Guardiani della Galassia vol. 2: avanti con la musica, si spacca tutto!

DI ALBERTO GROMETTO

Premessona fondamentale senza la quale non si può procedere innanzi: JAMES GUNN è un GENIO!!!

Un genio per come dirige, un genio per come sceglie sempre le musiche giuste, un genio per come ci dona perle visive incredibili, un genio per come delizia le nostre orecchie, un genio per come sa sempre regalarci prima di qualsiasi altra cosa una storia sublime a livello narrativo… insomma, un GENIO!!! Fotografia, sceneggiatura, effetti speciali, sonoro, musiche, personaggi, storia, dialoghi… tutto urla il suo nome, perché lui sa cosa significhi essere Autori, avere un determinato Sguardo e allo stesso tempo però sa sempre rimanere ancorato alla sua Storia, mai dimentico di come il suo talento debba sempre essere al servizio totale della Storia e subordinato ad essa, mai il contrario. Vi sono registi con un talento pazzesco ma la cui personalità, vuoi per mancanza d’umiltà vuoi per egocentrismo esagerato, finisce per prendere il sopravvento sul loro stesso lavoro. Così al centro mettono loro stessi, quando invece al centro ci deve sempre ed esclusivamente essere la Storia! Gunn con ogni suo film ci impartisce questa preziosissima lezione cinematografica di profondo valore.

Detto questo, lui il capolavoro lo ha fatto prima. Lo ha fatto con il primo «Guardiani Della Galassia» (2014). Perché è stato il primo, perché ha lasciato tutti senza fiato, perché… beh, perché: Noi Siamo Groot. Non c’è bisogno di dire altro. Quando si tratta però di realizzare un sequel di un lavoro così epico e sensazionale come quel «Guardiani Della Galassia», il rischio è che venga fuori una mezza schifezza. Che si rovini tutto. Che si distrugga quello che è stato fatto prima e si manchi di rispetto ad una Bellezza del genere. 

Ma questo non avviene nel caso del VOLUME 2 di questa splendida splendida splendida trilogia! E questo perché, pur ovviamente essendo impossibile produrre un altro capolavoro come quello, il nostro Gunn è un Genio! Lo abbiamo detto in apertura di questo nostro pezzo, del resto. E il Maestro insegna a tutti quale sia il vero segreto per poter realizzare un SEQUEL che, benché non abbia chances di competizione rispetto al primo, possa risultare un film riuscitissimo e che merita comunque di essere celebrato, anche se magari non eccessivamente. 

Ma qual è questo famoso segreto che molti sembrerebbero non aver compreso? Semplice: non dimenticare cosa c’è stato prima.

«Guardiani Della Galassia» parlava di solitudine, parlava di dolore, parlava di incontrare qualcuno e amare stare con quel qualcuno, diventare forti grazie a quel qualcuno, talmente forti da essere Supereroi e fare del Bene. Ne parlava con un’ironia, un sarcasmo e una dose di divertimento spassosissimo esagerato e folle unito ad una malinconica tristezza di fondo dolceamara. Il sequel non dimentica nessuno degli ingredienti che hanno reso immortale il suo predecessore e ci racconta una storia incentrata in particolare sulla figura paterna. 

Il Papà

Il papà che era una volta quell’omone blu di Drax il Distruttore, prima che gli portassero via tutto, che non è nato per distruggere ma per essere padre. 

Il papà che Rocket il Procione spaziale super-intelligente non ha mai avuto.

Il papà che ora tutti quanti cercano di essere per Groot, ora Baby Groot, tornato un piccolo bambino combina-guai che sta ri-imparando a vivere. 

Il papà crudele e spietato che ha rovinato la vita di Gamora e Nebula, sorelle-nemiche che forse in realtà dopotutto si vogliono bene davvero.

Il papà, infine, che Peter Quill alias Star-Lord non sapeva di avere e che ora crede di aver finalmente trovato nel divino Ego, interpretato da un Kurt Russell da paura!!! Ma quello non è un padre. Perché per essere padre non basta averti concepito. E così Peter si rende conto che un padre ce lo aveva già. Solo che non lo aveva capito. Perché il tuo Papà è l’uomo che ti cresce, ti insegna a vivere e ti ama e ti protegge e che ci sarà sempre per te. E quel Papà per Quill c’era sempre sempre stato. Nel caso di Star-Lord, quel padre era Yondu, capo di una banda di mercenari chiamati “Ravagers”.

Del resto, è questo quello che alla fine ci insegna Gunn raccontando le storie dei Guardiani.

L’amore vero si nasconde in quelle persone che hai accanto, le persone di cui ti circondi, e che conoscono a memoria tutti i tuoi, orribili, difetti. E che nonostante questo ti stanno accanto. E che ci sono per Te. E vogliono esserci.

Così il tuo migliore amico può essere davvero un procione, la tua fidanzata può essere una donna verde che ha ammazzato un bel po’ di persone nella sua vita e tuo padre può essere il leader di una ciurma di mercenari spaziali. È l’Amore quello che fa la differenza. È quello ciò che ti rende un vero Papà. È questa la condizione sulla quale si crea una vera Famiglia

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