggio da uno stato a un altro:

– il passaggio dall’ignoranza alla conoscenza;

– il passaggio dalla vita alla morte;

– dal bene al male;

– dalla notte al giorno.

Custodi della regalità britannica

Una leggenda molto nota della Torre di Londra afferma che se i corvi dovessero abbandonare la fortezza, il regno e la torre stessa cadrebbero. Per questo motivo la corona britannica mantiene sempre una colonia di corvi vivi all’interno della struttura.

Mitologia greca 

Nel mito greco di Apollo e Coronide il corvo (in origine dal piumaggio bianco e in grado di parlare) viene incaricato da Apollo di sorvegliare Coronide; Coronide si innamora di Ischi, e il corvo invece di fermarla vola subito da Apollo per spifferargli tutto ignorando l’avvertimento di una cornacchia sulle possibili ritorsioni divine. Preso dalla gelosia, Apollo uccide Coronide con le sue frecce, ma subito dopo si pente amaramente del gesto e per l’eccessiva loquacità che ha causato la tragedia, maledice il corvo: gli impedisce per sempre di parlare e brucia le sue penne nivee rendendole nere come la cenere.

Per quel che mi riguarda, il corvo è un meraviglioso animale molto più simile all’uomo di quanto si possa immaginare. Ci si vede al prossimo volo!

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